Ast, Menichino, vescovo Piemontese: “Basta morti assurde”

TERNI – “Invitiamo quanti hanno responsabilità ad adoperarsi perché si faccia quanto è umanamente possibile perché non si ripetano tali morti assurde”: a dirlo è il vescovo di Terni, Giuseppe Piemontese, esprimendo la sua vicinanza alla famiglia di Gianluca Menichino, l’operaio morto ieri a sei mesi dall’incidente sul lavoro avvenuto all’interno dell’Ast.
“La morte prematura di un giovane lavoratore, mentre compie il suo dovere e a causa di esso – commenta il vescovo in una nota – getta nella costernazione i suoi cari, gi amici e l’intera comunità civile. Disperazione e rabbia possono solo aumentare la sofferenza”. Piemontese invita infine tutti a riflettere “sulla preziosità della vita e sul senso della morte”.

Intanto l’Ast ribadisce la vicinanza alla famiglia e garantisce impegno affinché questi incidenti non si ripetano più. “Dal giorno dell’incidente lo scorso 10 luglio – scrive la direzione aziendale in una nota – la vita di Gianluca è rimasta appesa a un filo: il ricovero nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Terni durò quasi tre mesi, poi il trasferimento nel reparto specializzato di Foligno. L’Azienda continuerà ad essere vicina alla famiglia e rinnova il suo impegno affinché simili incidenti non si ripetano mai più, nella consapevolezza che la sicurezza e la salute di ogni dipendente siano i beni più preziosi da tutelare”.

 

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