Narni, turismo: Il Consiglio vara la tassa di soggiorno

NARNI – Il Consiglio comunale l’ha approvata senza i voti delle opposizioni ma comunque con numeri sufficienti per dare il via alla prima tassa sul turismo della storia della città. Un passo importante che arriva come una scossa nella politica e nel settore turistico e che è destinato a far parlare a lungo. Intanto a parlare è il fautore dell’iniziativa, l’assessore al turismo, Lorenzo Lucarelli, che alla prima esperienza da amministratore ha fatto un atto che sicuramente resterà negli annali.

Assessore quanto costerà ai visitatori la tassa turistica? “Le cifre sono molto basse, si va da mezzo euro a 2 e mezzo, una forchetta insomma di 1 euro al massimo, non sono cifre considerevoli, non è mica nata per ammazzare il turismo, semmai per aiutarlo”.

Quanto è il volume complessivo dei turisti a Narni? “Dai dati ufficiali che abbiamo sulle strutture alberghiere tradizionali siamo a 50mila pernotti l’anno, questo però comprende sia i visitatori che coloro che soggiornano per lavoro. Il dato tuttavia è molto più esteso e grande”. In che senso? “Nel senso che c’è una ricettività in molte altre attività sparse fra il centro e le periferie che non è possibile censire con puntualità ma che porta a un considerevole volume di affari”.

Si però queste non potranno essere coinvolte nella tassa. “No, appunto, lo dicevo per dare una risposta a chi pensa che il numero di visitatori sia basso, mentre in realtà non lo è. Il sistema verrà applicato almeno inizialmente nelle strutture tradizionali, abbiamo anche fissato un massimo di 4 giorni, oltre i quali la tassa non si applica più. Poi una serie di sconti e riduzioni, oltre che esenzioni, insomma non stiamo lì col fucile spianato”. Quanto pensate di ricavare? “La stima è di circa 50mila euro, non sono tante ma nella situazione finanziaria nella quale si muovono i Comuni oggi, dobbiamo essere positivi. Queste risorse ci permetteranno spazi di manovra a sostegno ulteriore del settore”.

E’ soddisfatto quindi? “Sono convinto che questa tassa non influirà negativamente sugli albergatori, come qualcuno dice, ma che anzi aiuterà il settore. Stiamo parlando, tra l’altro di cifre molto basse”. Fra gli operatori c’è scetticismo. “Lo so, è anche normale che vi sia quando si introducono misure inedite, ma se lo abbiamo fatto è perché c’è bisogno di far crescere il settore. In questi anni le amministrazioni che si sono succedute hanno fatto molto per creare attrattive, penso al recupero di grandi edifici storici, alle Gole del Nera e a molte altre iniziative, che vanno nell’ottica di stimolare anche l’imprenditorialità di settore”.

Ma, come si diceva, un po’ di diffidenza c’è, intanto fra le forze politiche di minoranza che non hanno votato a favore e poi tra qualche albergatore che teme l’effetto contrario.   “Prima di poter pensare alla tassa da istituire si dovrebbe garantire come corrispettivo servizi ai turisti”, argomenta per esempio il capogruppo di Forza Italia Sergio Bruschini.

“Narni – dice – sta certamente cercando di divenire alla stregua di altre città umbre ,una località turistica, ma al di la di indubbi progressi fatti ,grazie alla realizzazione di alcuni importati restauri di diversi contenitori storici, non può neanche lontanamente paragonarsi a citta del calibro di Assisi, Orvieto, Todi, Gubbio, Perugia e Spoleto.

Queste località non hanno solo le loro bellezze architettoniche da mostrare ma hanno da tempo implementato una serie di servizi al turista che a Narni ancora non esistono. Non esiste ancora un’area a parcheggio camper adeguata,non cè un infopoint turistico,non esiste la wifi free, c è solo una proloco che assorbe risorse economiche e che ormai è desueta rispetto alle nuove esigenze”.

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