Ambiente e rifiuti, la commissione ecomafie a Terni: “Controlli diminuiti negli ultimi anni”

TERNI – I controlli ambientali sono diminuiti a Terni a causa di alcune decisioni e riforme che ne hanno condizionato lo svolgersi. Il dato è emerso dalle audizioni di ieri della commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, presieduta dall’on. Stefano Vignaioli ed impegnata in Umbria nella sua prima missione istituzionale.

Dalle dichiarazioni di Provincia ed Arpa è emerso che il numero di addetti ai controlli è notevolmente calato. La commissione ha ascoltato il presidente della Provincia di Terni, Giampiero Lattanzi, e il comandante della polizia provinciale, Mario Borghi, oltre al sindaco di Terni, Leonardo Latini, con l’assessore all’Ambiente, Benedetta Salvati, e i rappresentanti di Ast ed Erg Hydro.

Lattanzi e Borghi hanno riferito in merito al nucleo operativo Nos ambiente della polizia provinciale, che negli ultimi anni a seguito della riforma delle Province è passato da circa 25 a sei unità. Questo elemento, unito all’assorbimento del Corpo forestale nell’Arma dei carabinieri, secondo i due, ha determinato a Terni “una situazione di minore attenzione sugli illeciti ambientali”.

Sono stati ascoltati anche i rappresentanti di Ast hanno riferito in merito alle emissioni in atmosfera, alla bonifica dell’area Sin, al progetto di recupero delle scorie, alla presenza di amianto nello stabilimento e alle malattie professionali dei lavoratori.

Secondo quanto dichiarato dall’azienda, lo stabilimento produce 990 mila tonnellate di rifiuti, di cui 400-440 mila vengono conferite in discarica. Di queste, 60-70 mila tonnellate sono rifiuti pericolosi rappresentati da fanghi di depurazione delle acque del ciclo produttivo.

Attenzione è stata posta anche alla discarica di vocabolo Valle e alla presenza di cromo VI nelle acque. Rispetto al monitoraggio del territorio, il Comune – sempre in base alla nota – ha invece evidenziato la necessità per Arpa di ripristinare la figura del direttore di dipartimento sul territorio.

Nel pomeriggio sempre di ieri sono stati ascoltati anche alcuni componenti della IV Commissione consiliare del Comune di Terni, i rappresentanti di Usl Umbria 2 e i rappresentanti sindacali di Ast. Il presidente della IV Commissione, Thomas De Luca, ha riferito in merito alla relazione sulle contaminazioni da diossina.

De Luca ha inteso sottolineare ritardi delle diverse istituzioni nell’affrontare il problema della contaminazione, evidenziando che il primo riscontro di non conformità dei campioni agroalimentari è avvenuto nel 2012, mentre l’ordinanza del Comune di Terni è arrivata nel 2016 a causa di lentezze e mancata comunicazione tra istituzioni.

Nonostante l’ordinanza risulti ancora vigente, De Luca ha sostenuto che nel corso degli anni successivi non è stata effettuata un’adeguata attività di controllo sul suo rispetto. Sulle contaminazioni da diossina hanno riferito anche i rappresentanti di Usl Umbria 2, dando informazioni sui piani di campionamento delle produzioni alimentari inizialmente in prossimità dell’area Sin e poi nella conca ternana.

Il direttore del dipartimento Prevenzione Guglielmo Spernanzoni ha detto di aver più volte sollecitato la convocazione del tavolo istituzionale sul tema con la presenza di tecnici in grado di interpretare i dati, ma senza alcun risultato dal 2016 ad oggi. Ubaldo Bicchielli, responsabile Epidemiologia di Usl Umbria 2 ha invece spiegato di aver istituito un gruppo interdisciplinare in materia di epidemiologia, ma di non essere riuscito a ottenere finanziamenti regionali per uno studio sul tema. Adesso è in corso uno studio, finanziato però con risorse di un ente privato.

La giornata si è conclusa con l’audizione dei sindacati Ast. I rappresentanti delle organizzazioni sindacali hanno parlato dei problemi di salute dei lavoratori derivanti dalla presenza di amianto nello stabilimento nei decenni passati, quando quel materiale era in uso. Allo stesso tempo, si sono detti convinti che la fabbrica possa convivere con il territorio a patto che l’azienda segua anche a Terni i migliori standard ambientali del gruppo in Europa.

«A Terni abbiamo trovato un quadro complesso, con situazioni di inquinamento significative per le quali tuttavia non si sono ancora individuati con certezza i responsabili. È il caso dell’acqua contaminata da cromo VI fuoriuscita dalla galleria del Tescino, o della contaminazione da diossina rilevata nei cibi dal 2012.

Una situazione che alimenta la preoccupazione dei cittadini. Finita la missione a Terni il nostro impegno continua. Naturalmente al momento non ci sono conclusioni della Commissione: lavoreremo per indagare lo stato della conca ternana e stimoleremo le diverse istituzioni in ritardo a fare la loro parte», ha dichiarato il presidente della Commissione Ecomafie Stefano Vignaroli.

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