Terni, imprese, Flamini: “La politica cambi passo”

TERNI – “Vogliamo un profondo e radicale cambio di passo nella nostra rappresentanza politica, alla quale chiediamo con forza di prendersi le proprie responsabilità, assicurando un profondo rinnovamento (troppo spesso declamato e mai praticato) che ascolti il mondo del lavoro e che accompagni ripresa e sviluppo”: è un passaggio della relazione di sintesi redatta dal presidente della Camera di commercio di Terni, Giuseppe Flamini, all’esito del tavolo permanente dell’economia locale, istituito dall’ente per fare il punto della situazione del territorio e i cui risultati sono stati resi noti in una conferenza stampa.

L’organismo – del quale fanno parte le principali associazioni di categoria e gli ordini professionali – ha in particolare analizzato i dati estratti da Registro imprese della Camera di commercio e da fonti Inps, confrontando la situazione attuale con quella del 2009. Ne è emerso è un quadro negativo nei principali indicatori, a partire dal numero delle imprese, scese di 1.155 unità (da 19.409 a 18.254) e di quello degli addetti, che ha visto invece una flessione di 1.596 (da 61.708 a 60.112), mentre la disoccupazione giovanile è passata dal 16% del 2004 a quasi il 50% del 2016, posizionando Terni al 23/esimo posto, in scala negativa, tra le province italiane.

“Il contesto generale non aiuta – ha sottolineato Flamini -, ma il divario, come evidenziato da diversi attori istituzionali presenti al tavolo, tra il nostro territorio e la parte settentrionale del Paese, Perugia compresa, si sta allargando sempre di più. Uno spartiacque che ci rilega e ci spinge sempre più verso il meridione d’Italia”. Secondo il presidente della Camera di commercio “questo processo di impoverimento” è frutto di “comportamenti sbagliati, approssimativi e non corretti da parte di tutti e in special modo di chi ha nelle mani la governance politica, economica e di rappresentanza delle parti sociali”.

Terni, sempre a detta di Flamini, “deve diversificare l’economia che pur contando sulla presenza di tante multinazionali, deve puntare anche sulla bellezza del territorio, le eccellenze turistico-ricettive, l’enogastronomia, le risorse storico-culturali”. “Questo territorio – ha concluso Flamini – ha bisogno di un rinnovamento vero della governance, la quale ha bisogno di una guida condivisa ed autorevole”. (ANSA).

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