Terni, Ast, la fusione TK-Tata Steel preoccupa i sindacati

TERNI – La tedesca Thyssenkrupp e l’indiana Tata Steel danno vita al secondo gruppo dell’acciaio europeo dopo ArcelorMittal. L’intesa finale per la creazione della joint venture ‘Thyssenkrupp Tata Steel’ è stato firmato ieri, 2 luglio, a Bruxelles dopo l’annuncio fatto il 30 giugno scorso. La trattativa per arrivare all’intesa è durata due anni e un memorandum d’intesa era già stato siglato a dicembre 2017. Il direttore finanziario di Thyssenkrupp, Guido Kerkhoff, ha assicurato oggi che “questo processo non avrà alcun impatto sullo stabilimento di Terni.

Una richiesta di confronto alle istituzioni regionali e locali “per condividere in modo più esaustivo le preoccupazioni e riattivare velocemente il tavolo governativo”: è quanto annunciano le segreterie provinciali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl di Terni, dopo la conclusione delle trattative tra ThyssenKrupp, proprietaria dell’Ast, e Tata Steel rispetto all’annunciata joint venture tra le due società.
In una nota i sindacati si dicono preoccupati rispetto al futuro prossimo del sito ternano, sia per quanto riguarda l’indeterminatezza degli assetti societari che rispetto alle future strategie industriali.

“Consapevoli – spiegano – che Ast di Terni non fa parte, al momento, della joint venture, ricordiamo che è ufficialmente in vendita da parte della ThyssenKrupp, la quale, in tempi non sospetti, ha ufficialmente dichiarato di voler uscire dalla produzione degli acciai speciali”.
“A maggior ragione oggi è necessario, a nostro avviso – continuano le cinque sigle – riaccendere l’attenzione rispetto al futuro del sito ternano in quanto è rimasto l’unico stabilimento produttivo di proprietà esclusivamente ThyssenKrupp e che, con molta probabilità, vedrà un cambio societario nei mesi avvenire in quanto le dichiarazioni della proprietà tedesca hanno sempre registrato una coerenza nei fatti”. Per questo i sindacati annunciano che chiederanno il confronto “per condividere in modo più esaustivo le preoccupazioni e riattivare velocemente il tavolo governativo, sospeso per le note vicende elettorali degli scorsi mesi, al fine – concludono – di fare luce sul futuro del sito ternano con l’obiettivo di difendere una produzione strategica per il Paese”.

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