Narni, GoSource apre le porte della fabbrica e chiede la cittadinanza narnese

NARNI – La Gosource si è presentata alla città in grande stile. Al capannone dello stabilimento martedì pomeriggio 18 settembre c’erano i massimi vertici della società di proprietà cinese e tutto l’establishment provinciale e regionale, dalle istituzioni alle associazioni di categoria, dai sindacati, ai lavoratori della ex Sgl Carbon, fino ai moltissimi invitati a vario titolo. Sul palco il presidente Yan Haiting, che di GoSource è presidente, il sindaco Francesco De Rebotti, la presidente della Regione Catiuscia Marini, il presidente di Confindustria Antonio Alunni, quello della Provincia di Terni, Giampiero Lattanzi e Giampiero Castano del ministero. Ma sul palco è poi salito anche Tom Burkett, Ceo e vice presidente esecutivo di GoSource e monsignor Salvatore Ferdinandi per la curia che non ha lesinato benedizioni allo stabilimento e ai presenti.

Luigi Nigrelli li ha introdotti tutti, iniziando naturalmente da Yan Haiting, il quale ha subito usato una frase a effetto che ha colpito anche il sindaco De Rebotti. “Vogliamo essere accettati come cittadini narnesi – ha detto in sostanza – stabilire con la città quel legame che sin dalla fine dell’Ottocento ha avuto questa fabbrica con la comunità. Il nostro obiettivo – ha poi aggiunto strappando applausi – è quello di garantire occupazione stabile e produzione di qualità in un ambiente di lavoro sicuro e ambientalmente rispettoso”.

I numeri di GoSource – A dare i numeri, almeno a grandi linee scendendo un po’ nel concreto, è stato Burkett che ha annunciato i programmi di massima. Molto ambiziosi. “Ora – ha detto – facciamo già 1000 tonnellate al mese, vogliamo arrivare subito a 20mila all’anno ma nel 2019 la nostra frontiera saranno le 30mila tonnellate all’anno, perché noi vogliamo fare elettrodi per tutto il mondo e vogliamo farlo in un bell’ambiente di lavoro dove si producono prodotti di qualità e dove si creano posti di lavoro ben retribuiti guardando alla sicurezza in fabbrica e all’ambiente”.

Istituzioni vigili – Le parole di Burkett sono state musica per le orecchie di sindacati e istituzioni che però non hanno solo applaudito ma hanno anche detto di tenere gli occhi aperti per quanto di loro competenza. La Marini, per esempio, guardando Yan Haiting, gli ha ricordato che “bisogna conoscere il piano industriale e quello per l’occupazione, perché noi, come istituzioni, su questa partita abbiamo spinto e ci siamo impegnati tantissimo convinti del valore dell’operazione e dell’affidabilità degli imprenditori. Il rilancio di questa fabbrica rappresenta il prosieguo di una storia prestigiosa che è quella industriale italiana e umbra”.

E così, su questa falsariga, pure il sindaco, de Rebotti. “Questa fabbrica, oggi con il suo rilancio – ha affermato – testimonia che il manifatturiero è una realtà che offre lavoro e valore aggiunto. L’ex Carbon, oggi GoSource – ha poi aggiunto quasi a monito – è la fabbrica per eccellenza di Narni e dei narnesi e la sua riapertura, oltre ad essere un successo dopo le poco edificanti passate esperienze che ancora provocano dolore, si inserisce in un contesto territoriale narnese fatto di importanti realtà produttive, penso per esempio ad Alcantara, Tarkett e Covestro. Io auspico la nascita di un nuovo modello di fabbrica con una grande attenzione alla comunità, all’ambiente, alla produzione di qualità e al lavoro e a tale proposito auspico che tutti gli ex lavoratori Carbon vengano reinseriti. Ed auspico anche – ha concluso il sindaco – che GoSource voglia prendere in considerazione l’idea di modificare la ciminiera storica dello stabilimento, se lo vorrà, anche le istituzioni faranno la loro parte”.

Il tema del manifatturiero e della grande industria italiana e umbra è stato anche ripreso da Alunni che ha ricordato che “questo risultato è stato frutto anche di un grande e coordinato impegno delle istituzioni. L’Italia è un importante paese manifatturiero e Terni e Narni lo dimostrano, non solo per l’Umbria”.

Stoccate ai tedeschi – Qualche sassolino dalle scarpe se lo sono tolto sia Castano che De Rebotti. Tutti e due hanno ricordato l’intransigenza teutonica nel voler mettere in liquidazione la fabbrica senza nemmeno discutere, ma De Rebotti è andato oltre ed ha sottolineato con un tono di voce eloquente che “ce lo hanno comunicato non direttamente i tedeschi ma i loro avvocati italiani”. E se ai tedeschi ha riservato il colpo di rivincita, agli italiani Castano ha lanciato stilettate. “Nessun imprenditore si è fatto avanti, se non fosse stato per il gruppo cinese che oggi è qui con noi, la fabbrica sarebbe morta”.

I tre must – Li ha sottolineati sintetizzando tutto, il presidente della Provincia, Lattanzi. “Sono molto felice di cogliere tre messaggi molto importanti dalle parole dei nuovi proprietari della fabbrica” ha dichiarato, riprendendo tre principi. “Occupazione seria e stabile – ha sottolineato – rispetto per l’ambiente e il sentirsi e considerarsi, da parte loro, cittadini italiani e narnesi”. Un’ora di interventi, poi un’altra di visite guidate e poco dopo le 18 un brindisi ben augurale per far partire al meglio la nuova fabbrica

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