Notizie Terni

TERNI – “Il ruolo degli amministratori nel percorso riformista dell’Umbria, della provincia e del paese”; è questo il titolo dell’iniziativa organizzata dal Pd provinciale di Terni e in programma mercoledì 18 gennaio, dalle 16.30, nella sala del consiglio provinciale di palazzo Bazzani, ospiti il responsabile nazionale enti locali del Pd Matteo Ricci e l'assessore regionale Antonio Bartolini, relatori il responsabile enti locali del Pd provinciale Leonardo Grimani, il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo, il presidente della Provincia Giampiero Lattanzi, il coordinatore di Anci Umbria per i piccoli Comuni Federico Gori, il presidente di Anci Umbria Francesco De Rebotti. “L’idea di organizzare un’assemblea pubblica su questo tema – spiega Grimani - nasce dalla volontà di raccogliere in un dibattito centrale per l’agenda politica del paese le energie che il Partito Democratico ha sul territorio e di concentrarle sulle sfide che ci attendono”. Tra queste la revisione del percorso di riforma delle Province, avviato con la legge Del Rio ma che necessita di una revisione alla luce della bocciatura della proposta di riforma della Costituzione sottoposta a referendum a dicembre scorso. “Con la vittoria del ‘no’ – sottolinea Grimani - le Province confermano la loro fisionomia di enti di area vasta con funzioni fondamentali per la gestione del territorio, soprattutto in materia di edilizia scolastica, trasporti e viabilità, per effetto sia della legge 56 del 2014 (Del Rio) che della legge regionale 10 del 2015. Alla luce di questo, sarà fondamentale ridefinire il quadro delle risorse da assegnare alle Province, fin troppo debilitate, sulla base di un rielaborato quadro dei fabbisogni rispetto allo svolgimento delle funzioni assegnate. Non riteniamo invece utile – continua Grimani - un dibattito che si concentri sulle modalità di elezione dei rappresentanti istituzionali e confermiamo il nostro impegno perché la nuova Provincia sia sempre più un ente in grado di fornire servizi e collaborazioni alle attività dei Comuni”. “L’ assemblea di mercoledì – aggiunge Grimani – sarà anche l’occasione per il giusto riconoscimento agli amministratori Pd che si confrontano quotidianamente con i problemi delle comunità e con la consapevolezza di dover fornire risposte concrete e rapide ai bisogni dei cittadini. Il quadro di riferimento in cui gli amministratori si sono trovati a lavorare nell’ultimo decennio è quello del risanamento delle finanze pubbliche, che ha imposto agli enti prezzi altissimi in termini di tagli e ristrettezze di bilancio. Oggi, in un quadro ancora complicato, le istituzioni devono saper interpretare sfide importanti e indicare prospettive valide e credibili”. In particolare, per il Ternano, “sarà determinante – secondo Grimani - la programmazione legate alle Aree interne e all’Area di crisi complessa. La gestione della partita delle Aree interne ha una portata nazionale, poiché interesserà un quinto del territorio nazionale e quasi un quarto della popolazione. Nel territorio orvietano e della teverina umbra l’obiettivo è quello di ridare slancio ad un sistema policentrico sviluppatosi tra città e campagna, tenendo in equilibrio innovazione e tradizione insieme a conoscenza, identità locali e opportunità di sviluppo. Nell’area del ternano le politiche di sviluppo che riguarderanno l’area di crisi complessa avranno come riferimento le dinamiche del sistema locale del lavoro e interesseranno la Valnerina, il Narnese e l’Amerino per un totale di 17 comuni. Su questo scenario gli amministratori e il Pd dovranno dimostrarsi all’altezza di responsabilità importanti: o si avrà la capacità di definire una prospettiva per i territori basata su ipotesi di rinnovato sviluppo e tenuta sociale, o si decreterà il fallimento della politica e delle istituzioni. Sullo sfondo l’imprescindibile ruolo della Regione nell’opera di definizione degli assetti istituzionali, con la consapevolezza che il futuro passa attraverso azioni comuni e sinergie tra gli enti. Con la legge 10 del 2015 la Regione, nel ridefinire il ruolo degli enti e la riarticolazione delle funzioni, ha voluto tracciare un disegno di ampio respiro, individuando nelle collaborazioni tra gli enti in forma di unioni o fusioni una prospettiva irrinunciabile, nell’ottica dell’efficientamento delle politiche amministrative e della maggiore economicità delle funzioni. Su questo ci misureremo nei prossimi mesi, aprendo un confronto costante e costruttivo con i rappresentanti istituzionali e stando nel merito delle questioni”.

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TERNI – Se il maltempo continuerà e se arriveranno le nevicate, allora sarà davvero un problema gestire l’emergenza. La prospettiva, nel caso in cui questo si verificasse, potrebbe essere quella già verificatasi in altri territori in Italia e cioè la chiusura delle strade. Evento inedito per Terni ma tant’è. La Provincia, deputata a curarle, non ha infatti più personale sufficiente per gestire tutta la rete, non ha soldi né per comprare nuovi mezzi, né per mettere a posto quelli attuali. Appesi al cielo. E’ proprio il caso di dirlo, costretti a fare gli scongiuri e a sperare che non nevichi, perché una situazione anche meno grave di quella dell’Abruzzo, provocherebbe un disastro. Quella delle strade è solo la punta dell’iceberg di una situazione difficilissima che sta vivendo la Provincia di Terni, stretta fra difficoltà di bilancio, tagli nazionali, scarsezza di personale e di attrezzature. Il caso è riesploso, ma covava già sotto la cenere da un pezzo, martedì mattina, 17 gennaio, quando prima il presidente Lattanzi e poi la rsu hanno lanciato l’allarme sul rischio collasso.

“I tagli imposti in questi anni alle Province – ha detto Lattanzi - continuano a minare la loro capacità di fornire servizi. I 650 milioni in meno previsti poi per quest’anno rischiano seriamente di essere il colpo di grazia sui bilanci e di determinare il blocco totale dei servizi. Non essendo stato ancora assegnato il fondo indistinto di 970 milioni a disposizione di Regioni Province e Comuni – dice il presidente di Palazzo Bazzani – riteniamo che sia assolutamente necessario che questo fondo venga utilizzato per compensare il taglio e ribadiamo che l’azzeramento del contributo non è sufficiente a mettere in sicurezza i bilanci se non viene accompagnato da misure finanziarie e contabili specifiche che consentano agli enti di evitare il dissesto e la chiusura dei servizi”. Un’ora dopo la rsu ha incontrato i giornalisti e ha prospettato loro la situazione drammatica dell’ente. “Siamo – hanno detto i rappresentanti dei lavoratori - in forte sofferenza legata alle difficoltà finanziarie, operative, per la riduzione degli organici e per i mancati investimenti in attrezzature e dotazioni.

La situazione è tale da compromettere la tenuta dei servizi e lo svolgimento degli stessi in condizioni di sicurezza”. La rsu ha poi ricordato che in Umbria sono stati usati due pesi e due misure per le due Province. “Terni – ha denunciato la rappresentanza sindacale - ha dovuto dichiarare lo stato di pre dissesto per l’anno 2015, presentare un piano di riequilibrio ancora al vaglio della Corte dei Conti e non è stata in grado, diversamente dalla Provincia di Perugia, di approvare il bilancio per l’anno 2016”. Le speranze sono legate ad una revisione dopo il NO del referendum ed il mantenimento delle Province come enti di rango costituzionale. “La riforma delle Province avviata con la legge Delrio – osserva infatti il presidente Lattanzi - necessita di una revisione per via della bocciatura della proposta di riforma costituzionale. Con la vittoria del NO infatti le Province mantengono il ruolo di enti di area vasta con funzioni fondamentali su scuole, viabilità, trasporti e supporto ai Comuni.

Funzioni, tra l’altro, stabilite sia dalla Delrio che dalla legge regionale umbra n.10 del 2015. Per questo è fondamentale rivedere il complesso delle risorse da assegnare alle Province riformulando i fabbisogni rispetto ai compiti e alle funzioni assegnate”. E di seguito la rsu: “l’esito referendario ha restituito piena dignità alle Province quali enti previsti dalla Costituzione. Rinnoviamo l’appello affinché i responsabili politici, nazionali e regionali, di tale situazione tornino sulle scelte operate. Occorre rivedere la politica dei prelievi forzosi dalle casse provinciali e investire nelle Province al fine di garantire l’erogazione dei servizi legati alle funzioni fondamentali”. In mezzo ci sono i cittadini, i servizi alle scuole, la manutenzione delle strade, i controlli ambientali, la sorveglianza sulla caccia (pare che, a causa dei mancati controlli per carenza di personale, si siano moltiplicati i cacciatori abusivi), i Comuni che si aspettano il supporto della Provincia e i lavoratori. Tutte cose che dovrebbero avere, almeno sulla carta, una certa rilevanza.  

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Lunedì, 16 Gennaio 2017 10:57

Terni / Una conferenza sul gioco dei bambini

TERNI - Martedì 17 gennaio 2017, alle ore 16.30, presso la sala blu di palazzo Gazzoli la professoressa Annarita Bregliozzi , docente del liceo classico " G.C.Tacito" di Terni   terrà la Conferenza-spettacolo  dal  titolo “Come i bambini che fanno il gioco e poi lo credono e lo vivono come vero”. Il mito dell’Arte ne I Giganti della montagna di Luigi Pirandello. L' incontro è stato organizzato dalla Prof.ssa Maria Rita Chiassai, Presidente della Società Dante Alighieri, comitato di Terni

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TERNI - Anche il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, è indagato nell'ambito dell'inchiesta 'Spada', aperta dalla procura cittadina che ipotizza irregolarità nell'affidamento di alcuni appalti a cooperative e aziende locali. Al sindaco - come rende noto lui stesso, in un comunicato - è stata infatti notificata nella serata di ieri, nella propria abitazione, la richiesta di proroga della durata delle indagini, formulata dal pm Raffaele Iannella. I reati ipotizzati a suo carico - aggiunge sempre Di Girolamo - sono l'associazione a delinquere e la turbata libertà degli incanti. "Ora, quindi, so di essere indagato dal 20 marzo 2016. Colgo l'occasione - sottolinea il sindaco - per esprimere tutta la mia serenità e la mia estraneità rispetto a quanto viene ipotizzato. Esprimo altresì la piena fiducia nell'operato della magistratura".

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TERNI – Due giovanissimi sono stati fermati e denunciati per porto abusivo di arma impropria alle prime luci dell’alba di venerdì 13 gennaio. A fermare i ragazzi, che procedevano verso Viale Villafranca, gli agenti della polizia di stato che li hanno notati mentre con la macchina compievano diverse infrazioni al codice della strada.

Una volta fermata la macchina, gli agenti hanno proceduto all’identificazione dei quattro ragazzi a bordo e alla perquisizione della vettura che ha portato alla scoperta nel bagagliaio di un coltello a serramanico ed una roncola appartenenti al conducente della macchina, un ragazzo ternano di 21 anni che è stato denunciato.

Durante la perquisizione,  dal giaccone di un altro ragazzo di 20 anni originario della provincia di Napoli e residente a Terni è stato ritrovato un manganello telescopico. Anche per questo ragazzo è scattata la denuncia. Tutti gli oggetti ritrovati sono stati sequestrati dalla polizia.

Droga a Piazza Solferino I controlli della polizia hanno interessato anche altre zone del centro città soprattutto Piazza Solferino. Qui gli agenti nell’avvicinarsi con la pattuglia hanno notato tre individui che alla vista delle forze dell’ordine hanno fatto perdere le loro tracce dileguandosi tra i palazzi.

Gli agenti hanno però setacciato ogni angolo dell’area dove erano stati visti i tre e, in una fessura del muro di un palazzo, hanno trovato cinque stecche di hashish, per un totale di 14 grammi.

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