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TERNI - Numerose le reazioni dopo i noti fatti accaduti ieri a Roma tra polizia e manifestanti delle acciaierie ternane che sono stati caricati e presi a manganellate dalle forze dell'ordine Tre feriti portati in ospedale e sdegno collettivo di sindacati e forze politiche. A queste si aggiungono anche la voci del "Coordinamento Ternano-Altra Europa con Tsipras", "Sinistra per Terni" ed "Enrico Berlinguer".

"La violenta repressione subita dai lavoratori dell'AST a Roma da parte delle forze dell'ordine è atto di autentica inciviltà - scrivono dal Coordinamento ternano-Altra Europa con Tsipras - che impone l'adozione di misure immediate verso chi, ancora una volta, si è servito della forza pubblica per impedire alle forze vive del lavoro di esprimere la propria posizione rispetto ad una vertenza cruciale per il futuro di Terni e dell'Umbria. La gravità degli eventi va denunciata in ogni sede, anche di livello europeo, come si è già impegnata fare la lista dell'Altra Europa e il Gruppo del GUE/Ngl con l'interrogazione alla Commissione europea e al Consiglio presentata dall'europarlamentare Eleonora Forenza.

Dimissioni - "Il rifiuto di ogni forma di confronto con gli operai da parte delle forze dell'ordine non è un fatto casuale - proseguono - ma risponde ad una precisa strategia di cancellazione della protesta sociale messa in atto dal Governo Renzi, attento alla sua immagine anziché alla realtà vissuta da una popolazione eletta a vittima sacrificale delle politiche neoliberiste e di austerità. In questo senso, i comitati umbri dell'Altra Europa con Tsipras, nell'esprimere la propria solidarietà ai lavoratori vittime dell'operato delle forze dell'ordine, ritengono doverose le dimissioni del Ministro Alfano, su cui ricade la responsabilità politica non solo dell'aggressione agli operai dell'AST, ma anche delle violenze ormai quotidianamente inferte a studenti, lavoratori, disoccupati, precari".

"L'utilizzo repressivo della forza pubblica avutosi a Roma ai danni degli operai dell'AST rappresenta di fatto la sola risposta finora pervenuta dall'esecutivo nazionale, che nella trattativa con la Thyssen-Krupp continua a porsi in una posizione di grave subalternità; nonostante le promesse di Renzi, il Governo ha saputo solamente riconfermare le proposte di mediazione al ribasso già rifiutate tanto dalla multinazionale, palesemente intenzionata a liquidare AST, quanto dalle rappresentanze dei lavoratori, consapevoli dell'insostenibilità di qualsiasi passo indietro rispetto al mantenimento del ciclo integrato delle produzioni e dei livelli occupazionali".

Intervento pubblico - "L'incapacità di far fronte all'intransigenza della multinazionale trova negli sviluppi della vicenda Ilserv una drammatica prova - continua il comunicato - con 200 lavoratori su 330 posti in cassa integrazione e sbattuti di fatto fuori dalla fabbrica. La ricerca di una soluzione alla vertenza AST, capace di dare alle forze lavoro il degno riconoscimento di capacità e competenze che sono patrimonio di tutta la collettività, passa con sempre più evidenza per la necessità di un forte intervento pubblico per sottrarre l'AST alla multinazionale Thyssen-Krupp, il cui piano di liquidazione progressiva della siderurgia ternana, attuato con un unilateralismo finora incontrastati dal Governo nazionale, è incompatibile con le esigenze produttive ed occupazionali di un polo produttivo strategico per l'economia nazionale"

"Questa iniziativa, lungi dall'esser nelle corde del Governo Renzi o del Partito Democratico, può e deve esser avanzata solo dalla forza e dalla radicalità della mobilitazione - concludono - Per questo i comitati umbri dell'altra Europa con Tsipras ritengono ormai indispensabile l'adozione di risposte all'altezza di questa drammatica vertenza, che tutelino produzioni e lavoro attraverso un intervento diretto per l'acquisizione di AST e inaugurino una nuova stagione di politiche industriali nel nostro Paese".

Gesti di violenza - "Condanniamo senza appello i gravi gesti di violenza perpetrati dalle forze dell’ordine - scrivono ‘Sinistra per Terni’ ed ‘Enrico Berlinguer’ - sotto la stretta responsabilità del ministero dell’Interno, nei confronti degli operai dell’acciaieria di Terni presenti mercoledì a Roma. Ancora una volta a rimetterci sono lavoratori, padri di famiglia, persone inermi, già colpite da una proprietà - Tk-Ast - sorda a qualsiasi richiesta e non esente da provocazioni gratuite. In questo ci associamo totalmente alle parole di condanna espresse con forza dal segretario FIOM Maurizio Landini, critico con un governo sin qui incapace di tutelare gli interessi produttivi nazionali e dei lavoratori".

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TERNI – Esuberi ridotti a 290, linee di produzione mantenute e ripresa della trattativa. Come risultati sembrano positivi, quelli emersi al termine del vertice di Roma di giovedì mattina 30 ottobre, alla presenza anche del premier Renzi, oltre che del ministro Guidi e dei sindacati. Sindacati che si sono detti disposti a riprendere la trattativa. "Contando le mobilità volontarie – ha detto la Guidi - restano sul tavolo 140-150 esuberi. L'azienda si è detta disponibile ad un irrobustimento del piano industriale, con un forno che opera a capacità massima ed uno il cui turnover sarà oggetto di contrattazione. Io – ha concluso il ministro - credo nel piano industriale".

Matteo Renzi ha dettato alcune dichiarazioni alle agenzie: "Non vogliamo fare a meno del sindacato sulle trattative aziendali – ha affermato - vogliamo dare garanzie sul piano industriale per Terni, vi chiedo un confronto serio, nel merito. Parliamoci chiaro: io non consentirò di strumentalizzare Terni perchè l'imperativo morale è chiudere la vicenda e le discussioni politiche le lasciamo fuori da qui". Renzi, stando a quanto si apprende, ha anche sottolineato la necessità di adottare "una strategia complessiva sull'acciaio".

Anche la presidente della Regione Catiuscia Marini ha sottolineato come sia la prima volta che il presidente del Consiglio personalmente si occupa delle acciaierie “Vuole conoscere personalmente la questione, chiede informazioni, chiarimenti e presiede una riunione con i sindacati – fa notare la Marini sul suo profilo facebook - allora mettiamo da parte gli scontri politici e le strumentalizzazioni che attengono ad altre questioni ed occupiamoci per favore della vertenza industriale di Ast. Solo così difenderemo il lavoro davvero”.

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TERNI – Il vertice di Roma per il momento ha sortito solo l’effetto di proseguire sulla strada del ridimensionamento della fabbrica. E’ di poche ore fa infatti la notizia che Ilserv ha mandato in cassa integrazione ad oggi, giovedì 30 ottobre, quasi il 70% della forza lavoro. In “cassa” ci vanno infatti 200 lavoratori sui circa 330 complessivi. Un’altra tegola sulla testa dei lavoratori e sulle speranze di arrestare la Morselli che invece continua a spron battuto a portare avanti il piano di ridimensionamento.

Stamattina è intervenuto il sindaco e presidente della Provincia di Terni Leopoldo di Girolamo che ha diffuso una nota nella quale afferma: “Al di là delle dichiarazioni verbali, i fatti dimostrano che Ast e il suo amministratore delegato continuano a portare avanti il piano di ridimensionamento dell’azienda. Piano verso il quale sindacati e istituzioni si oppongono fortemente”. “L’Ilserv – prosegue di Girolamo – è una delle aziende strategiche della galassia Ast, un suo ridimensionamento pone inevitabilmente seri interrogativi sul futuro dell’area a caldo e sugli assetti generali del sito produttivo. Per questa ragione torniamo a chiedere con forza al governo, sin dall’incontro di stamattina, di fornire rapidamente elementi di merito che possano contribuire in maniera concreta ad arrestare il processo di depotenziamento della fabbrica e ad evitare l’aumento delle tensioni che possono sfociare in disordini, così come già successo, nonostante il grande senso di responsabilità dei lavoratori”.  

Intanto le reazioni agli scontri di ieri proseguono anche oggi. Il premier Renzi ha rilasciato una breve dichiarazione in merito ed ha detto che il governo è pronto a fare chiarezza. “Accerteremo i fatti ed agiremo di conseguenza”, ha detto Renzi, rispondendo in direttamente alla leader Cgil Camuso che gli aveva chiesto di “Abbassare i manganelli”. Oltre che a livello nazionale, con la richiesta di dimissioni del ministro Alfano e le tante prese di posizione a favore dei lavoratori Ast, la presidente della Regione Catiuscia Marini ha voluto esprime la sua condanna e la solidarietà ai manifestanti.

"Preoccupano molto – dice - gli incidenti avvenuti a Roma, nel corso dei quali sono rimasti feriti alcuni lavoratori e rappresentanti delle organizzazioni sindacali. Come rappresentanti delle istituzioni abbiamo il dovere di interpretare il disagio sociale di quanti rischiano la perdita del posto di lavoro ed evitare dunque che le questioni del lavoro si trasformino in questioni di ordine pubblico. Voglio esprimere la mia vicinanza ai lavoratori ed ai sindacalisti feriti, conclude la presidente, che peraltro conosco bene e conosco con quanto impegno, attenzione e passione seguono la delicata vertenza dell'Ast ai diversi tavoli, da quello regionale a quello nazionale".

L’assessore regionale Fabio Paparelli ritiene “necessario fare subito chiarezza sui fatti che hanno portato al ferimento di alcuni lavoratori e sindacalisti presenti al manifestazione a difesa della Ast in seguito all'intervento delle forze dell'ordine, così come hanno dichiarato anche il Sottosegretario Del Rio e il Vice Ministro Bubbico nell'aula del Senato”. "La città di Terni – prosegue Paparelli - da mesi sotto pressione per la vertenza AST, ha dimostrato grande senso di responsabilità esprimendo una mobilitazione ferma e risoluta contro il piano industriale di tagli proposto dalla Thyssenkrupp, ma pur sempre pacifica e civile. Stupisce che la manifestazione di oggi, svolta nella capitale, abbia avuto una risposta inadeguata.

La vicenda AST non può essere ridotta ad un problema di ordine pubblico e per questo è necessario abbassare la tensione e non certo alimentarla con incomprensibile violenza. Come riferito dallo stesso Ministro dello sviluppo economico Guidi alla Camera, il governo  è impegnato notte e giorno a trovare una soluzione chiedendo di riaprire la trattativa e portando la Thyssen a ritirare un piano inaccettabile. Ciò è quello di cui c'è ora bisogno, affinché si giunga ad una soluzione che salvaguardi l'occupazione e la strategicità del sito ternano e il futuro della siderurgia italiana.

“Opera di contenimento” questa è la terminologia adottata dalla Polizia per descrivere una valanga di manganellate contro dei lavoratori in lotta per il proprio posto di lavoro e per l’economia di una città. C’è da chiedersi, se un paese che colpisce chi lavora e chi lotta per la dignità e tutela ladri e farabutti non sia un paese destinato al fallimento, c’è da chiedersi se saremo in grado di sviluppare gli anticorpi necessari per arrestare  il declino culturale e tornare ad essere un paese normale. La lotta dei lavoratori dell’Ast deve essere la lotta di una città intera, deve essere d’esempio a tutti i lavoratori anche per coloro che almeno per ora non rischiano il proprio posto di lavoro.

L’ attacco politico verso il sindacato e la CGIL in particolare, condotto da esponenti di Governo che spesso non sanno di che parlano, comincia a produrre i suoi effetti anche in termini pratici e brutali come accaduto ieri. A nome della Segreteria della F.P. CGIL di Terni esprimo profonda solidarietà ai lavoratori e dirigenti sindacali che loro malgrado sono stati oggetto  di una aggressione barbara e immotivata. Bene farebbe il Presidente del Consiglio a chiedere scusa a quei lavoratori e a tutta la città impegnata a garantire futuro , occupazione e benessere.

 

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TERNI - Dopo essere stati accolti dall'ambasciata tedesca a Roma si stavano spostando verso il Ministero dello sviluppo economico quando i circa 600 operai Ast sono stati caricati dalle forze di polizia in piazza Indipendenza. Momenti di tensione, sono volate anche alcune manganellate. Due operai sono stati trasportati in ospedale dal 118. Tutti e tre sono stati portati in codice verde al policlinico Umberto I con contusioni sul corpo e sulla testa.
 
Del Rio: "Verificheremo"Il sottosegretario Graziano Delrio è stato avvertito al telefono da Maurizio Landini, durante l'incontro del ministro Guidi con la delegazione Ast. "Il Governo - ha detto Delrio - continua a essere impegnato nell'affrontare la crisi di Ast Terni ed effettuerà una puntuale verifica per quanto accaduto oggi con il ferimento di alcuni operai".
 
La versione della Questura"Non c'è stata nessuna carica, ma un'azione di contenimento quando i manifestanti hanno tentato di forzare il cordone di poliziotti per andare verso la stazione Termini". E' la posizione della Questura di Roma in merito ai disordini avvenuti a piazza Indipendenza Gli operai denunciano "cariche" e di essere stati "violentemente manganellati". Per la Questura "sono stati i manifestanti ad andare verso il cordone degli agenti che li hanno dovuti contenere".
 
Camusso e Landini - "Vorrei dare un abbraccio e solidarietà ai lavoratori e i dirigenti sindacali caricati dalla Polizia". Lo ha detto il segretario Cgil, Susanna Camusso. "Appena siamo partiti in corteo stiamo stati caricati senza alcuna motivazione. Anch'io ho preso le botte dai poliziotti. Alcuni dei nostri sono finiti in ospedale, non finisce qui". Così il segretario della Fiom, Maurizio Landini, parlando al telefono con un esponente del governo riferendo quanto accaduto alcuni minuti fa davanti all'Ambasciata tedesca
 
Angeletti: "Caricati senza motivo" - "Oggi è successo un fatto grave e inaccettabile: i lavoratori della Ast di Terni che hanno manifestato davanti al consolato tedesco, in Piazza Indipendenza, sono stati, improvvisamente e senza motivo, caricati dalla polizia". E' quanto scrive il leader della Uil, Luigi Angeletti, in una nota. "È questa la cifra della politica di attacco ai Sindacati? In piazza c'erano solo lavoratori e non sindacalisti. Le forze dell'ordine non devono alimentare il disordine. Il Governo deve intervenire e risponderne, perché episodi del genere non possono passare sotto silenzio".
 
Anche l'Arci condanna le cariche - "Colpisce la totale assenza di qualunque motivo che potesse giustificare un simile intervento delle forze dell’ordine. Gli operai volevano semplicemente raggiungere il ministero dello Sviluppo economico dopo avere sostato davanti all’Ambasciata tedesca, vista la nazionalità degli attuali padroni dell’Ast. La polizia ha deciso di caricare, picchiando lavoratori e anche dirigenti sindacali, con una scelta che è difficile immaginare come casuale.
 
Le cariche si sono svolte con una aggressività e una violenza che da anni non vedevamo contro un pacifico corteo operaio. Il governo deve chiarire subito in Parlamento e nel paese come intende garantire il diritto a manifestare, evitando che simili fatti si ripetano, soprattutto in vista di una stagione in cui, per contrastare tagli e provvedimenti che ledono il diritto al e nel lavoro,  scioperi e manifestazioni andranno intensificandosi".
 
"Corteo pacifico" - "Stavamo facendo un corteo assolutamente pacifico verso il Mise che è stato interrotto da una carica immotivata da piazza Indipendenza. Non c'era e non c'è nessun problema di ordine pubblico, lo crea chi ha caricato". Così il segretario nazionale Fim-Cisl Marco Bentivogli, presente alla manifestazione a Roma per l'Ast di Terni.
 
La partenza - Tutti a Roma. È partita mercoledì mattina 29 ottobre, direzione ambasciata tedesca, la grande carovana dei lavoratori Ast che presidiera' l'area sotto la sede diplomatica della Germania per aspettare novità dall'incontro fra il ministro Federica Guidi, delega allo sviluppo economico, e l'amministratore delegato di Ast Terni Lucia Morselli. Dieci autobus sono partiti alla volta di Roma, centinaia e centinaia di lavoratori, ai quali si aggiungeranno quelli che andranno nella capitale con mezzi propri.
 
ManganellateMomenti di tensione poco fa davanti all'Ambasciata tedesca a Roma tra la polizia e le centinaia di operai dell'Acciaieria di Terni che cercavano di spostarsi dalla sede dell'ambasciata tedesca al ministero dello sviluppo economico. Alcuni di loro sono stati presi a manganellate dagli agenti. Ci sarebbero 4 operai feriti.
 
Ricevuti dai tedeschi - Cinque operai della Ast di Terni sono stati ricevuti da un portavoce dell'ambasciatore tedesco. "E' stato un incontro molto formale, noi abbiamo chiesto l'interesse dell'ambasciata per trovare le condizioni per una trattativa che rispetti in parte le nostre richieste su investimenti, volumi produttivi e un settore commerciale forte". Lo ha detto al termine dell'incontro Stefano Garzuglia, coordinatore Fiom della Ast di Terni, il quale ha aggiunto che il portavoce si è impegnato a trasmettere all'ambasciatore la richiesta.
 
In 600 - Un corteo fra i più imponenti mai visti sotto un'ambasciata, oltre 600 persone, con la speranza che l'incontro fra governo italiano e Ast serva a produrre risultati positivi. Intanto lo scenario non è dei migliori. Ast ha infatti confermato il taglio del 20% delle commesse dell'indotto ribadendo così il rischio che ai gia oltre 500 esuberi annunciati se ne aggiungono indirettamente molti altri. 
 
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TERNI - "Ciò che è accaduto a Roma nella mattinata del 29 ottobre, durante la manifestazione dei lavoratori dell’Acciai Speciali Terni, è grave e non preannuncia alcunchè di buono". Lo ha detto il vescovo monsignor Giuseppe Piemontese a proposito degli scontri fra lavoratori e polizia. "Vogliamo augurarci - ha aggiunto - che si sia trattato di uno spiacevole fraintendimento e che presto si riportino le relazioni tra operai, ThyssenKrupp, Forze dell’Ordine e Istituzioni su un binario di rispetto e di correttezza civile, legale e istituzionale.

Qualche giorno addietro, prima dello sciopero di Terni, scrivevamo: “Ora si temono prove di forza che non concorrono alla soluzione dei problemi, ma ad esasperare ulteriormente gli animi e a saturare l’ambiente di tossine pericolose, se non proprio mortifere”. La previsione sembra in fase di realizzazione.

Diciamo a tutti con fermezza che è ora di avere nervi saldi, lucidità mentale e mettere in atto strategie efficaci senza cedere alle provocazioni: le “vie brevi” non hanno mai portato a risultati utili. Scendano in campo come protagonisti di questo momento critico animi pacificati, spiriti illuminati, tessitori d’intese per promuovere accordi possibili, rispettosi della dignità dei lavoratori.

I governanti, prima che sia troppo tardi, intervengano con decisione e lungimiranza per dare risposte concrete a migliaia di famiglie in ansia e debilitate dalla lunga e pesante depressione sociale, che sembra non aver fine. Come uomini e donne di fede della comunità ecclesiale di Terni-Narni-Amelia, esprimiamo solidarietà alle famiglie e ai lavoratori delle AST e continuiamo a sostenere con la preghiera la speranza del nostro popolo.

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