Arresti sanità, le intercettazionita per i concorsi infermieri e per disabili

PERUGIA – “Si, li aiutiamo… facciamo i salti mortali”: a parlare in una delle intercettazioni agli atti dell’indagine sui concorsi all’ospedale di Perugia è una componente della commissione della selezione per l’assunzione a tempo indeterminato di infermieri.

Concorso “monitorato e gestito dai massimi vertici della Sanità della Regione Umbria che hanno cercato di inserire persone di propria conoscenza tra gli idonei” scrivono i pm nella richiesta di applicazione delle misure cautelari. “Per raggiungere tale risultato – spiegano – è stata alterata tutta la procedura mediante attività di svelamento del contenuto delle prove, manipolazione dei punteggi di merito e di falsificazione di atti amministrativi”.

In questo filone d’inchiesta viene intercettato il direttore generale dell’ospedale Emilio Duca con Gabriella Carnio, componente della commissione. Duca: “ascolta… ‘na domanda, che così dall’assessore…”; “i concorrenti della lista che ti avevo dato… Luca…soprattutto quei 19 per il loro test… ma anche quell’altro… hanno fatto tutti piu o meno bene?”. Carnio: “sì, li aiutiamo&hellip facciamo i salti mortali”.

Duca: “eh, me lo posso immaginare. La correzione l’avete finita di fare?”. Carnio: “ci mancano 200 persone… stiamo facendo contemporaneamente anche i titoli. Io sto… stamo… a boccia’”. Duca: “Boccia’ non bocciate nessuno di lì… se poi riuscite a non fa’ quello…”. Carnio: “quelli… non te preoccupa’!”. Secondo i pm la commissaria, poi, pronuncia “una frase allarmante e di particolare gravità: ‘Che boccialli, ce mancherebbe altro! ma magari eh… rischiamo il culo noi, ma…'”. “Il senso dell’espressione – si legge nella richiesta – è che è ben consapevole delle conseguenze pregiudizievoli a cui andrebbe incontro ove non eseguisse l’ordine illegale ricevuto”.

Duca intercettato al telefono – “I posti già son finiti”: il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Perugia Emilio Duca parlava così nel maggio dello scorso anno di uno dei concorsi al centro dell’indagine della procura di Perugia. In particolare quello per la copertura a tempo indeterminato di quattro posti di assistente amministrativo categoria “C”.

Quelli destinati all’inserimento dei lavoratori disabili. Con il direttore amministrativo Maurizio Valorosi faceva riferimento alle segnalazioni giunte dai politici.
“L’esito del concorso è già stato stabilito ancor prima delle prove d’esame” sottolineano i pm nella richiesta di applicazione della misura cautelare.
Valorosi e Duca – emerge dagli atti – sono stati intercettati mentre cercano di fare il punto della situazione sulle segnalazioni ricevute e su come procedere.

Il direttore amministrativo chiede come possono fare per la prova scritta da dare all’ex assessore regionale alla Sanità Luca Barberini: “con Luca come facciamo per le domande?”. E Duca – secondo i pm – “non sa come comportarsi”, perché ha già sette persone segnalate per i quattro posti messi a concorso: “Maurì, io già c’ho sette nomi per quattro posti”.
I magistrati rilevano che nelle tre selezioni riguardanti le posizioni lavorative “di livello più elevato” per i concorsi ai lavoratori disabili “il condizionamento delle prove concorsuali raggiunge il suo acme”.

“Infatti le attività dispiegate per raggiungere l’obiettivo di soddisfare le pretese degli esponenti politici – si legge nella richiesta di misure cautelari e in particolare dell’assessore Barberini, del presidente della Regione Catiuscia Marini (indagata a piede libero – ndr) e dell’allora sottosegretario agli interni Gianpiero Bocci (ex segretario regionale del Pd – ndr) consentono di cogliere appieno la forza e la solidità del sodalizio criminale”.(ANSA).

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