Sagre, da Avigliano la “rivolta” contro gli eccessivi oneri per la sicurezza

TERNI – Parte da Avigliano Umbro la “rivolta” contro i pesanti obblighi del decreto sicurezza per le sagre. L’allarme è lanciato dal Consiglio comunale di un territorio dove le sagre sono una tradizione decennale e molte di esse rischiano di sparire per eccessivi impegni dei volontari per la sicurezza e troppi soldi da spendere.

Per questo i capigruppo di maggioranza hanno presentato una mozione nella quale “dovrà essere portata con urgenza “nelle sedi opportune” da parte dell’amministrazione comunale la questione della sicurezza nelle manifestazioni. La maggioranza invita il sindaco ad azioni istituzionali ”affinché si trovi una soluzione plausibile e ponderata per la valutazione di ogni singola manifestazione, restando fermo il valore della salvaguardia e incolumità della persona”.

La mozione è stata presentata dai capigruppo Luca Cricchi (Avigliano Umbro insieme) e Cesare Mecarelli (Socialisti e indipendenti) i quali affermano che “tale situazione sta creando non pochi problemi a diverse associazioni e proloco per l’attuazione di provvedimenti stringenti e onerosi, senza tenere conto della diversità di ogni singolo evento”. Nell’atto i capigruppo chiedono anche che “questo documento venga presentato, dalla giunta, all’attenzione di tutti i Consigli comunali della provincia di Terni, cosicché uniti, si dia forza a questa problematica che lede, non solo la valorizzazione dei territori, ma soprattutto il valore sociale che queste manifestazioni ricoprono nelle nostre piccole e grandi realtà”.

“Gli eventi, le manifestazioni e le sagre, che si svolgono nella regione – si legge nella mozione – sono di per se già regolamentati da una norma regionale, la quale impartisce degli obblighi e delle regole ben precise sia in termini di somministrazione, di durata e di sicurezza. Le suddette manifestazioni ricoprono nei nostri territori dei valori di estrema importanza, non solo nella promozione del territorio e della gastronomia, ma soprattutto nel tessuto sociale e nella conservazione delle tradizioni.

Dove lo spirito associazionistico e di volontariato, molto spesso si identifica, in un intero paese o in un intera città. Attualmente – proseguono – le difficoltà nell’organizzare manifestazioni di qualunque genere o dimensione, soprattutto nelle piccole realtà, sono sempre più consistenti, anche a causa di una burocrazia che non prevede, per l’appunto, differenziazioni tra i piccoli e i grandi eventi.

La Regione Umbria e diverse associazioni di Comuni – proseguono Cricchi e Mecarelli – operano da anni investendo nella promozione del territorio, con questa normativa uniforme e stringente, molto spesso inappropriata per costi e per vere esigenze, in proporzione agli eventi in questione, rischiano di rendere vane tali operazioni se vengono meno queste forme attrattive e ricettive per i nostri territori. In una società che vede sempre meno il coinvolgimento dei giovani nella vita sociale e ancor meno li vede interagire con le fasce più adulte – concludono – riteniamo opportuno e necessario conservare queste forme di associazionismo e volontariato che inglobano queste caratteristiche, come confermato e testimoniato da anni e anni di manifestazioni nelle realtà locali”.

 

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