Narni, bufera in Consiglio comunale sulla frana del Suffragio

NARNI – Il Consiglio comunale è saltato sul bilancio, anzi no, è andato avanti. Quello che è successo giovedì mattina a Palazzo del Podestà merita davvero di essere raccontato. C’era la seduta di Consiglio che doveva approvare diversi punti all’ordine del giorno e fra questi alcune variazioni di bilancio. Quando tutto sembrava filare liscio, poco prima di mezzogiorno, si scatena invece il putiferio. Alle redazioni arriva un comunicato di fuoco delle opposizioni che annunciano la fine della seduta perché la maggioranza sarebbe rimasta senza i numeri per andare avanti sul bilancio. Fratelli d’Italia, M5S, FI e Tpn parlano, nella nota, di figuraccia del centrosinistra, di maggioranza scricchiolante e di bilancio “che – testuale – invece di essere lo strumento principale su cui calare le politiche di governo diventa lo strumento dove si consumano dispetti e litigate tutte interne alla maggioranza”.

Il nodo della discordia è la variazione più consistente per la definitiva sistemazione di una zona, quella del Suffragio, interessata, in una porzione, quella vicino all’ascensore, da una frana diversi mesi fa e che presenta rischi di staticità. “Al momento delle dichiarazioni di voto – raccontano le opposizioni – non essendo state accolte le nostre valutazioni e richieste, abbiamo dichiarato di uscire dall’aula e di non partecipare alla votazione. Con stupore di tutti i presenti – proseguono – lo stesso consigliere Ricci prende la parola e dichiara di uscire dall’aula non partecipando al voto e decretando la caduta del numero legale per l’ulteriore assenza di due consiglieri della lista De Rebotti sindaco. Quanto accaduto, concludono le opposizioni, la dice lunga sullo stato di salute della maggioranza che non perde occasione per mostrare la sua superficialità sia in questioni di merito che di metodo”. L’opposizione sosteneva la necessità non di un intervento in sicurezza ma di uno definitivo.

Dalla maggioranza minimizzano e smentiscono la fine dei lavori della seduta. “C’è stato solo un consigliere che per motivi di conflitto con quel punto (quello della frana, ndr) – raccontano dal centrosinistra – è uscito al momento del voto, così le minoranze ne hanno approfittato per far mancare il numero legale”. Poi interviene una nota del presidente del Consiglio, Giovanni Rubini, che dà la sua versione ufficiale. “Nessuna seduta saltata – spiega Rubini – alle 11 e 55 è venuto meno il numero legale da parte della minoranza o di incompatibilità di alcuni consiglieri di maggioranza, quindi come presidente ho fatto la verifica ed ho riconvocato il Consiglio dopo 30 minuti. I lavori – spiega poi – sono ripresi regolarmente alle 12 e 25 e sono terminati alle 13 e 30 dopo l’espletamento dei vari atti all’ordine del giorno”. Sergio Bruschini, di Forza Italia, non crede però alla versione soft di Rubini e della maggioranza e rincara la dose. Claudio Ricci del Psi – afferma – ha fatto mancare il numero legale non partecipando ai lavori al momento del voto sulla frana perché in disaccordo, non per incompatibilità. Quindi c’è un problema politico in maggioranza”.

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