Cronache 24 - Notizie Terni
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Venerdì, 24 Novembre 2017 09:39

TERNI / PERDITE OCCULTE, NUOVI LAVORI DELLA SII

TERNI - Altri due interventi per il miglioramento della rete nell’ambito del progetto di ricerca perdite occulte sono previsti dal Servizio idrico su Terni domani e lunedì. I lavori sono finalizzati alla realizzazione di un sistema più efficiente e in grado di essere monitorato costantemente con l’adozione di strumentazioni che eliminano le dispersioni sotterranee e permettono il controllo della rete di distribuzione.

Domani, 24 novembre, dalle 9 alle 15, tecnici Sii lavoreranno a via Campomicciolo, da incrocio via Pasteur ad incrocio strada di Acquasparsa, a strada di Acquasparsa, strada di Vallestretta, via della Sponga, via dei Pressio Colonnese, via degli Arroni, strada di Santa Maria Maddalena, strada del Cervino, via Regilda Scarpettella e zone limitrofe. Durante i lavori sarà sospesa l’erogazione idrica.

Lunedì invece un cantiere opererà dalle 9 alle 17, sempre con sospensione idrica, a via Turati, Via Brodolini, Via Merlino di Filippo, Strada di Perticara, Strada di Cesure e zone limitrofe. “La Sii si scusa con i propri utenti – dice il direttore generale Paolo Rueca – ed assicura che attuerà tutte le azioni possibili per ridurre al minimo i disagi”.

Il sistema di controllo delle dispersioni idriche in rete per la città di Terni sarà a regime entro metà dicembre. Gli interventi che la Sii sta eseguendo servono anche alla realizzazione dei distretti per l’eliminazione delle dispersioni in rete con punti di monitoraggio della pressione e collegamenti diretti con il sistema di telecontrollo. Tali operazioni consentiranno di intervenire tempestivamente ripristinando le ottimali condizioni di esercizio, aumentando la qualità del servizio e riducendo i costi.

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TERNI - La consigliera di parità della Provincia di Terni, Maria Teresa di Lernia, e la vice, Ivana Bouchè, hanno redatto un comunicato sulla Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Nel documento rendono noti importanti dati sul fenomeno e lanciano l’allarme sul divario di genere che aumenta e sulla mancanza di fondi in Italia dovuta ai tagli effettuati dal 2015.

Ecco il testo integrale:

“Secondo il rapporto del World Economic Forum, mancano 217 anni perché donne e uomini raggiungano la parità salariale ed abbiano la stessa rappresentanza sul posto di lavoro. Per chiudere il divario globale di genere servirà invece oltre un secolo; per la prima volta dal 2006 questo gap si è allargato e l’uguaglianza ha fatto marcia indietro in tutti i campi in cui viene misurata (salute, istruzione, lavoro e rappresentanza politica).

L’Italia è arretrata di ben 32 posizioni nel Global Gender Gap 2017, è crollata all’82esima posizione su 144 Paesi, a grande distanza da tutti i big occidentali. Cosa c’entra tutto ciò con la giornata mondiale contro la violenza di genere? Secondo noi, Consigliere di Parità della Provincia di Terni , moltissimo. Questi dati drammatici, indicano il livello di arretratezza culturale e sociale del nostro Paese che si riflette con l’aumento dei femminicidi e delle violenze di cui ancora oggi, 2017, le donne sono oggetto.

Il 25 novembre rischia di entrare nella mera ritualità se non si costruiscono percorsi reali e concreti che consentano alle donne di uscire dalle situazioni di violenza e di preservarle da esiti ancor più drammatici. Le leggi esistono ma se non adeguatamente finanziate rischiano di rimanere su carta, belle intenzioni prive di sostanza ed incapaci di incidere realmente sulla carne viva delle donne. Una recente stima fissa a 1600 gli orfani dei femminicidi, chi si occupa di loro, come vivono, come e chi li aiuta a superare il dramma di cui sono stati vittime innocenti? Esistono localmente percorsi virtuosi ma sono gocce nell’oceano.

Ormai “dell’identikit dell’uomo maltrattante si sa molto, la violenza attraversa tutte le culture e tutte le classi sociali, così come è noto che il 90% della violenza è agita dal partner o ex. Bisognerebbe parlare di educazione emotiva, dell’affettività, di come si costruiscono e si mantengono le relazioni di coppia, un investimento pubblico a cominciare dalle scuole, anche quelle dell’infanzia. Viceversa, i fondi per rispondere a queste necessità mancano. Il fondo nazionale per le consigliere di parità che consentiva una certa disponibilità economica per azioni positive, non esiste più dal 2015 ed è chiaro che se si tagliano i finanziamenti è impossibile pensare a qualsiasi progetto che vada nella direzione sopra delineata. Ci auguriamo che arrivi il giorno in cui non ci sarà più bisogno di un 25 novembre, senza dover aspettare un secolo perché ciò accada”.  

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TERNI - E' stata bloccata dalla polizia a Rieti la fuga di un 37enne e una 31enne, entrambi residenti nella città laziale, accusati di aver commesso a Terni, nella serata di ieri, una rapina ai danni di un'anziana di 77 anni, rimasta ferita dopo essere stata scaraventata e trascinata a terra per sottrarle la borsa. La coppia, già inquisita in passato, si trova ora ai domiciliari. Dopo lo scippo, avvenuto in largo Ottaviani intorno alle 20, i due sono stati notati dirigersi verso Rieti a bordo di una Renault Clio blu, di cui è stato fornito il numero di targa ai poliziotti della squadra volante giunti sul posto.

Su segnalazione dei colleghi ternani la sala operativa della questura di Rieti ha quindi fatto scattare un piano di ricerche dell'auto, predisponendo un dispositivo per bloccarla all'entrata della città. Intorno alle 22.30 i due presunti rapinatori sono stati intercettati da una pattuglia alle porte di Rieti, poco prima di Quattro Strade, e poi bloccati dopo un breve inseguimento. All'interno della Renault sono stati ritrovati la carta di credito ed il cellulare dell'anziana derubata, mentre la borsa, contenente un passaporto e effetti personali, è stata recuperata dagli agenti ai margini della statale 79.

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TERNI - Sarà operativo e a regime entro metà dicembre il sistema di controllo delle dispersioni idriche in rete per la città di Terni relativo al progetto di ricerca perdite occulte. Il direttore generale Paolo Rueca informa infatti che il Servizio idrico ha previsto per prima della fine dell’anno l’avvio ufficiale del progetto già partito sia a Terni che ad Orvieto per poi essere esteso, successivamente, anche ad altre zone dell’area di competenza Sii.

Il termine dei lavori programmati è previsto entro il 30 di questo mese (novembre) e già oggi (16 novembre) verrà eseguito un nuovo intervento su Terni. Le zone interessate sono: via Villafranca, via XX Settembre, via Pastrengo, via Milazzo, via Mentana, via Curtatone, via Quattro Macine, via Magenta, via Varese, via Montanara, via Montebello, via Peschiera, via Giotto, via Gibilrossa, via Lungonera Bixio, via Luciano Manara, via Turati e aree limitrofe. Si informa che i lavori potrebbero causare qualche momentaneo e fisiologico problema e ci scusiamo nel caso in cui questo si dovesse verificare.

“Il progetto di ricerca perdite occulte – spiega il direttore Rueca - prevede la realizzazione di distretti per l’eliminazione delle dispersioni in rete con punti di monitoraggio della pressione e collegamenti diretti con il sistema di telecontrollo. Questo – spiega sempre Rueca – ci permetterà di avere in tempo reale la situazione delle dispersioni idriche consentendoci azioni tempestive per la loro eliminazione. Il sistema consentirà infatti di intervenire in anticipo e ripristinare le ottimali condizioni di esercizio con un aumento della qualità del servizio e la riduzione dei costi”.

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TERNI - Più che rassicuranti sono incoraggianti e in alcuni casi sorprendenti i dati che emergono da una analisi fatta sul programma contro l’uso inappropriato dell’antibiotico avviato all’ospedale di Terni a febbraio del 2016 per contrastare le infezioni ospedaliere e le infezioni da germi multi resistenti, che anticipa gli obiettivi fissati dal Ministero per il 2020. Lo hanno reso noto, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta il 15 novembre, in occasione della settimana mondiale della consapevolezza antibiotica (13-19 novembre), il direttore generale dell’Azienda ospedaliere di Terni Maurizio Dal Maso e il direttore sanitario Sandro Fratini, insieme al direttore della Clinica universitaria di Malattie Infettive, prof.ssa Daniela Francisci, e al responsabile diretto del progetto, dottor Stefano Cappanera, dirigente medico della struttura semplice di Infezioni nosocomiali.

Il programma di AntimicrobialStewardship messo in campo oltre un anno e mezzo fa presso l’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni – spiega il direttore generale Maurizio Dal Maso - ha praticamente anticipato gli obiettivi e le misure di sorveglianza e di prevenzione dell’antibiotico-resistenza che il Ministero della Salute ha definito lo scorso ottobre nel Piano nazionale di contrasto all’Antimicrobico-resistenza 2017-2020. Nelle strutture dove il programma è a regime siamo già in linea con gli obiettivi ministeriali, ora sarà progressivamente esteso a tutti i reparti, ma già possiamo ragionevolmente considerare il nostro ospedale  più sicuro”.

Lo scenario e l’importanza di adottare urgentemente politiche strategiche per ridurre l’uso inappropriato degli antibiotici è descritto dalla prof.ssa Daniela Francisci. Lo sviluppo e l’impiego degli antibiotici, a partire dalla seconda metà del XX secolo, ha rivoluzionato l’approccio al trattamento delle infezioni ritenute fino ad allora incurabili. Ma la situazione si sta ormai ribaltando a causa di un uso di antibiotici massivo (si pensi anche agli allevamenti) e inappropriato (fino al 50% dei casi in ambito medico e ospedaliero), che ha generato i cosiddetti “superbatteri”, i micro organismi che resistono agli antibiotici e che rischiano di farci tornare nell’era pre-antibiotica, una delle più grandi minacce per la salute dell’umanità.

Oggi, il problema crescente dell’antibiotico-resistenza rappresenta la priorità per la sanità pubblica mondiale, con uno scenario macabro stimato in circa 10 milioni di morti all’anno per infezioni batteriche incurabili nel 2050, superando così ampiamente i decessi per tumore (8.2 milioni), diabete (1.5 milioni) e incidenti stradali (1.2 milioni) e con una previsione di costi che supera i 100 trilioni (O’Neill). Se in Europa l’antibiotico resistenza è responsabile di 25.000 morti all’anno con una spesa associata alle cure di 1.5 bilioni di euro, anche in Italia la resistenza agli antibiotici risulta, nella maggior parte dei casi, al di sopra della media europea, come nel caso della resistenza ai carbapenemi (35% del 2015 contro una media europea dell’8%) e ai fluorochinolonici (più del 50%), con una incidenza del 7-10 per cento dei pazienti e circa 4.500-7.000 decessi all’anno.

Le azioni messe in campo all’ospedale di Terni e i primi importanti risultati raggiunti sono sintetizzate dal responsabile del progetto, il dott. Stefano Cappanera, in relazione agli obiettivi del Ministero per il 2020  che prevedono: la riduzione del consumo degli antibiotici (oltre il 5% nel totale e oltre il 10% dei fluorochinolonici), il monitoraggio del consumo di gel idroalcolico per la corretta igiene delle mani e la sorveglianza laboratoristica per il monitoraggio di germi multiresistenti.

Costruito a diversi livelli considerando le problematiche infettive e gestionali presenti nelle differenti unità operative, il programma di Antimicrobial Stewardship (ASP) va a misurare e migliorare l’appropriatezza dell’uso degli antibiotici al fine di promuovere la selezione del regime terapeutico ottimale, includendo il dosaggio, la durata della terapia antimicrobica e la via di somministrazione.  “I dati riferiti al consumo di antibiotici ai primi 9 mesi del 2017 e confrontati con i primi 9 mesi del 2016 – annuncia il dottor Cappanera - hanno evidenziato nelle prime tre strutture strategiche sottoposte a sorveglianza (Rianimazione, Clinica medica e tutta la Chirurgia digestiva ed unità fegato) una riduzione del 5,4% del consumo totale di antibiotici e del 12,71% dei fluorochinoloni, raggiungendo gli obiettivi nazionali prefissati per il 2020, e addirittura una riduzione pari al 53,51% del meropenem, un grande risultato alla luce del preoccupante fenomeno della resistenza ai carbapenemi delle enterobatteriacee in Europa e in Italia”.

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