Accordo di programma pronto per il nuovo ospedale Narni-Amelia

NARNI – C’è un nuovo accordo di programma per l’ospedale comprensoriale di Narni-Amelia. Lo ha reso noto la Regione che ha aggiornato caratteristiche, numeri e prestazioni formalizzandole in un nuovo documento adesso alla firma della presidente regionale Tesei, del presidente della Provincia di Terni Lattanzi, del direttore generale dell’Usl 2 De Fino e dei sindaci di Narni e Amelia, De Rebotti e Pernazza.

Nell’accodo di programma si prevedono 60 posti letto per la riabilitazione da 74 che erano e l’aumento per gli acuti, che da 46 diventano 60. I posti per l’ospedale di comunità, cioè la Rsa, sono solo 20, quelli totali 140. A questi però se ne aggiungono 4 per l’osservazione breve intensiva (pronto soccorso), 14 di dialisi ambulatoriale e 16 tecnici ambulatoriali, poi ci sono 5 posti per la terapia intensiva. E’ insomma un ospedale a tutti gli effetti che spazza via le idee di centro di riabilitazione o di altri servizi.

Soddisfatti i sindaci che giudicano positivi i contenuti dell’accordo ma che specificano anche la necessità di non allungare ulteriormente i tempi, anche perché alcune fasi, come per esempio, parte degli espropri sono già state avviate.

Via libera anche dal presidente della Provincia. “L’accordo di programma – commenta Lattanzi – rappresenta un elemento molto importante per il proseguimento del progetto. Mi auguro che i tempi possano essere quelli giusti, senza ritardi, tenendo conto che si tratta di un’opera fondamentale per tutta la Conca ternana e per il completamento degli asset sanitari in Umbria.

Sono del parere che le novità introdotte nel progetto possano meglio adattarsi ai mutati contesti, che tra l’altro, anche a causa del covid, cambiano gli scenari molto rapidamente. Occorre quindi modulare un sistema di prestazioni sanitarie integrate con il Santa Maria di Terni e con gli altri presidi sanitari del territorio provinciale sviluppando sempre di più una capacità elevata di intercettare in maniera incisiva le esigenze di salute delle nostre comunità”.

 

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