Terni, Ricorso al Tar contro l’inceneritore: a gennaio la prima udienza

TERNI – Una prima vittoria, seppur piccola, per il “Comitato No Inceneritori” di Terni. Il Tar dell’Umbria, infatti, ha fissato per gennaio 2019 la prima udienza del ricorso presentato oltre un anno fa dal comitato cittadino contro l’autorizzazione integrata ambientale all’inceneritore Terni Biomassa. Il ricorso era stato depositato a giugno 2017. Il Comitato No Inceneritori si era opposto fin da subito al rilascio dell’autorizzazione da parte della Regione Umbria. Ne seguirono proteste, iniziative e l’avvio di una battaglia che, il prossimo gennaio, entrerà nella sua fase decisiva.

La notizia arrivata ieri, però, non è una vittoria solo per il comitato, ma per tutta la cittadinanza e molte associazioni locali. Il ricorso al Tar, infatti, è stato possibile grazie ai fondi raccolti durante la manifestazione di protesta contro l’inceneritore organizzata nel marzo 2017 e nei mesi successivi. In quell’occasione, migliaia di persone scesero in piazza mostrando la volontà di supportare l’iniziativa. E così è stato. “Durante quel corteo – ha spiegato a Cronache24 Fabio Neri del Comitato No Inceneritori – abbiamo lanciato la sottoscrizione per la raccolta fondi e la risposta fu subito positiva. La cifra raccolta era significativa e nei mesi successivi siamo riusciti a raccogliere una cifra sufficiente per presentare ricorso”.

Quei soldi basteranno per finanziare le spese che il comitato deve sostenere? Dipende, potrebbero non essere abbastanza se il ricorso al Tar venisse respinto perché, ha dichiarato ancora Neri, “potremmo essere chiamati a risarcire le controparti”. Ma a questa eventualità, Neri e il resto del comitato, preferiscono non pensare. Senza sbilanciarsi, Neri nutre ovviamente speranze: “Né noi né i nostri avvocati vogliamo fare previsioni. Conoscendo i tempi del Tar, pensiamo che un anno e mezzo per fissare la prima udienza non sia poco, ma è anche vero che il tribunale è chiamato a esprimersi su una vicenda complessa”. “Ciò che è certo, però, è che a prescindere dall’esito del ricorso, il problema a monte resta. Mi riferisco all’assenza di programmazione ambientale sulla conca ternana da parte degli enti locali e delle agenzie predisposte, Arpa e Asl”, ha concluso Neri.

Lorenzo Di Anselmo

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