Ambiente

GUARDEA – Ora è ufficialmente esploso il caso della centrale a biogas di Montecchio. La sua posizione sta allarmando i cittadini perché nascerebbe al confine con il comune di Guardea, a due passi dall’Oasi di Alviano e vicino ai pozzi del Sii, penalizzando inoltre anche alcune attività economiche. Oggi, come aveva già preannunciato, il consigliere provinciale del Pd e capogruppo di Uniti per Guardea Giampiero Lattanzi ha presentato un’interrogazione in Provincia e in Comune sostenendo che quella centrale non si deve fare.

“Sono già in essere – annuncia lo stesso Lattanzi - movimenti spontanei di cittadini di Madonna del Porto, Tenaglie, Poggio, frazioni dei comuni di Montecchio e Guardea per costituire comitati spontanei in difesa del proprio territorio”. Il no alla centrale sarebbe motivato da alcuni osservazioni riguardanti ubicazione e ripercussioni ambientali ed anche economiche. Quest’area è limitrofa al limite territoriale dell’area naturalistica dell’Oasi di Alviano, la zona interessata risulta di particolare pregio ambientale ed è rimasta praticamente integra, al punto che in prossimità dell’ingresso all’Oasi ci sono ben due attività di ristorazione e una nota e rilevante attività agro-alimentare specializzata nelle produzioni tipiche.

Poco più a valle del presunto insediamento si trovano inoltre i pozzi di captazione idrica per il pubblico acquedotto di Montecchio, al momento gestiti dal Sii le cui falde potrebbero essere interessate dall’impianto”. Lattanzi tira in ballo le responsabilità politiche e non è convinto che Provincia e Comune di Guardea fossero davvero all’oscuro di tutto.

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GUARDEA _ Tra poco più di un’ora il sindaco di Guardea Gianfranco Costa si recherà all’ingresso dell’Oasi di Alviano per inscenare una manifestazione contro la centrale a biogas di Gugnolo nel comune di Montecchio. L’iniziativa è stata decisa visto il montante malcontento delle popolazioni della zona e delle attività economiche con la costituzione di un comitato cittadino. “Siamo fortemente preoccupati – dice Costa - per l’assenza di iniziative ed informazioni, avendo attivato attenzioni a livello istituzionale, sia provinciale che regionale, già da parecchi giorni”.
Stamattina in Consiglio provinciale è stata discussa l’interrogazione urgente di Giampiero Lattanzi (Pd) che è anche capogruppo di Uniti per Guardea in Consiglio comunale. Anche un altro consigliere provinciale, Alfredo Santi (Pdl) ha presentato un’interrogazione per valutare le ricadute ambientali del progetto. L’appuntamento di oggi è alle 18,00. Domani alle 21,00 ce ne sarà un altro alla scuola di Madonna del Porto e lunedì 16, sempre alle 21,00 in Comune.

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MONTECCHIO – Sulla centrale a biogas di Cordigliano è ormai guerra tra amministrazione comunale di Montecchio e comitato cittadino. Il sindaco David Lisei difende la scelta e lancia accuse al comitato e ad alcuni po0litici di gettare discredito sul Comune di Montecchio. “L’impianto – dice Lisei - rispetta pienamente tutte le prescrizioni delle vigenti disposizioni in materia e nello specifico il totale rispetto di quanto previsto nel regolamento regionale 4/2011. Sono stati acquisiti in merito tutti i punti fermi da parte di istituzioni terze. In un momento di così grave crisi economica ostacolare un progetto da 5 milioni di euro e che può portare anche ricadute occupazionali è pura follia”. 

Ma il comitato non si arrende e rilancia sulla battaglia contro la centrale. Ieri sera a Montecchio si è svolto un incontro pubblico al quale sono stati invitati tutti i sindaci della Teverina. Tra questi c’era Gianfranco Costa, sindaco di Guardea, che ha cavalcato la protesta organizzando a sua volta ieri l’altro un sit-in all’ingresso dell’Oasi di Alviano per protestare contro la realizzazione dell’impianto a biogas che andrebbe a collocarsi anche vicino all’Oasi naturalistica, oltre che, come sostenuto dal comitato, a due passi da un’azienda agroalimentare, ad alcune attività economiche che potrebbero subire danni di immagine e ai pozzi di captazione dell’acquedotto di Montecchio.  

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“Sulla vicenda del biodigestore occorre evitare strumentalizzazioni ma anche minimizzazioni”. Lo afferma il consigliere regionale del Pdl Alfredo de Sio intervenendo nel dibattito relativo alla possibile costruzione della centrale a biogas in località Gugnolo nel comune di Montecchio. “Da sempre-nota de Sio - ritengo che ogni innovazione vada sposata con l'opportunità, cioè con la realizzabilità e la compatibilità dell'obiettivo che si vuole perseguire. Per questo al di là delle leggi e dei regolamenti non posso che concordare con la perplessità di abitanti e sindaci sulle recenti vicende che vedono sorgere biodigestori come funghi anche se, per onor del vero, non è raro leggere molte sciocchezze e strumentalizzazioni sul tema, tipo il rischio di veleni o il pericolo di inquinamenti di varia natura.

La verità è che, un po' più o un pò meno a seconda delle situazione, questi impianti creano situazioni di disagio a causa degli odori che emanano. Può tutto questo costituire un problema? Dipende naturalmente dal contesto e dalla valutazione costi-benefici che è la discriminante per cui chi guida le istituzioni eletto dal popolo è differente dal burocrate.  L’Umbria è quella che è, con le sue potenzialità e le sue fragilità e determinati territori devono coniugare le loro scelte nella valutazione del modello di sviluppo che vogliono perseguire, soprattutto quando la vocazione di certi territori viene spinta, sempre dalle stesse istituzioni, ad incamminarsi verso altri orizzonti arrivando all'assurdo che nella stesso territorio si mettono soldi privati e pubblici per far decollare il turismo all'aria aperta, ristrutturare casali, far crescere la rete agrituristica, potenziare l'Oasi, ecc. ecc. e poi, sempre con soldi privati e pubblici (intendo per quest'ultimi incentivi di varia natura) si creano altre situazioni come la costruzione di Biodigestori o altro .

Ora - ricorda l’esponente Pdl - questo genere di impianti che si classificano tra quelli di energie rinnovabili, sono più che altro un opportunità che coniuga le esigenze di distretti dove insistono molte aziende agricole e zootecniche che nella loro lavorazione producono scarti di vario genere, sia di coltivazione che legati alla zootecnia che, appunto, sono già un problema. Situazioni queste , che vanno affrontate attraverso processi di smaltimento coniugando  la possibilità di produrre energia e risolvendo con un problema due esigenze: smaltimento e produzione di energia . Siccome però siamo in Italia non è raro assistere al capovolgimento del problema decidendo di fare un biodigestore al di là delle esigenze, facendo magari un piano di approvvigionamento spregiudicato e completamente estraneo alle esigenze del territorio.

Quindi una mera operazione economica. Legittima sia chiaro-sottolinea de Sio - in quanto prevista da leggi e regolamenti ma pur sempre una semplice operazione economica. Un business per pochi, spesso senza nessuna ricaduta economica ed occupazionale per il territorio anzi, per le cose già dette, contraria a molti aspetti del modello di sviluppo che sindaci e cittadini hanno scelto. E’ questa la situazione? Allora occorre ragionare e far ragionare. Possibile che gli stessi sindaci che si mettono insieme per promuovere il territorio con iniziative tipo la Maratona dell'Olio poi si freghino a vicenda? Ecco perché mi permetto di chiedere nell’immediato un intervento ragionato per Montecchio come per altre realtà. Senza fondamentalismi, perché noi siamo sempre bravi a volere tutto purché venga fatto nel giardino degli altri. Ho l’impressione però che non sia questo il caso e credo che le istituzioni a cominciare dalle municipalità debbano parlarsi, confrontarsi e tentare di trovare una soluzione che magari possa coniugare con un piccolo sforzo di fantasia e meno rigidità le esigenze di tutti. Per quanto mi riguarda-conclude de Sio - cercherò di favorire questo metodo e questo approccio ma è necessario che chi ha più responsabilità faccia altrettanto”.

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NARNI – L’impianto di compostaggio di Nera Montoro GreenAsm, avviato nell’ottobre 2012, ha chiuso il 2013 con il conferimento complessivo di 29.700 tonnellate, composte da frazione organica dei rifiuti solidi urbani da raccolta differenziata e da sfalci e potature, che sono le tipologie di rifiuto più adatte alla produzione di biogas.

La fase di biodigestione anaerobica ha consentito la trasformazione di circa 13.500 tonnellate di rifiuto in biogas, prodotto con un rendimento e un’efficienza operativa molto al di sopra delle aspettative. Infatti, l’impianto ha generato oltre 2.800.000 metri cubi di gas (compresa la fase di start-up del biodigestore), con un rapporto di 211 metri cubi di gas per tonnellata di rifiuto contro i 120 metri cubi per tonnellata “garantiti” dal produttore della tecnologia. Tali risultati si sono riflessi con un impatto molto positivo sulla produzione di energia elettrica immessa in rete (oltre 4 milioni di KWh).

In termini economici, anche il valore della produzione è risultato superiore alle previsioni del business plan, mentre sul fronte dei costi di produzione l'unica differenza si è riscontrata in relazione agli oneri di smaltimento degli scarti per i quali ci si aspettava una minore quantità. Il miglioramento delle procedure e degli standard della raccolta differenziata da parte dei conferitori e la crescita qualitativa della raccolta stessa, consentono di prevedere un miglioramento di questa voce nei prossimi esercizi. 

Infine, sono state cedute circa 2.800 tonnellate di compost di qualità impiegato principalmente per la produzione di terriccio per agricoltura e per la ricopertura e riambientazione della discarica di Valle.

“Siamo pienamente soddisfatti -  ha commentato il presidente Stefano Tirinzi - dei risultati di esercizio dell’impianto, che contribuisce in maniera consistente alla sostenibilità ambientale e all’innovazione del sistema impiantistico e del ciclo dei rifiuti nell’ambito territoriale. In particolare, la JV tra TerniEnergia e Asm Terni ha impresso un notevole contributo all’attivazione di una filiera corta per il recupero di materia ed energia grazie alla valorizzazione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani. Attraverso la costituzione di un veicolo societario paritetico, Asm Terni ha rafforzato il proprio ruolo nodale nella gestione del ciclo dei rifiuti ed ha introdotto elementi virtuosi di partnership tra la multiutility, interamente partecipata dal Comune di Terni, e una società quotata come TerniEnergia che ha nell’industria verde il proprio core business”.

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