Narni, Morelli: “Conca area difficile, noi stiamo un po’ meglio che Terni”

TERNI – Terni si conferma una delle città più inquinate d’Italia, addirittura una delle peggiori in assoluto se si considera solo il centro Italia. A dirlo è il nuovo rapporto pubblicato da Legambiente dall’emblematico titolo “Mal’aria di città”, che riporta i dati sugli agenti inquinanti presenti nell’atmosfera delle principali città italiane relativamente all’anno appena concluso. Terni ha superato i limiti giornalieri consentiti 49 volte considerando le polveri sottili (pm10) e 37 in relazione all’ozono, per un totale di 86 giorni nel 2018 in cui Terni, di fatto, è stata una città inquinata. L’iunquinamento sta anche generando polemiche a livello politico. E’ di oggi, 24 gennaio, l’attacco della commissione controllo e garanzia del Comune di Terni alla Regione, colpevole, secondo i commissari, di aver impedito all’Usl di diffondere i dati sulla salute dei ternani. Dati, sempre secondo la commissione, di cui il Comune di Terni, all’epoca di Di Girolamo, era al corrente.

I numeri, nonostante rivelino una realtà già nota, non possono lasciare indifferente l’amministrazione comunale ternana, né quella narnese. Se è vero, infatti, che il dossier di Legambiente si limita ad analizzare la qualità dell’aria delle città di riferimento, è altrettanto vero che le criticità ambientali si estendono all’intera conca. Su questo, tuttavia, l’assessore all’ambiente del comune di Narni, Alfonso Morelli, ha voluto fare chiarezza. “Riguardo Terni – ha precisato l’assessore a Cronache24 – si segnala effettivamente un peggioramento, ma sull’area narnese il trend è diverso. Negli anni 2015, 2016 e 2017 il limite è stato superato, ma lo scorso anno l’inquinamento a Narni è rimasto sotto la soglia massima consentita. A prescindere da questo, resta il fatto che quella ternana è un’area critica sulle polveri e pertanto non deve mai scendere l’attenzione”, ha sottolineato Morelli.

L’inquinamento causato dalle pm10, secondo quanto puntualizzato dall’assessore, deriva principalmente dagli impianti di riscaldamento e dai vecoli. Sono questi, non a caso, anche gli ambiti su cui si sofferma maggiormente il protocollo in materia firmato di recente tra Mise e Regione Umbria. Quest’accordo stanzia alcuni milioni a favore della conca ternana per introdurre misure soprattutto in settori come il traffico veicolare, privato e pubblico, e il sistema dei riscaldamenti. L’obiettivo dichiarato, dunque, è quello di modificare, ovviamente in maniera progressiva, le abitudini e gli stili di vita delle persone, incentivandole alla mobilità sostenibile e all’uso di mezzi non inquinanti.

In questa direzione si muove anche MoveCoin, l’applicazione che remunera, in valuta digitale, gli utenti che usano mezzi ecologici per spostarsi. Il progetto è stato presentato alla cittadinanza narnese direttamente dagli ideatori della start up, Marco Sala e Massimo Scaglione, in un incontro pubblico svoltosi mercoledì 23 gennaio nella sala Digipass di Palazzo dei Priori. Il comune di Narni, infatti, ha aderito a questa start up lo scorso maggio, permettendo di usare i gettoni ottenuti grazie all’applicazione per comprare i biglietti dell’autobus.

Alla cittadinanza non era stato ancora mostrato il funzionamento dell’applicazione, con i suoi vantaggi, le potenzialità, ma anche i limiti ancora da correggere. Questa era l’occasione e la risposta del pubblico è stata positiva. Considerando la giornata e l’orario lavorativo in cui si è svolta l’iniziativa, la partecipazione è stata incoraggiante. Al di là dei numeri dei presenti, va sottolineato che i cittadini hanno partecipato con estremo interesse, facendo domande, sollevando curiosità, proponendo un dibattito che, seppur nel suo piccolo, ha il merito di porre l’attenzione su un tema sicuramente rilevante, quello della sensibilizzazione ambientale.

Il funzionamento dell’applicazione è presto illustrato. Si scarica gratuitamente sul proprio smartphone, ci si registra, ci si sposta in bici o camminando e si iniziano ad accumulare MoveCoin. “Il nostro obiettivo primario – ha dichiarato Sala – è favorire gli spostamenti tramite mezzi ecologici per ridurre le emissioni inquinanti. Per farlo, bisogna in qualche modo stimolare le persone: per questo, è prevista una remunerazione in gettoni digitali”. Dove possono essere spesi questi gettoni accumulati? Ѐ questo, al momento, uno dei limiti maggiori riguardo l’efficacia dell’applicazione sul nostro territorio. Fatta eccezione per i biglietti dei bus, non esistono convenzioni con realtà commerciali locali che permettano di fare acquisti sfruttando direttamente questa moneta “green”. Questo, alla lunga, rischia di disincentivare l’utilizzo di MoveCoin, poiché gli utenti non ne hanno un riscontro concreto nella vita e nelle spese di tutti i giorni.

Per questo, l’incontro rivolto alla cittadinanza è stato preceduto da un’altra iniziativa simile, che si rivolgeva però alle attività commerciali. Nelle intenzioni degli ideatori, MoveCoin è finalizzata a creare una rete con le attività locali, in modo che gli utenti possano fare acquisti usando le monete generate camminando o andando in bici. Si tratta, evidentemente, di convenzioni che dovranno essere stipulate privatamente tra i gestori del sistema e gli esercizi commerciali, ma “il comune ha il compito di stimolare la formazione di questa rete sinergica, che coinvolga cittadini ed esercizi commerciali, attraverso un’opera diffusa di sensibilizzazione e promozione”, ha spiegato l’assessore.

Difficile dire quale sia l’impatto effettivo di MoveCoin sulla riduzione di CO2 nell’aria. Questo dipende dall’uso che se ne fa, dagli utenti che la usano e con quale frequenza e tutto ciò richiede tempo. Si tratta, come ha precisato Morelli, di uno strumento utile, che deve essere però inquadrato in una strategia più ampia, complessiva e coordinata, finalizzata a promuovere la mobilità sostenibile. In tal senso, è fondamentale il coinvolgimento di altre realtà territoriali, a partire proprio da Terni. “Altri comuni della zona ci hanno contattato per avere informazioni perché sono interessati a proporre l’iniziativa nei loro territori. Anche Terni si sta muovendo in questa direzione. Questo è certamente un segnale positivo”, ha concluso l’assessore.

Lorenzo Di Anselmo

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