Narni, Coronavirus, meno gente in bar, ristoranti e luoghi pubblici, De Rebotti: “Abbiamo bisogno di tornare alla quotidianità”

NARNI – Il coronavirus sta colpendo duro anche in città Non dal punto di vista sanitario, per fortuna, ma da quello emotivo si, ed ha già fatto grossi danni. La paura del contagio si è ormai impossessata anche dei narnesi e il timore di contrarre il virus è diventata una specie di psicosi. Così calano vistosamente le presenze nei bar, al cinema, nei ristoranti o nelle pizzerie e addirittura nei servizi pubblici.

Poca la gente in Comune o alle Poste o in banca, si preferisce rimandare ciò che non è strettamente necessario. Il tam tam mediatico e lo scadenzario quotidiano delle istituzioni ha intaccato profondamente la serenità delle persone e anche a Narni se ne sentono i riflessi. A confermare questo stato di cose arrivano le parole del sindaco, Francesco De Rebotti che sul suo profilo social ammette di aver “percepito in questi giorni la preoccupazione dei cittadini narnesi, in tanti casi condizionata dal frastuono e dalla slavina comunicativa che ci ha travolto. Abbiamo un maledetto bisogno di tornare alla nostra quotidianità, di non trasformare una difficoltà in una spirale che blocca tutto”.

Il sindaco ha fatto riferimento al calo delle presenze nei luoghi pubblici ed ha poi ricordato che questa situazione si riflette anche sugli eventi “che però – ha aggiunto – sono tutti confermati. So che non ho il potere di condizionare i comportamenti di nessuno e lungi dal volerlo fare – scrive ancora – ma per darci una mano e nei limiti del possibile, ripartiamo. Ne hanno bisogno le tante nostre attività e chi ci lavora e i più giovani che hanno percepito le preoccupazioni degli adulti”.

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