Giornalisti, approvata la nuova legge sul sostegno all’editoria

PERUGIA – E’ stato il presidente della prima Commissione, Andrea Smacchi, a illustrare in Assemblea legislativa il disegno di legge regionale sull’editoria. “Da alcuni anni – ha detto -, il sistema dell’informazione è in profondo e strutturale cambiamento; mutano le modalità di fruizione, cambiano le esigenze dei consumatori, si trasforma la professione giornalistica, vengono stravolti i modelli di business degli editori, con l’ingresso di nuovi operatori e l’uscita di svariate imprese e testate tradizionali. Ed in questo contesto, la componente locale dell’informazione attraversa una vera e propria emergenza: essa rappresenta il primo fondamentale ambito che consente ai cittadini di sentirsi parte ogni giorno della propria comunità, del territorio in cui hanno deciso di vivere. Ma la stampa quotidiana nella nostra regione negli ultimi dieci anni ha perso il 53 per cento dei ricavi. Cinquanta giornalisti umbri, su poco più di 250 del totale con contratti di lavoro dipendente sono in disoccupazione o in cassa integrazione; numerosi sono poi i posti di lavoro persi da tecnici e amministrativi che sono occupati o collaborano con imprese di informazione in crisi e in molte redazioni è applicato il contratto di solidarietà.
L’Umbria, negli ultimi anni ha perso due quotidiani regionali e una televisione locale; un quadro preoccupante dato dalla riduzione del sostegno pubblico, dal crollo del mercato pubblicitario soprattutto nella sua componente locale e dalle difficoltà connesse alla necessità di riposizionamento in una fase di cambiamento tecnologico. Questa legge mira a sostenere, promuovere e valorizzare lo sviluppo della imprenditoria editoriale tutelando il lavoro e la professionalità degli occupati nelle imprese dell’informazione, rispettando la disciplina contrattuale del settore e la normativa di equa retribuzione del lavoro giornalistico”.
“Bene il sostegno alle imprese legate all’informazione locale” ha detto Claudio Ricci. “È un dovere della pubblica amministrazione – ha aggiunto – sostenere strumenti di comunicazione in un periodo complesso come quello attuale”.
“La maggioranza – ha ricordato Maria Grazia Carbonari (M5s) – porta in Aula una legge che stanzia 780mila euro per l’editoria locale. Ho fatto il confronto con le Regioni Campania e Puglia, che hanno milioni di abitanti. Il rapporto è molto sbilanciato, dato che noi stanziamo molto di più di quelle regioni. Si tratta, è vero, di un settore in crisi. Ma ci sono altri settori in difficoltà, che potrebbero trarre beneficio da questi fondi, creando anche molti più posti di lavoro. È il sistema dell’informazione locale che va cambiato. Piuttosto che sull’editore credo sarebbe meglio investire sui lettori, con contributi a fondo perduto per chi acquista giornali. Una parte dei fondi potrebbe poi andare all’incentivazione dell’acquisto dei libri, partendo da scuole e asili. Certe forme di incentivazione peggiorano la situazione della informazione locale. Voterò contro questa legge perché la proposta non mi convince, dato che non porterà ad un incremento della cultura e dell’informazione nelle famiglie e nei giovani”.
Carla Casciari (Pd) ha quindi ricordato il suo emendamento che “prevede interventi anche per l’ultimo anello della catena, ossia le edicole, per sostenere l’ampliamento dei servizi per renderli punti di erogazione di servizi innovativi e culturali”.
Eros Brega (Pd) ha annunciato “la presentazione di alcuni emendamenti che auspico possano essere condivisi anche dalla Giunta”. “Il primo – ha detto – riguarda la possibilità di definire quale criterio negativo la pubblicità legata al gioco d’azzardo. Altro punto riguarda l’esclusione del contributo per realtà editoriali con sede legale non in Umbria. Altro elemento sul quale invito tutti ad una riflessione riguarda l’esclusione dal poter usufruire di risorse pubbliche da parte di soggetti che abbiano riportato condanna per reati contro la pubblica amministrazione o per frode senza attendere la condanna definitiva”.
“Come Lega – ha annunciato Emanuele Fiorini – siamo assolutamente contrari a quella tagliola sul pluralismo dell’informazione che si sta mettendo in atto in questo Paese.
La democrazia si amplifica con le voci del territorio, occorre quindi fortificare le realtà locali. Cercheremo, nella sessione di bilancio, di prevedere ancora più fondi per l’editoria”.
Per Silvano Rometti (SeR) “giusto che la Regione si doti di uno strumento per sostenere le aziende del settore in un momento di grande trasformazione”.
“L’informazione locale è al centro di processi importanti di trasformazione. Bene ha fatto la Giunta a intervenire nel settore” ha sottolineato Roberto Morroni (FI).
Il vicepresidente della Regione e assessore Fabio Paparelli ha parlato di un testo che “tiene fede a due principi: garantire il pluralismo e l’autonomia e la libertà dell’informazione”.
“Garantire il pluralismo dell’informazione è importante – ha aggiunto – in una regione che ha visto una moria di imprese dell’editoria. Garantire pluralismo significa garantire la possibilità a queste imprese in difficoltà di potersi innovare, di fare investimenti nell’innovazione per competere sul mercato regionale. Ho presentato un emendamento tecnico per specificare che i 630 mila euro previsti per la riqualificazione e per garantire gli investimenti sono per il biennio 2019-2020.
L’autonomia e la libertà di informazione si garantisce in due modi: eliminando la precarietà e garantendo la riqualificazione professionale di cui anche il mondo dell’informazione ha bisogno. Prevediamo risorse per la riqualificazione professionale e la stabilizzazione dei precari, con incentivi a fondo perduto. Gli stessi stake holders hanno concordato sui tre pilastri per questa legge: professionalità, rispetto delle regole e sostegno alle imprese umbre”.

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