Avigliano Umbro, scoperto un teschio di 6mila anni fa nella Grotta Bella di Santa Restituta

AVIGLIANO UMBRO – I misteri della Grotta Bella si infittiscono e Avigliano Umbro diventa il centro geografico di un giallo archeologico in grande stile. Conosciuta da decenni, la cavità naturale adiacente alla fraiozne di Santa Restituta nasconde tante meraviglie e un’infinità di dilemmi, tutti legati al ritrovamento di tracce umane antiche almeno di 6mila anni. “Di tanta cose che c’erano non ne sono rimaste molte – dice il sindaco Luciano Conti – nel corso degli anni la gran parte dei reperti sono stati trafugati, altri portati in alcuni musei. Ma la Grotta Bella ha potenzialità turistiche e scientifiche immense e per caratteristiche e dimensioni si avvicina molto alle Grotte di Frasassi”, sottolinea con entusiasmo il sindaco.

La Grotta Bella lo è a parole ma nei fatti è un antro misterioso e pericoloso. dopo un’entrata comoda ed accessibile a tutti infatti, la cavità sprofonda nel sottosuolo come la bocca dell’inferno. Si snoda in cuniculi che sono esperti speleologi possono attraversare e non si sa dove sia la fine. “Racconti del posto tramandati di generazione in generazione – racconta Conti – dicono che ci sia addirittura un passaggio sotterraneo che arriva fino ad Amelia. Chissà se un giorno sarà possibile verificarlo”. La Grotta Bella in questi giorni è tornata a far parlare di sé per il ritrovamento di un teschio appartenente ad una bambina di 7 anni risalente a 6mila anni fa, secondo i primi studi.

A ritrovarlo è stato il Gruppo Speleologico di Todi che sta eseguendo altre ricerche sotto la guida del professor Felice La Rocca. Le indagini si svolgono0 sotto l’egida e con l’autorizzazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria. “Come Comune – annuncia intanto Conti – abbiamo già cofinanziato il primo step del progetto di studio insieme al fondamentale contributo della Fondazione Carit. Proprio ieri abbiamo deciso di stanziare ulteriori fondi di bilancio per proseguire nella seconda fase”. A dire che il teschio risalirebbe a circa 6mila anni fa è stata soprattutto la presenza di un segmento di stalattite all’interno dello scheletro che risalirebbe proprio a quel periodo.

“Altri reperti, fra quelli già trovati in passato e quelli emersi di recente – aggiunge il sindaco – ci fanno pensare che quell’area un tempo fosse costantemente frequentata dall’uomo, forse per scopi cultuali riferiti ad aree di sepoltura”. Conti rende poi noto che entro l’inizio dell’estate sarà presentata la conclusione del primo step di studi. “Come amministrazione comunale – afferma sempre Conti – abbiamo dato anche un supporto logistico ai ricercatori, allestendo alcuni locali dell’ex scuola di Santa Restituta. La valorizzazione della Grotta Bella – sottolinea – ci consentirà di recuperare anche il prezioso patrimonio storico, architettonico e urbanistico della frazione di Santa Restituta”. Il Comune sta intanto completando la ricostruzione della scala di accesso al centro storico, inserita in un percorso che dalla chiesa del paese arriva fino alla grotta.

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