Narni, contratti in scadenza e coronavirus: Tensione in Alcantara

NARNI – Marzo sta arrivando e si avvicina l’ora della verità per i contratti a termine di Alcantara. L’avvento del coronavirus dà una mano, in senso figurato, all’azienda che ha così da un lato un inattaccabile pretesto per giustificare eventuali cali sul mercato e dall’altro un buon appiglio per salvarsi la coscienza, dando tutte le responsbilità a microscopici esseri viventi in caso di decisione di tagli ai rapporti di lavoro in scadenza.

Tagli che qualcuno dà già per certi. E’ il gruppo consigliare di Tutti per Narni che in un comunicato lancia l’allarme. “Secondo notizie che ci sono state riportate – afferma Tpn – a 37 di loro (su 50 complessivi, ndr) con molta probabilità non verrà riconfermato il contratto. Tutto questo sembra debba esser riconducibile al coronavirus”.

Ma virus a parte, sembra che alla base delle difficoltà di Alcantara ci sia anche un problema più strutturale. La trielina. “Da notizie in nostro possesso – dichiara infatti Tutti per Narni – sembra che ci siano problemi qualitativi, con la produzione del nuovo prodotto privo appunto della trielina.

Intanto circola sempre più insistentemente in ambienti istituzionali e non solo la voce che la multinazionale potrebbe sopperire a tutto ciò aprendo uno stabilimento in Turchia, dove non sono vigenti le strettissime misure di natura ambientale presenti Europa. Chiediamo al sindaco che si faccia carico a far luce su di una vicenda che se fosse confermata sarebbe davvero drammatica.

Intanto qualche chiarezza in più dovrebbe arrivare dall’incontro azienda-sindacati previsto per venerdì prossimo. Sindacati che intanto frenano sulle parole della politica non volendo, comprensibilmente, lasciare in mano loro le questioni sindacali. La Cgil e la Cisl polemizzano con Tpn e l’accusano di drammatizzare la vicenda e di gettare, in sostanza, benzina sul fuoco.

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