Notizie Terni

TERNI – Evade quasi tre milioni di euro e la guardia di Finanza gli sequestra preventivamente beni immobili di uguale valore. Le Fiamme Gialle hanno eseguito infatti un’operazione anti frode contro un imprenditore che aveva evaso il fisco nel 2014 per circa 2 milioni e 800mila euro.

Dopo le verifiche fiscali i finanzieri  hanno denunciare l’imprenditore e, a seguito dell’autorizzazione del gip del tribunale di Terni, su richiesta della procura della Repubblica, hanno proceduto al sequestro preventivo di immobiliari che hanno un valore equivalente alla somma non versata dall’imprenditore.  

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TERNI – Un’italiana e uno stranieri di origini marocchine sono stati arrestati dai carabinieri per spaccio. Il fatto è avvenuto al centro città dove i due sono stati fermati dai militari che ad una perquisizione hanno trovato loro addosso coca e eroina. L’uomo, 35enne, disoccupato, è stato trovato con due involucri con all’interno quasi 60 grammi di cocaina, mentre sulla ragazza, una 31enne operaia ternana, c’erano 23 dosi già pronte allo spaccio contenenti complessivamente 5 grammi di eroina e 7 di cocaina nonché 150 euro circa in banconote di piccolo taglio.

I due giovani, entrambi incensurati, sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il nordafricano, nella cui abitazione i carabinieri trovavano e sequestravano anche 13 telefoni cellulari, un tablet e 5 notebook di probabile provenienza furtiva, veniva denunciato in stato di libertà per ricettazione. I due, dopo aver passato la notte presso le camere di sicurezza, nel primo pomeriggio sono stati portati all’udienza per rito direttissimo al termine del quale il giudice, oltre a convalidare l’arresto, ne disponeva la scarcerazione imponendogli l’obbligo di firma.

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TERNI – La bocciatura della riforma della Costituzione rimette in pista le Province italiane e genera anche una serie di questioni del tutto nuove e ancora da chiarire. Quella che potrebbe scoppiare da qui a breve è un’autentica bufera in grado, potenzialmente, di azzerare tutto il putiferio creato da una riforma non voluta dagli italiani e di rimettere indietro gli orologi a prima della legge Delrio. Intanto dalla regione Umbria arrivano i primi positivi segnali. L’assessore alle riforma Antonio Bartolini annuncia l’avvio di un percorso “che porti – scrive in una nota - ad un’intesa istituzionale tra Regione e le Province di Perugia e Terni che costituisca un punto di riferimento chiaro e stabile per gli enti". L’intesa riguarderà i fondi, prima di tutto per strade e scuole, ma che l’aria stia cambiando si capisce dalle parole dello stesso Bartolini: "Dal quadro referendario che si è determinato con il voto di domenica scorsa – dice infatti - emerge la necessità di avviare presto questo percorso.

“Fin dall'inizio del mese di gennaio – dice infatti - si comincerà a lavorare per questo obiettivo”. "Dopo la definizione dei problemi legati al personale, compreso quello appartenente alla Polizia provinciale che è stato ricollocato in Regione – aggiunge Bartolini - nei Comuni ed in molti uffici statali, vogliamo affrontare per risolverle nel migliore modo possibile, le difficoltà che sono sul tappeto. In particolar modo, ma non solo, le due grandi questioni della viabilità e dell'edilizia scolastica, materie rimaste anche nelle competenze delle province, e ovviamente la definizione di un quadro generale di attività che permetta alle Province stesse di operare con un minimo di stabilità e sicurezza finanziaria".

Sull'edilizia scolastica l'assessore afferma che la Regione "rafforzerà gli impegni già presi sul fronte dell'edilizia scolastica tramite l'impiego di risorse aggiuntive che saranno disponibili nel biennio 2017-2018, a favore di Comuni e Province e previa intesa con Anci Umbria ed il Consiglio delle Autonomie.
In questo quadro, oltre ovviamente all'utilizzo dei fondi straordinari che saranno disponibili per la ricostruzione e la messa in sicurezza degli edifici scolastici danneggiati dal terremoto, si potrà disporre di 8 milioni di euro sia nel 2017 che nel 2018 provenienti dal Fondo regionale della Protezione civile e quelli che verranno con molta probabilità messi a disposizione della legge di stabilità e dalla programmazione europea".

"Sul versante della viabilità, di fronte alla situazione di difficoltà rappresentata dalle Province stesse invece - aggiunge Bartolini - ci riserviamo di proporre al Governo nazionale un nuovo accordo nell'ambito dei Patti che verranno presumibilmente sottoscritti nel corso dell'anno prossimo per l'utilizzo dei Fondi per lo Sviluppo e la Coesione. In questo quadro potranno essere inseriti gli interventi per la manutenzione straordinaria e nuovi investimenti per il miglioramento della rete stradale.
Nel frattempo ovviamente - conclude l'assessore - vanno avanti i progetti avviati come quello di Arpa Umbria finalizzata all'acquisto di Isola Polvese in cui saranno localizzate le attività di studio e ricerca sulle tematiche ambientali riguardanti gli ambienti lacustri".

La Delrio a rischio? – Ma cosa succederà alla legge Delrio? Quella legge, frettolosa e mal digerita anche da chi l’aveva varata, contiene infatti alcuni passaggi che a questo punto vanno assolutamente approfonditi. Italia Oggi li mette bene in evidenza. L’articolo 1, nei commi 5 e 51, riferiti alle città metropolitane ed alle Province enuncia espressamente che le previsioni della legge Delrio sono adottate «in attesa della riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione e delle relative norme di attuazione». Ma la riforma costituzionale è stata bocciata dal referendum e non vedrà mai la luce. Una legge anomala e assurda, concepita con la mal riposta fiducia di un avallo della gente alla riforma costituzionale, è oggi anacronistica e pericolosa ancora prima di entrare del tutto in vigore, e ovviamente non lo potrà più fare. Una legge fatta in previsione di una riforma che è stata bocciata da quegli stessi elettori ai quali era stata data in pasto l’abolizione delle Province come agnello sacrificale di un’ondata demagogica e demenziale che passato l’impeto iniziale, si è poi rivelata un fuoco di paglia momentaneo e mai soprattutto verificato sul campo prima del 4 dicembre.

Elezioni illegittime? – Ma a questo punto c’è anche un’altra questione molto delicata. Le elezioni per il rinnovo del presidente e del Consiglio provinciale, fatte con il metodo del secondo livello che vieta il voto ai cittadini e lo riserva solo a sindaci e consiglieri comunali è illegittimo e probabilmente incostituzionale. Il sistema, introdotto sempre dalla Delrio, ha cancellato il voto popolare per un ente previsto dalla Costituzione sempre in previsione di una riforma che non ci sarà mai e che avrebbe trasformato queste amministrazioni in enti di secondo livello. Ma le Province rimangono enti costituzionali come i Comuni, il Governo e le Regioni. Se permane questo sistema elettorale, si crea un pericolosissimo precedente che può permette a chiunque di adottare sistemi elettivi di secondo livello anche, ad esempio al Parlamento, visto che ha lo stesso rango delle Province. Siamo insomma sul limite non solo dell’incostituzionalità ma addirittura delle libertà democratiche e non si capisce come mai l’Ue, sempre attenta ai nostri bilanci, non sia ancora intervenuta su un vulnus democratico così evidente e palese.

I pre pensionati e i trasferiti in altri enti – Le Province hanno perso migliaia di lavoratori forzosamente “deportati” in altri enti, tra cui Regioni, Comuni, Asl, spesso a non fare nulla e ad accavallarsi a professionalità già esistenti, con svilimento professionale e abbattimento della dignità di lavoratori. Con una legge come la Delrio oggi chiaramente fuori dalla realtà, la domanda che sorge è legata alla legittimità di quei trasferimenti, il che apre una questione gravissima in fatto di ordinamento del lavoro e di rispetto dei lavoratori. Ci potrebbero essere gli estremi per una vertenza di mobbing collettivo e di rivalse economiche di vario genere che potrebbero costare miliardi di euro alle casse dello stato. Miliardi ai quali si aggiungerebbero quelli da pagare eventualmente per altre vertenze, quelle dei pre pensionati la cui situazione ricalca quella dei trasferiti. Per non parlare delle class action che potrebbero aprirsi sulle mancate o ridotte prestazioni di servizi dovute ai folli tagli imposti alle risorse delle Province che hanno impedito di investire e di fare manutenzioni su fattori essenziali come strade, scuole, ambiente e sicurezza. Nei panni di ministri, in primis Delrio, e parlamentari, sonni tranquilli non li dormiremmo.    

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TERNI – Violenta lite all’esterno di un bar San Giovanni dove tre rumeni e due italiani sono venuti alle mani a causa delle slot machine. La polizia è intervenuta sul posto portando i tre stranieri in questura ed arrestandoli per lesioni pluriaggravate dai futili motivi e dal lancio di oggetti contundenti, tra cui un casco e delle sedie. Si tratta di tre giovani di 27, 24 e 20 anni, uno dei quali già con precedenti di polizia per reati contro la persona. I due italiani, fratelli, sono stati costretti a ricorrere alle cure del pronto soccorso del Santa Maria, uno di loro potrebbe avere lo zigomo fratturato. Il fatto è avvenuto intorno alle 8 del mattina di lunedì 5 dicembre, quando i tre rumeni sono entrati nel locale ed hanno iniziato a giocare alle slot e a bere birra.

Secondo la ricostruzione della questura, i due italiani, entrati per fare colazione, avrebbero chiesto agli stranieri di abbassare i toni, non urlare e di assumere comportamenti più consoni. I tre avrebbero risposto male alle richieste e da lì sarebbe nata la rissa degenerata fuori dal bar con lancio di seggiolini, aggressioni e tavoli messi a soqquadro.Sarebbero infatti state proprio le macchinette elettroniche a far degenerare la situazione. Verso le 8 di questa mattina in seguito a diverse segnalazioni al 113 personale della Squadra Volante è intervenuto in un bar ubicato nel quartiere San Giovanni dove era in corso una violenta lite tra tre cittadini rumeni e due italiani. La situazione non ha avuto più gravi conseguenze grazie al tempestivo intervento di delle Volanti della Polizia di Stato.

I poliziotti, Dopo aver riportato la calma, hanno accertato che la lite era scaturita dal fatto che i tre rumeni del 89, 92 e 96 residenti a Terni, si sono recati al bar sin dalle prime ore del mattino ed avrebbero iniziato a giocare con le slot machine e a bere birra. Verso le 8,00 a seguito di comportamenti molesti i due fratelli italiani, recatisi al bar a fare colazione, li avrebbero invitati a tenere un comportamento più consono e a non urlare. A quel punto i tre, probabilmente alterati dall’alcol, hanno replicato e di lì a poco la situazione è rapidamente degenerata fino ad arrivare alle mani. La violenta lite si è poi spostata all’esterno del bar con sedie e tavoli messi a soqquadro. “Sulla base degli accertamenti svolti da personale dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, sentito il pm di turno dott. Raffaele Iannella – dice una nota della questura -   i tre rumeni sono stati tratti in arresto. Uno di loro svolge attività di cameriere in un bar del centro mentre gli altri due risultano disoccupati, uno dei tre è già gravato da precedenti di polizia per reati contro la persona”. I tre arrestati saranno giudicati domani mattina in tribunale con rito per direttissima.

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TERNI - È accusato di aver ceduto marijuana a quattro minorenni, sorpresi con lui a fumare la droga all'interno di una casetta di legno del parco pubblico di San Martino di Terni, uno studente di 18 anni residente in un Comune limitrofo, arrestato dalla squadra volante. Il giovane, incensurato, è stato bloccato durante i controlli del territorio intensificati in vista del periodo prenatalizio. Gli sono stati sequestrati circa 25 grammi dello stupefacente, oltre a vario materiale e coltelli a scatto.

Gli agenti, intervenuti nella zona anche a seguito di alcune segnalazioni, visto che la casetta è spesso luogo di ritrovo di persone sospette e senzatetto, hanno notato la presenza dei cinque all'interno della struttura, satura di fumo, e li hanno identificati. Il maggiorenne - secondo quanto riferito dalla questura - ha ammesso di avere ceduto gratuitamente agli altri, anche loro studenti di varie scuole di Terni tra i 14 e i 16 anni, la droga, acquistata al prezzo di 200 euro, probabilmente per fidelizzare la nuova clientela. Sono in corso indagini della polizia per risalire a chi gliel'ha fornita. Dagli accertamenti degli agenti è emerso che i cinque avevano marinato la scuola e si erano incontrati alle 8 di mattina. Al diciottenne viene contestata l'aggravante della cessione a minorenni. (ansa) 

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