Narni, covid: Il Consiglio comunale chiede vaccini per i disabili e Sguigna incalza: “Siamo di serie Z”

NARNI – “Attivare, nel più breve tempo possibile, la possibilità di prenotazione ed effettuazione dei vaccini per i soggetti fragili a causa di patologie e disabilità”. Lo chiede il Consiglio comunale di Narni che ha approvato stamattina all’unanimità un ordine del giorno sottolineando che “tale istanza è frutto di una richiesta legittima e quotidiana che proviene da tanti di questi soggetti e dai loro familiari a cui è necessario fornire sicurezza e certezza del loro percorso vaccinale, essendo i soggetti più esposti agli effetti negativi del contagio.

Per questo motivo oltre alla richiesta – si legge nel documento approvato – avanziamo alcune proposte puntuali per rendere il percorso di vaccinazione più efficace possibile”. L’ordine del giorno individua le seguenti priorità: “Utilizzo del punto vaccinale di Narni che è organizzato al meglio, è sicuro ed è particolarmente accessibile per questo tipo di utenza; Garantire il vaccino ai soggetti fragili ampliandolo ai loro familiari più stretti ed ai caregiver; Qualora ci fossero difficoltà di spostamento non gestibile dai familiari, garantire il trasporto tramite i mezzi dei servizi sociali comunali attrezzati per questo tipo di utenza; Gestire domiciliarmente la vaccinazione dei soggetti fragili che non possono spostarsi dal loro domicilio tramite equipe mediche sul modello Usca”.

Nuovo sfogo di Leonardo Sguigna – “Siamo di serie B, anzi Z, come categoria non produttiva”. Lo dice Leonardo Sguigna, il 50enne affette da disabilità totale che pochi giorni fa aveva gridato la sua rabbia per il mancato inserimento nelle liste di priorità dei disabili  e in particolare di quelli gravi.

Sguigna torna sull’argomento sostenendo che il suo allarme è ancora rimasto inascoltato. “Sembra che ancora ci sia il silenzio pressoché assoluto – dice – su molti casi, come il mio, che siamo chiusi in casa, bloccati definitivamente su “quattro rotelle” e non inseriti in una struttura con medici, infermieri e con altri operatori per attività ludico-ricreative e pure con il sostegno psicologico.

Le Rsa e le strutture cooperative a sevizio dei Comuni mi appaiono come le squadre di seria “A”, mentre i reclusi in casa con estreme difficoltà di assistenza non sono considerati neanche di serie “B”, forse rientriamo nella categoria di serie “z”, come zavorra non produttiva”.

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