Narni, puzze e super traffico: Natale caos per lo scalo

NARNI – Non è un periodo fortunato per Narni scalo, stretto nella morsa di puzze nauseabonde e traffico asfissiati, apici di un’escalation che non sembra arrestarsi. Ieri su questi fronti sono stati purtroppo scritti altri due tristi capitoli. La gente ha lanciato un nuovo allarme in mattinata sui cattivi odori che sembravano, almeno dalle testimonianze di alcuni residenti, aumentati rispetto ai giorni scorsi.

Secondo quanto riferito infatti, alcuni abitanti della zona lungo Via Tuderte dopo l’area artigianale, quella più interessata al fenomeno, avrebbero chiamato anche i vigili del fuoco perché si sarebbero sentite poco bene, anche se non si capisce il motivo per cui, in questo caso, non abbiamo avvisato le autorità sanitarie. Sia come sia, al netto di questi eventuali problemi di salute, la questione è sollevata da giorni un po’ da tutti. Il Movimento Cinquestelle ieri ha diffuso una dichiarazione nella quale torna a chiedere provvedimenti urgenti.

Ma se sul fronte puzze si sta male, su quello del traffico non si sta certamente meglio. Nemmeno iniziate ufficialmente, già le festività natalizie fanno sentire i loro effetti. Che per lo scalo sono devastanti. Anche ieri pomeriggio file chilometriche hanno paralizzato Via Tuderte con code che si formavano all’altezza della caserma dei carabinieri da un lato e molto prima della rotonda della zona artigianale dall’altro.

Uno scenario che non è casuale e che è destinato a durare a lungo, sperando che non succeda nulla sul raccordo autostradale, altrimenti la situazione sarebbe davvero ingestibile. Su tutto questo all’arrabbiatura dei residenti fa eco anche una serie di domande che sorgono spontanee ed inevitabili. Qual è oggi il livello di qualità della vita dello scalo? Quai sono i dati reali sugli effetti concreti sulla salute provocati sia dai cattivi odori che dai gas di scarico delle migliaia di mezzi a motore che transitano ogni giorno? Domande legittime che si fa chi vive allo scalo e alle quali però nessuno ha ancora dato una risposta vera, concreta e suffragata da dati empirici.

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