Alle crociate contro le buste bio…e intanto ci aumentano luce e gas

NARNI – Siamo un paese singolare, non lo scopriamo oggi. E, certo è, che non c’era bisogno di tirare fuori i sacchetti biodegradabili a pagamento per rendersene conto ed avere ulteriori conferme. Nonostante tutto, il viziaccio di indignarci sulle cose che meno contano e tralasciare quelle più importanti non solo non riusciamo a levarcelo ma pare si stia addirittura fortificando. Chi si incazza, o forse fa finta per tornaconti politici, visto l’ormai avvio della campagna elettorale, per non poter entrare in un canile e chi si inalbera perché deve pagare 2 o 3 centesimi i sacchetti biodegradabili, quelli cioè che in sei mesi spariscono dalla faccia della terra e in poco più tempo dalla superficie del mare.

Ma chi se ne frega se con 2 centesimi al giorno contribuiamo a rendere il nostro pianeta un pochino più pulito, l’importante è che non ci vengano a rompere le scatole, perché noi quegli spiccioli non li vogliamo spendere. Magari buttiamo centinaia di euro in generi alimentari che ci fanno male peggio dei veleni e che nella maggior parte dei casi non riusciremo nemmeno a mangiare perché, talmente tanti sono nei nostri frigo, che buona parte di essi scadranno e quindi dovranno essere gettati nella pattumiera. Ma due centesimi no! Quelli mai, quello è un furto, un sacrilegio, una spesa insostenibile.

Ha, a proposito di spese. Nella furia savonaroliana contro i sacchetti bio, non ci si è accorti che zitti zitti, sornioni sornioni, i nostri gestori hanno impunemente aumentato del 5 per cento luce e gas. Ossia dal 1 gennaio paghiamo complessivamente il 10 per cento in più di servizi essenziali, forse anche più essenziali, certe volte, di tanta robaccia alimentare che ci ingurgitiamo tutti i giorni come se fossero gli ultimi della nostra vita. Di questo nessuno si indigna, non c’è un’associazione dei consumatori che alza un dito, tutti presi a lottare in modo ottuso e ideologico contro la truffa dei sacchetti biodegradabili. E intanto nessuno ha chiarito se in quel 5 per cento è compresa anche l’Iva oppure no, cosa che, per inciso, non è proprio una bazzecola, visto che le nostre bollette pesano più per le tasse che per gli effettivi consumi. Ma chi se ne frega! Aumentate pure, basta che non ci scocciate con le bustarelle della spesa.

Massimiliano Cinque

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