Narni, covid-19: 17 persone dichiarate guarite, muore donna ultraottantenne

NARNI – Diciassette persone sono state giudicate guarite ufficialmente dal covid-19. Lo rende noto il sindaco, FRancesco De Rebotti, comunicando anche tre nuove positività e un decesso. Si tratta, purtroppo di una donna di 87 anni, ricoverata da diversi giorni al Santa Maria di Terni. “A tutti i suoi famigliari le mie più sentite condoglianze a nome di tutta la comunità narnese”, afferma De Rebotti. La situazione aggiornata è di 133 casi di positività di cui 3 di residenti fuori regione ma domiciliati a Narni.
Risultano ospedalizzati due cittadini in più, portando il numero a cinque. “Abbiamo cercato di accelerare, di concerto col distretto sanitario di Narni-Amelia, che ringrazio, le pratiche di cessazione da isolamento contumaciale dopo l’esito del tampone negativo dei soggetti, per questo siamo riusciti ad emettere le diciassette guarigioni con ordinanza che mi auguro proseguiranno anche nei prossimi giorni”, dichiara il sindaco che po avverte: “Il basso numero di positivi registrati non deve illudere su una frenata così sostanziosa del contagio rispetto ai numeri dei giorni scorsi. Ciò è infatti dovuto al basso numero di tamponi effettuati, rispetto al consueto, nella giornata di domenica.
Si dimostrano sempre di più alcuni basilari concetti: La diffusione alta e repentina è dovuta principalmente ed ancora ai rapporti famigliari e parentali, soprattutto questi ultimi vanno assolutamente limitati all’essenziale. Dal Covid si guarisce dopo una decina di giorni, un paio di settimane, ma c’è la possibilità che duri anche molto di più il percorso di guarigione.
Il Covid è una lotteria al contrario e chi lo pesca non sa quale percorso lo attende e per questo non va sottovalutato. Casi di assoluta asintomaticità o con pochi e normali sintomi influenzali, casi con sintomi più rilevanti e faticosi da superare che condizionano i tempi di guarigione, casi che necessitano di ospedalizzazione e sempre legati a problemi respiratori e di ossigenazione, a volte critici o fatali.
Per questo il covid è particolarmente insidioso per le persone anziane o se associato ad altre patologie. La difesa è personale ma anche per chi ci sta intorno, in particolare i nostri famigliari più anziani. Il covid condiziona i propri stili di vita, obbligando ad isolamenti che mettono in difficoltà oggettiva le persone e particolarmente importante risulta convincerci, in questa fase, che un sacrificio è necessario nelle attenzioni che poniamo in ogni fase della giornata e quando siamo chiamati ad adottare la forma preventiva fiduciaria dell’isolamento.
Diventa essenziale individuare dei covid-hotel per permettere alle persone positive che non possono vivere la degenza in casa non garantendo il necessario distanziamento dai famigliari, alimentando così un contagio che rischia di colpire più facilmente i soggetti più anziani.
Le mie non sono parole di virologo o esperto della materia ma semplicemente frutto di quello che osservo ed a modo mio studio tutti i giorni e spero che questi concetti, per me abbastanza chiari, siano in qualche modo di aiuto”. Attualmente ci sono 31 cluster familiari, quattro sono man mano cessat, a cui sono riconducibili 75 casi di positività. Fermo invece il cluster scuola a 15 casi e quello dell’ambito sanitario rimasto a 12 casi.

Pin It on Pinterest