Narni Tpn incalza sul turismo: “Puntare su Gole del Nera e settore natura”

NARNI – Puntare senza indugio sul turismo naturalistico. E’ la tesi di Tutti per Narni che critica il Comune per la attuale gestione delle Gole del Nera e dell’area circostante. “Sono anni – dice Tpn – che per quanto ci riguarda denunciamo tutto questo. E’ davvero una follia non investire in idee e risorse da destinare a un nuovo modello di sviluppo.

Narni – prosegue Tutti per Narni – ha la grande fortuna di poter offrire grazie alla sua posizione geografica, il suo territorio e la sua storia, tutto quello che questo nuovo tipo di turismo richiede.

S’inserisce perfettamente nel contesto dei percorsi francescani, i secondi più frequentati dopo la via francigena, per non parlare delle Gole del Nera, dalle potenzialità straordinarie, le quali possono offrire degli squarci naturalistici incantevoli e ricchi di storia. Il borgo di Stifone con il porto romano sul fiume Nera del tutto abbandonato a se stesso, del quale non si pubblicizza in nessun modo la sua esistenza.

La cosa davvero bizzarra che se ne parli e si trovi traccia in molti siti inglesi, che definiscono, i resti del cantiere navale fluviale di Stifone di straordinaria importanza, ma del tutto sconosciuto all’amministrazione narnese.

Turisti che con l’inaugurazione delle Gole del Nera, e l’immediato abbandono del progetto, a causa della mancanza di risorse e progettazione, arrivano a Narni, e a fatica riescono a raggiungerle, per poi esser abbandonati a se stessi, visto la mancanza di qualsiasi tipo di accoglienza”.

Tpn fa riferimento a un sondaggio pubblicato a livello nazionale che corrobora il valore del turismo naturalistico e ambientale. “Si sta consolidando sempre più in questi ultimi anni il turismo che ha come protagonisti gli amanti del trekking e della mountain-bike. In Italia è un vero e proprio boom, con un sorpasso del tutto inatteso dei percorsi nostrani, come per esempio la via francigena, su quello famoso in tutto il mondo di Santiago de Compostela.

Possibilità di uno sviluppo economico, derivante da un turismo diverso di quello abituale, incentrato sul cosiddetto “mordi e fuggi”, il quale non richiede investimenti considerevoli, ma solo una tutela del territorio, e soprattutto delle politiche che favoriscano tutto ciò”.

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