Narni, puzze da Gosource, insorgono le opposizioni: “Via i fumi e più controlli”

NARNI – Ci vogliono controlli ma è anche necessario che Gosource attivi sistemi moderni e tecnologici per l’abbattimento dei fumi e l’eliminazione dei cattivi odori. Le opposizioni non ci stanno ad accettare senza discussione i dati Arpa ed anzi sulle pizze rilanciano. Fratelli d’Italia, Cinquestelle e Tpn attaccano sull’ambiente e chiedono a Comune e azienda provvedimenti certi e tempestivi. Tre le differenti prese di posizione dalle minoranze in Consiglio comunale sintetizzate in altrettanti comunicati stampa.

Fratelli d’Italia – “Non è questo l’approccio che ci piace – dice la capogruppo Eleonora Pace – qui non si tratta di dare risposte frammentarie a fenomeni isolati ma di avere chiara la situazione complessiva della qualità dell’aria nel nostro comune e questa invece mi sembra solo una risposta parziale a situazioni che emergono di volta in volta piuttosto che frutto del controllo degli enti preposti. Narni deve recuperare una vivibilità sotto il profilo ambientale che può camminare insieme al consolidamento di profili industriali di aziende che hanno fatto la storia di questo territorio, solo se si inverte il modo in cui finora si è chiuso non solo un occhio ma entrambi pur di non creare allarmismi. Le tante aziende grandi che insistono o che hanno insistito a sistema a Narni –prosegue- hanno contribuito in modo complesso al degrado ambientale dell’intero territorio. Oggi Narni sotto il profilo dell’emergenza ambientale e di tutela della salute dei residenti ha problemi che bisogna far emergere senza infingimenti attraverso una valutazione strategica delle varie fonti e specie di inquinanti. Su mia proposta perciò il Consiglio Comunale di Narni si era impegnato oramai un anno fa a convocare una serie di eventi che, con l’ausilio di enti di ricerca affrontassero le diverse criticità al fine di riportarle ad un quadro di insieme. Purtroppo – conclude Pace- dobbiamo prendere atto che i tempi lenti o la cattiva volontà di questa maggioranza non hanno ancora prodotto neppure una idea di programma”.

M5S – Luca Tramini sostiene invece che “i fatti dimostrano che non era un’allucinazione collettiva e che non tutto andava così bene come qualche assessore affermava mesi fa. Finalmente è stato appurato, ufficialmente ed in maniera incontrovertibile, che qualcosa non va e che questo qualcosa è riconducibile allo stabilimento Go SOURCE. A seguito di questa relazione e delle relative analisi non siamo qui, come non lo siamo mai stati, per fare allarmismo o creare falsi “casi” dove non ce ne sono oppure sterile polemica, come sempre piu’ spesso stanno cercando disegnarci, ma per essere propositivi e costruttivi. Ovviamente per prima cosa chiediamo alla proprietà cinese di mettere immediatamente in campo tutti i mezzi e le tecnologie per far cessare tale fastidio recato alla popolazione, esistendo le tecnologie per farlo senza neppure bisogno di chissà quali interventi. Come secondo punto vogliamo dar vita ed aprire fin da subito un dibattito serio e costruttivo, in sede di consiglio, per poter sviluppare sul nostro territorio un’industria altamente tecnologica che rispetti l’ambiente, un’industria che sia la piu’ pulita possibile al pari di esempi europei, prime tra tutte L’acciaieria austriaca di Linz, esempio formidabile di “Green economy”.

Tutti per Narni – A parlare sono il capogruppo Gianni Daniele e il responsabile della comunicazione Mauro Bonucci: “Ci chiediamo cosa s’intende fare? La dirigenza della multinazionale cosa intende fare? Il sindaco il quale etichettava come “comparsate in tv” di esponenti di Tpn, le nostre preoccupazioni per quanto denunciato da cittadini indignati, speriamo che adesso risponda in modo più consono al suo ruolo di massimo garante della salute pubblica. Il primo cittadino dichiarava che era tranquillo perché la legge Aia era molto restrittiva e quindi secondo lui doveva esser a garanzia di tutto. Ebbene non è cosi: le nostre preoccupazioni su di una fabbrica che ha riaperto con investimenti che per quanto ci risulta, riguardano solo la rimessa in funzione d’impianti ormai datati di decenni, sono almeno fondate e sempre più attuali.

Non siamo a conoscenza di quanto invece verrà ed è stato destinato, in ambiente e sicurezza. Adesso si faccia chiarezza su ciò che è emerso, dai dati dell’Arpa, si apra un tavolo istituzionale con la presenza della multinazionale, nel quale una volta per tutte si chiede di esser messi a conoscenza del piano industriale. Cosa si intende fare e quali tecnologie l’azienda vuole mettere in campo per far fronte a tutto ciò? La nostra preoccupazione è che i dati sono critici con una produzione che è ancora al minimo, cosa succederà se e quando la stessa, come dichiarato nella recente festa di settembre dalla multinazionale, toccherà il massimo degli standard consentito dagli impianti?

Ricordiamo oltretutto che, nei primi anni 2000 quando l’ex Sgl Carbon produsse 36,000 ton di elettrodi di grafite, lo fece con una forza di personale almeno 4 volte superiore, come già ripetutamente detto, da quanto c’è dato sapere, la tecnologia riguardo, la produzione, ma soprattutto per ciò che concerne l’abbattimento delle emissioni nocive, sembra essere rimasta del tutto immutata, questo non può che sollevare perplessità, ma soprattutto preoccupazioni.

Chiediamo alla multinazionale, possibile che dal 1982 data in cui è stata realizzata la ormai famosa ciminiera, simbolo poco edificante per Narni, non siano state messe a punto delle tecnologie diverse per l’abbattimento dei fumi? E’ possibile che il progresso abbia fatto passi da gigante in ogni settore in questi decenni, che si sta marciando spediti verso l’intelligenza artificiale, ma solo quella che riguarda il miglioramento dell’ambiente e sicurezza nel settore della produzione degli elettrodi di grafite sia ferma al primi anni 80?”

 

Pin It on Pinterest