Notizie Terni

TERNI – 26 maggio – Il Consiglio provinciale riunito oggi nell’ufficio di presidenza ha approvato all’unanimità la rinegoziazione dei 101 mutui accesi con la Cassa Depositi e prestiti. La manovra, come illustrato dal presidente della Provincia e dalla dirigente finanziaria Gioia Rinaldi, allungherà i tempi di durata dei mutui e permetterà un recupero di risorse per il 2015 pari a poco oltre 2 milioni di euro.

Nel corso della seduta presidente e dirigente hanno sottolineato la necessità di rinegoziare i mutui alla luce delle indicazioni governative ed in attesa del nuovo decreto enti locali di prossima emanazione che dovrebbe contenere orientamenti più precisi sulle finanze di Comuni, Province e Città metropolitane. Presidente e dirigente finanziario hanno rimarcato come la rinegoziazione dei mutui si inserisca nelle iniziative finalizzate al risparmio e alla razionalizzazione delle finanze dell’ente, stante le incertezze ancora molto forti sui tagli dei trasferimenti e sulla riforma delle Province.

La rinegoziazione riguarderà, è stato detto, anche i mutui accesi con altri istituti di credito. Nel corso dei lavori la minoranza ha chiesto la costituzione di una commissione consiliare per consentire un lavoro concreto e una rappresentanza istituzionale adeguata da parte del Consiglio provinciale. Sempre la minoranza ha poi sollecitato il presidente a garantire la continuità di servizio della centrale unica di committenza della Provincia per non danneggiare i Comuni nei procedimenti di gara d’appalto. 

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TERNI - I cittadini di Terni, da oggi, potranno conferire i loro piccoli elettrodomestici fuori uso, non più soltanto presso i Centri di Raccolta Comunale, ma anche in 80 punti disseminati nel territorio cittadino.

I piccoli Raee sono gli apparecchi elettrici e elettronici di cui sono ormai piene le nostre case e i nostri uffici; parliamo, infatti, di telefoni senza filo, cellulari, ferri da stiro, tostapane, friggitrici, frullatori, macina caffè elettrici, coltelli elettrici, plafoniere, asciugacapelli, rasoi elettrici, trenini giocattolo ecc.

I prodotti potranno essere conferiti dai cittadini con maggiore comodità, grazie ad una rete di nuovi bidoni color VIOLA (Magenta) collocati in 80 punti della città di Terni. Di questi nuovi bidoni viola, 54 sono già in essere in tutte le scuole di ogni ordine e grado, 10 lo sono nelle sedi delle ex Circoscrizioni, nel Provveditorato agli studi, nelle sedi Comunali e allo Sportello del cittadino. Gli altri sono posizionati in 16 attività commerciali.

Il Servizio sarà a titolo gratuito per i cittadini, come del resto già ASM Terni S.p.A. fa da molti anni con i grandi Elettrodomestici come TV, lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi ecc.. Questi ultimi infatti, vengono prelevati direttamente nelle case degli utenti, prenotando il ritiro attraverso il numero verde che ASM ha a disposizione di tutti 800215501.

I RAEE, se mal conferiti, rappresentano uno spreco per la comunità. Si rinuncia al recupero di materie prime importanti (come ferro, alluminio, rame, plastica, ecc.) e metalli preziosi (come oro, argento, rame, ecc.) che sono riutilizzabili nei cicli produttivi. Senza dimenticare che l’abbandono di questi prodotti può creare inquinamento dell’ambiente, in quanto composti da sostanze inquinanti (come i clorofluorocarburi) e tossiche (come il mercurio).

“E’ un nuovo Servizio che agevola i cittadini nella raccolta differenziata” dichiara il Presidente Carlo Ottone, “il giusto conferimento dei RAEE permette il recupero di materiali nobili che andrebbero dispersi inutilmente nell’ambiente, oltre che un minor costo per la collettività. Come per tutte le altre categorie di rifiuti possiamo dire: da RAEE a risorsa. Questa la logica perseverante della raccolta differenziata in tema di sostenibilità.”

Un servizio importante ed utile per tutti i cittadini – aggiunge l’Assessore all’Ambiente del Comune di terni Emilio Giacchetti – e un progetto che l’Amministrazione Comunale sposa appieno, poiché raccogliere e conferire in maniera corretta anche i piccoli Raee contribuisce al miglioramento dell’ambiente. Avere tanti luoghi dove tutti noi possiamo gettare i nostri piccoli elettrodomestici facilita e rende più incisiva la cultura della raccolta differenziata.

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TERNI – Reati in calo, controllo costante del territorio, minor numero di furti e continue operazioni antidroga con 40 arresti e 60 denunce. Sono parte dei numeri resi noti in occasione della cerimonia a Palazzo Gazzoli per i festeggiamenti del 163° anniversario della fondazione della Polizia di Stato. Dopo la deposizione, nel piazzale della Questura, della corona d’alloro in ricordo dei caduti, il Questore di Terni, Carmine Belfiore, ha accolto gli ospiti nella Sala Rossa dello storico palazzo ternano, dove - dopo la lettura dei discorsi ufficiali del Presidente della Repubblica, del Ministro dell’Interno e del Capo della Polizia - ha illustrato i risultati di un anno di attività della Polizia di Stato nella città e nella provincia di Terni.

Durante la cerimonia, a cui erano presenti il Sottosegretario di Stato all’Interno On. Gianpiero Bocci, il Prefetto Gianfelice Bellesini, il Procuratore della Repubblica Cesare Martellino, l’Assessore Regionale Fabio Paparelli, il Presidente del Consiglio Regionale Eros Brega, il Sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo e le autorità politiche, civili e militari cittadine e della provincia, sono stati consegnati i riconoscimenti alle donne e agli uomini della Questura e della Polizia di Stato che si sono distinti per merito di servizio.

Un riconoscimento speciale è andato ad un cittadino ternano, Tommaso Fantaccione, sovrintendente in pensione della Polizia di Stato che, grazie al suo eccellente intuito e all’inalterato fiuto investigativo, ha consentito l’arresto di due truffatori seriali. Una targa celebrativa è stata consegnata dal Questore Belfiore a Diego Raggi, fratello del giovane ucciso in Piazza dell’Olmo, a testimonianza della profonda stima per il non comune senso civico ed equilibrio dimostrati in occasione del tragico evento che ha colpito la sua famiglia e la città di Terni.

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TERNI –  Una bomba in piena regola, che segue quelle già esplose nelle televisioni regionali e locali e che ha interessato nel recente passato anche altre testate giornalistiche apparse e sparite dal panorama umbro nel giro di poco tempo. Il Giornale dell’Umbria, una delle testate storiche della regione, rischia infatti la chiusura. La notizia è esplosa in queste ore ed ha fatto subito il giro dell’Umbria interessando gli organi sindacali e l’Ordine dei giornalisti. Ma soprattutto generando sorpresa e stupore nel mondo giornalistico.

I colleghi della testata, riuniti in assemblea, hanno diffuso una nota nella quale “alla presenza dei rappresentanti di Associazione Stampa Umbra e Ordine dei Giornalisti dell'Umbria, preso atto di una comunicazione scritta dell'Azienda e di una serie di informazioni verbali dei suoi rappresentanti inerenti la situazione attuale e le prospettive immediate legate alla sorte della testata, fanno sapere di aver indetto lo stato di agitazione, con mandato al Cdr di attuare le forme di protesta che si riterranno più adeguate”.

“L'Assemblea esprime preoccupazione per l'estrema incertezza delle volontà e strategie aziendali più volte rappresentate al Cdr, che potrebbero portare in tempi brevi al venir meno di una significativa voce di informazione nel panorama regionale”. I colleghi hanno fatto appello alle Istituzioni, alle forze politiche, al mondo economico e sociale. L’Assostampa è subito intervenuto, così come già fatto nelle numerose altre crisi di questi ultimi anni, ricordando che "Il Giornale dell’Umbria è un patrimonio importante per l’informazione locale che deve continuare ad esserci.

L’Umbria non può permettersi di perdere altri pezzi del suo sistema editoriale e altre decine di posti di lavoro in un settore già letteralmente in ginocchio. L’Associazione Stampa Umbra esprime forte preoccupazione per le modalità con cui la proprietà ha recentemente prospettato gravi difficoltà per la prosecuzione dell’attività editoriale, mettendo in forte allarme tutti i dipendenti. Come Asu riteniamo inaccettabile il metodo con il quale l'azienda, di proprietà - lo sottolineiamo - di imprenditori locali, sta gestendo questa fase complessa e delicata.

Ricordiamo che la stessa azienda ha sottoscritto con il sindacato, rinnovandolo in sede ministeriale nel dicembre 2014, un accordo, tutt’ora in vigore, per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, finalizzato al superamento delle difficoltà economiche ed al rilancio della testata. Qualsiasi variazione dei programmi e qualsiasi nuova comunicazione dell’azienda va pertanto ricondotta nelle sedi opportune e discussa con gli organismi sindacali. L’Asu sarà al fianco dei colleghi e delle colleghe del Giornale dell’Umbria nella vertenza che inevitabilmente si aprirà in assenza di un chiarimento immediato da parte della proprietà e li sosterrà nelle iniziative di mobilitazione che decideranno di intraprendere.

Al contempo, crediamo che le istituzioni locali e tutta la politica, tanto più a ridosso di una scadenza elettorale importante, non possano non farsi immediatamente carico di un problema di queste dimensioni”. Anche la Federazione nazionale della stampa e l'Unione Nazionale Cronisti Italiani hanno espresso “solidarietà a giornalisti e poligrafici del Giornale dell’Umbria e del giornaledellumbria.it per le comunicazioni dell’azienda che sembrano preludere a ipotesi di ridimensionamento delle testate".

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TERNI - Novità in Provincia. In attesa di definire ancora quale sarà il futuro dei servizi e dei dipendenti, il presidente Leopoldo di Girolamo ha compiuto giovedì 21 maggio un passo importante assegnando la vice presidenza a Giampiero Lattanzi, sindaco di Guardea e uno dei componenti del Consiglio provinciale. Lattanzi è stato scelto in base alla legge Delrio, quella che dovrebbe riformare le Province trasformandole in enti di secondo livello a servizio dei Comuni del territorio.

Prossimo all'insediamento anche il nuovo segretario generale che dovrebbe arrivare la settimana entrante. Intanto per martedì 26 maggio di Girolamo ha convocato il Consiglio provinciale e anche qui c'è una novità. Per la prima volta nella storia della Provincia, dal 1927, la seduta non si svolgerà nella sala consigliare, ma nell'ufficio di presidenza, al secondo piano.

Una scelta che pone una serie di interrogativi, soprattutto, a questo punto, sulla funzione della sala del Consiglio che evidentemente non servirà più per scopi istituzionali. Sul versante dei conti e del personale c'è stato un incontro fra il presidente e la rsu dal quale però non sono emerse grandi novità, se non le ormai consolidate incertezze e preoccupazioni sul futuro dei dipendenti e sulla tenuta dei conti dell'ente. La data ultima per l'approvazione del bilancio è stata fissata dallo stato a fine luglio.

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