Sagre, è allarme rosso: Le nuove leggi sulla sicurezza le stanno falcidiando

TERNI – E’ allarme sagre in tutta la provincia. Le stringenti, e dispendiose, regole sulla sicurezza, stanno facendo saltare eventi e iniziative che duravano da decenni. Gli organizzatori non ce la fanno a stare dietro a tutte le imposizioni della legge e non hanno le risorse per farvi fronte. La preoccupazione sta salendo tanto che anche il presidente dei Piccoli Comuni Anci, Federico Gori, è intervenuto con un comunicato nel quale chiede maggiore attenzione e regole meno ferree. L’usicta di Gori segue quella del Consiglio comunale di Avigliano Umbro che nei giorni scorsi aveva chiesto al sindaco, Luciano Conti, di intervenire per scongiurare la chiusura delle tante sagre che si svolgono sul territorio.

Il Comunicato di Gori:

“La sicurezza dei cittadini è il pensiero fisso di noi sindaci e siamo pienamente consapevoli che, dopo i fatti accaduti l’anno scorso a Torino, occorre organizzarsi in maniera tale che gli eventi che si programmano e progettano nei nostri territori garantiscano, prima di tutto, la incolumità delle nostre comunità.

Credo che sia opportuno fare una riflessione seria e proficua sulla pianificazione di questi eventi ed occorre individuare delle specifiche, per non correre il rischio di buttare in mare le innumerevoli iniziative che offre il nostro territorio.

In primo luogo, siamo molto preoccupati dei costi da sostenere: la formazione del personale da parte degli organizzatori (pro loco o piccolo Comune), come il caso della formazione per addetti antincendio e degli addetti alla vigilanza (Steward) è elevato; esiste poi, l’impossibilità concreta proprio nei piccoli comuni, di utilizzare risorse interne a causa della scarsità di personale e, incaricare un professionista esterno aumenta a dismisura il costo dell’evento.

Tutti gli eventi non possono essere trattati alla stessa stregua, una rievocazione storica non è uguale ad un concerto, la sagra non è una processione.

Occorre adeguare la normativa anche secondo la dimensione del Comune, la tipicità dell’evento e l’impatto che esso può produrre; non è la stessa cosa se si svolge su un piccolo borgo o in una città, in periferia o in una piccola frazione.

Su un tema di questa rilevanza i Comuni non possono essere lasciati soli perché, in molte circostanze, non hanno le risorse e l’organizzazione sufficiente per rispettare la recente circolare sulla “safety” e la “security”.

L’Anci Umbria porrà tale questione in sede Nazionale affinché al nuovo Governo sia fatto presente che l’applicazione delle normative vigenti comporta maggiori costi e difficoltà organizzative a carico di Pro Loco, Comuni o società private. I Comuni da soli rischiano di non farcela.

Sul piano più strettamente operativo la struttura di Anci Umbria si sta già muovendo con la Regione Umbria per cercare di sostenere ed assistere i nostri comuni, ma, soprattutto, si stanno elaborando proposte affinché si rendano più semplici e meno burocratici i procedimenti ai quali i Comuni si devono attenere.

Siamo davvero preoccupati della poca sensibilità e della scarsa conoscenza dell’attività dei nostri piccoli comuni ingiustamente parificati alle metropoli. “Irrigidire” le nostre manifestazioni equivarrebbe ad un lento ed inesorabile colpo al cuore delle nostre comunità”.

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