Narni, Rivincita: Quello che funziona e quello che non va ancora

NARNI – La Rivincita è un’esperienza che deve continuare. La seconda edizione disputata sabato 23 giugno ha confermato alcune buone impressioni già viste l’anno scorso ed ha evidenziato alcuni difetti che vanno corretti rapidamente. È normale che in una cosa del tutto nuova ci si possa imbattere in errori e imperfezioni. Partiamo da quel che va. La sfida in notturna è affascinante, il colpo d’occhio che offre il San Girolamo è davvero bello e la scelta di farla sotto i riflettori va proseguita. La presenza stessa di una seconda corsa è in linea con ciò che ormai succede per numerose altre manifestazioni di questo tipo in Umbria e altrove. L’aspetto tecnico non ne è danneggiato ma mantiene le stesse caratteristiche e dal punto di vista anche della gestione della città appare un po’ più agevole.

Ciò che va migliorato – la Rivincita non deve essere la ripetizione identica della Corsa all’Anello, deve essere un po ‘ più breve nella durata ed essere concentrata principalmente sulla sfida del San Girolamo che è l’appeal migliore a disposizione per attrarre turisti e visitatori. È inutile e rischioso allungare il periodo ad una settimana come avviene ora perché non ci sono ancora le condizioni. La Rivincita deve ancora affermarsi turisticamente e per farlo ci vogliono i tempi necessari che si calcolano in anni. Meglio farla durare 3 o 4 giorni a partire dalle investiture dei cavalieri e poi nel corso degli anni, a traino della crescita dell’evento, inserire altri giorni ed altre attrattive. Al San Girolamo va eliminato il corteo e posta una semplice rappresentanza in costume e vanno accorciati gli spettacoli collaterali. Al netto delle vicissitudini incalcolabili alla vigilia, l’edizione di quest’anno è iniziata alle 22 e 40 ed è terminata alle 1 e 30. Francamente è improponibile. Infine il pubblico. Sabato non era molto numeroso o comunque non c’era il pienone di maggio (inoltre il 90 per cento erano locali o al massimo di Terni) e questo deve far riflettere sui motivi e sui modi di portare gente a vedere la Corsa. Forse il periodo, 40 giorni dopo l’edizione di maggio, è troppo ravvicinato. È un tema su cui discutere.

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