Terni, parte la nuova consigliatura, Latini: “La città deve tornare ad essere un traino”

TERNI – “Terni deve tornare ad essere città, poi deve tornare ad essere città normale. Infine deve tornare ad essere città speciale, come lo è stata per tanti anni. Città del lavoro, dell’innovazione, delle invenzioni e dei talenti, città aperta alle nuove idee, al confronto con i territori vicini e con quelli più lontani, riferimento per tutta l’Italia mediana, nucleo centrale e imprescindibile della Regione Umbria, città attrattiva a livello internazionale. Dovremo tornare a essere esempio, dovremo ritrovare l’orgoglio di essere traino e di far in modo che nessuno ci consideri mai più zavorra”. Sono le parole chiave pronunciate dal sindaco, Leonardo Latini, durante il suo discorso di insediamento tenuto giovedì pomeriggio, 12 luglio, in occasione della prima seduta del nuovo Consiglio comunale. Durante la seduta si è proceduto alla convalida degli eletti, con 20 voti favorevoli e 11 astenuti.
Ha poi fatto seguito il giuramento del sindaco Leonardo Latini che ha comunicato le deleghe attribuite ai nove assessori che comporranno la giunta comunale, oltre allo stesso sindaco.
Latini ha poi rivolto un breve saluto e un augurio al consiglio comunale e alla città. “Tutto il nostro impegno, tutto il nostro entusiasmo, tutte le nostre competenze – ha detto – saranno messe a disposizione per far sì che Terni torni innanzitutto ad essere città. Tornare ad essere città, per me vuol dire che Terni e i ternani devono ritrovare la voglia di vivere e di affrontare le sfide insieme, sentendosi comunità, riscoprendo, o reinventando la propria identità. Ma – ad ogni costo – dobbiamo far prevalere la logica del noi, su quella dell’io. Terni deve dunque tornare ad essere città”.
“Poi – ha continuato – deve tornare ad essere città normale.
Infine deve tornare ad essere città speciale, come lo è stata per tanti anni: città del lavoro, dell’innovazione, delle invenzioni e dei talenti, città aperta alle nuove idee, al confronto con i territori vicini e con quelli più lontani, riferimento per tutta l’Italia mediana, nucleo centrale e imprescindibile della regione Umbria, città attrattiva a livello internazionale. Dovremo tornare a essere esempio, dovremo ritrovare l’orgoglio di essere traino e di far in modo che nessuno ci consideri mai più zavorra”. Infine il neo sindaco ha espresso il suo augurio affinché “Terni non sia mai più la città dei veleni”.
“Certo – ha concluso – non più città dei veleni dell’aria, dell’acqua, della terra, ma che non sia più nemmeno la città dei veleni nei rapporti tra i cittadini, tra le parti politiche anche contrapposte, tra le sue diverse componenti. Mi auguro per questo un grande salto culturale, per il quale m’impegnerò in prima persona. Non è più il tempo delle polemiche sterili, ma quello del confronto e dell’arricchimento reciproco”. (ANSA).

 

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