Narni e la vera storia della Pala del Ghirlandaio

La pala dei protomartiri della Terra di Narnia, nota anche come pala del Ghirlandaio, per il nome del suo autore, venne realizzata per ricordare i 5 martiri delle terre Narnesi che furono santificati proprio nel 1481. Questo è il motivo per cui un pittore importante come il Ghirlandaio fu incaricato di realizzato tale opera nella città di Narni. Bisogna ricordare che i martiri Narnesi morirono nel Gennaio del 1220 e San Francesco d’Assisi, non volle che fossero particolarmente ricordati in quel periodo, per non esacerbare ulteriormente le lotte religiose tra Mussulmani e Cristiani.
Tale pala viene anche detta “della Incoronazione della Vergine”, questa generica definizione è però comune a tantissime pale di quel periodo. Bisogna anche ricordare che l’ordine Francescano nel secolo XV stava vivendo un periodo di particolare fortuna e ricchezza, grazie anche ai frati Conventuali ed alle prediche di San Bernardino da Siena che predicando contro l’usura, apriva le porte ai monti di pietà.
Dal 1460 con papa Pio II Piccolomini e poi con Papa Sisto IV, entrambi Francescani si acuirono di nuovo i rapporti con i mussulmani, che portarono a una nuova guerra, questa volta contro i Turchi. Bisogna ricordare che i Turchi aveva preso nel 1453 Costantinopoli e avevano iniziato l’invasione dell’Europa. Sisto IV, affidandosi anche all’intercessione dei Protomartiri francescani nel 1481, lanciò una grande controffensiva ed Il sultano Maometto Secondo che morì proprio nel 1481, di fatto decretando la fine dell’avanzata mussulmana in Europa. La pala di Narni viene realizzata proprio a partire da tale periodo.
A Narni quindi la pala del Ghirlandaio, fu un atto di ringraziamento dovuto e non a caso, accanto a San Francesco e Sant’Antonio da Padova e i maggiori santi dell’Ordine Francescano, vengono rappresentati nella pala di Narni i cinque protomartiri Francescani della terra di Narnia: Berardo, Pietro, Ottone, Adiuto e Accursio, vengono dipinti con la testa macchiata di sangue, proprio per ricordare tale Martirio.
Per Narni fu una grande gloria avere cinque Santi che per di più avevano salvato la chiesa Cristiana dall’invasione dei Mussulmani. La pala del Ghirlandaio ci ricorda proprio questo, facendo del dipinto che ora abbiamo la fortuna di conservare nel museo cittadino, una opera unica e rara, poi più volte replicata in tutta l’Umbria.
Non dobbiamo dimenticare la nostra storia quando ammiriamo tale opera, che segna un periodo di svolta non solo per la nostra città, ma per tutta la storia dell’Europa cristiana.
Giuseppe Fortunati

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