Narni, industrie e salute preoccupano la politica, Morelli: “Serve un nuovo patto sociale per lo sviluppo”

NARNI – Gosource, e prima ancora Setras, hanno acceso i riflettori su una questione che è ormai diventata stringente e di grande attualità nel narnese. Quella, cioè, del rapporto tra fabbrica, cittadini e territorio, sullo sfondo dello scenario ambientale che è il vero tema sul quale si devono confrontare oggi la politica e l’economia. Nessun cittadino è più disposto ad accettare carichi ambientali e problemi legati alla salute per motivi di produzione industriale e i due casi dell’ex Elettro e della Setras lo stanno chiaramente a simboleggiare. Cosa fare allora per conciliare produzione, salute e territorio? L’assessore all’ambiente Alfonso Morelli si è posto il problema ed ha cercato di trovare una proposta per cambiare gli scenari in senso positivo. Ecco quello che pensa:

“Dobbiamo superare il paradosso per cui, a fronte di una normativa ambientale sempre più stringente, aumenta costantemente la conflittualità tra comunità locali e attività produttive. Queste conflittualità sono alimentate da una paura legittima per una situazione sanitaria frutto di quegli anni di forte industrializzazione. In sostanza parliamo del famoso boom economico avvenuto con poche regole e poca consapevolezza sulle conseguenze di uno sviluppo non attento all’ambiente.

Detto ciò, solo rispetto a trenta anni fa la situazione è totalmente diversa grazie ad una evoluzione non solo normativa, ma anche tecnologica. Inoltre oggi esiste una sensibilità e un’attenzione crescente della cittadinanza, soprattutto quella più giovane, ed il movimento Friday For Future lo dimostra, che finalmente sempre più pretende attenzione e miglioramento dell’ambiente che ci circonda. Quello che è mancato però da parte dell’industria è di lavorare sulla propria accettabilità sociale, ovvero, sulla capacità di farsi percepire ancora oggi come un’opportunità di crescita economica ed occupazionale di qualità.

Complementare e non confliggente alla crescita della qualità della vita. Il nostro paese ed in particolare il nostro territorio dell’industria non se ne può assolutamente privare abbiamo bisogno di una riconversione ecologica sempre più rapida del tessuto produttivo e per farla serve un modello cooperativo di governo capace di raccontare i movimenti del mondo produttivo così come le già tante esperienze straordinarie presenti sul territorio. Credo sia giunto il momento storico perché si riscriva un nuovo patto sociale per lo sviluppo.

Se ne parla da tempo ma serve una riflessione diffusa ed un impegno comune. Enti Pubblici, agenzie del controllo, associazioni sindacali e datoriali devono avviare un confronto per la stesura di impegni comuni dove informazioni, conoscenze, dati ambientali e sanitari, comunicazione puntuale sulle attività produttive siano condivise e messe in circolazione. Una rete di soggetti costantemente in comunicazione e aggiornata capace di dare risposte immediate alle diverse istanze provenienti dal territorio stesso.

Tra l’altro una tale iniziativa innovativa potrebbe essere attrattiva non solo per nuovi insediamenti ma diventerebbe un interessante laboratorio nazionale replicabile per le tante realtà che stanno vivendo le nostre stesse situazioni. Per tale motivo cercheremo già dai prossimi giorni di attivarci perché le parti sociali territoriali inizino a confrontarsi in tal senso”.

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