Narni, il Psi contro l’ingresso di Acea nel Servizio Idrico

NARNI – “Si è persa una occasione storica per ripensare il tema dei servizi su Terni e provincia. La politica locale, con scarsa lungimiranza, ha consentito al Comune di Terni di cedere quasi integralmente (rimane con il 3%) le quote detenute da ASM in SII ad ACEA che ha, così, accresciuto la propria partecipazione dal 25% al 40%”. A dirlo sono Federico Novelli e Claudio Ricci, il primo consigliere comunale di Narni e provinciale, l’altro solo comunale del Psi che hanno diramato un comunicato nel quale si dicono in disaccordo con l’approvazione ieri delle modifiche statutarie del Servizio Idrico Integrato di Terni.

Ecco il, testo: “La politica ha, altresì, acconsentito, trincerandosi dietro giustificazioni di maggior efficienza, ad ampliare, con apposita modifica statutaria, i poteri dell’amministratore delegato della SII, di nomina ACEA. E’ ancora viva, evidentemente solo per noi e pochi altri, la battaglia di qualche mese fa contro l’estensione dell’autorizzazione dell’inceneritore di Maratta richiesta da ACEA, che pure aveva visto i Sindaci di Terni e Narni esprimere parere negativo. Quando i servizi di questo territorio sono affidati ad aziende di altri territori questi sono i rischi che si corrono. Non è stato fatto tesoro di quella vicenda e sono stati ripetuti gli stessi errori.

Cedere le quote di ASM, di fatto, ad ACEA, significa accrescere, ancora una volta, il suo peso nel nostro territorio. Accompagnare tale operazione alla modifica statutaria approvata significa, addirittura, ampliare i suoi poteri decisori nella SII. Noi siamo stati contrari. Abbiamo votato contro, unici, invocando una pausa di riflessione e facendo approvare al Consiglio Comunale di Narni, un ordine del giorno per aggregare gli altri comuni soci in un patto parasociale teso a limitare il potere di voto del privato.

Anziché lavorare per la cessione delle quote di Asm, si doveva e si deve tuttora, lavorare per potenziarla e rafforzarla, per consolidarla finanziariamente, efficientarla ed ampliare la gamma di prestazioni da offrire alla nostra comunità, aprendola alla partecipazione degli altri comuni della provincia. Allo stesso tempo si doveva e si deve lavorare per potenziare e rafforzare il ruolo del pubblico in SII, non cedere quote al privato. L’acqua è un bene pubblico. Potenziarlo significa legare ad una governance di territorio i servizi del territorio, affinché sia erogati in maniera efficiente e rispettosa delle esigenze del cittadino. Partendo, appunto, dall’acqua.

Le amministrazioni di centrodestra, Terni per prima, non hanno voluto lavorare a questo. Dispiace ancora più che il centro-sinistra si è presentato in ordine sparso a questo appuntamento. Voti in molti casi di tenore opposto (basti pensare al Pd ternano contro ed a quello narnese a favore), più dettati da logiche di bilancio che da una visione territoriale che sappia lavorare per una vera sinergia ed integrazione dei servizi e della loro governance, privilegiando esclusivamente logiche di campanile”.

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