Terni, nuovo acquedotto Terria-Pentima: La procura archivia, appalti regolari

TERNI – La procura di Terni ha archiviato l’inchiesta sugli appalti relativi al nuovo acquedotto Terria-Pentima che vedeva coinvolti i vertici del servizio idrico indagati con l’ipotesi di reato di turbata libertà degli incanti. Sempre la procura ha riconosciuto quindi leggiamo e corretto l’operato dei massimi responsabili del Sii: Graziano Bernardi, Stefano Puliti, Roberto Piermatti, Stefano Tirinzi, Giorgio Sensini, Gabriella Tassi, Leonardo Mariani, Andrea Pasquali e Paolo Rueca. Il sostituto procuratore Raffaele Pesiri, il 22 maggio scorso aveva chiesto l’archiviazione di tutte e nove le posizioni. Quattro giorni dopo il gip Simona Tordelli  aveva accolto l’istanza, concordando con le conclusioni del pm articolate su sette pagine, disponendo l’archiviazione del fascicolo e la conseguente restituzione di tutti gli atti acquisiti. Fra i legali difensori ci sono gli avvocati Emidio Gubbiotti, Folco Trabalza, Emilio Festa e Manlio Morcella.

Le motivazioni dell’archiviazione – «[…] nella vicenda in esame è pacifico che nessuna gara è mai stata bandita, né è stato avviato alcun procedimento diretto a porre in competizione più soggetti per l’aggiudicazione dell’appalto. La fattispecie di cui all’articolo 353 c.p. (turbata libertà degli incanti, ndR) non è, quindi, configurabile […]. Muovendo da tale quadro di principi, «Deve rilevarsi come l’affidamento dei lavori di realizzazione dell’acquedotto Terria-Pentima, da parte della SII S.c.p.a., al socio Umbriadue Servizi Idrici s.c.a.r.l., a mezzo della società Severn Trent Italia S.p.a., sembra esente da censure sul piano amministrativo (considerato il dibattuto tema del modello di organizzazione e gestione dei servizi pubblici locali – terreno di controversie normative -, in un settore specifico e oggetto di una legislazione speciale qual è quello del Servizio Idrico Integrato) in quanto l’adozione della relativa delibera risulta il frutto di una decisione obbligata ed assistita dal fine pubblico».

L’indagine era partita da due esposti, uno del coordinamento dei comitati contrari all’acquedotto e uno di diversi esponenti del M5S, i consiglieri comunali De Luca, Braghiroli, Pasculli, Trenta e i consiglieri regionali Liberati e Carbonari. Negli esposti si contestava l’affidamento dei lavori di realizzazione dell’acquedotto Terria-Pentima, per un importo complessivo di oltre 17 milioni di euro da parte del Sii, sostenendo che fosse avvenuto senza alcuna gara di rilevanza comunitaria ed a favore di un soggetto, la Umbria Due Servizi Idrici che in sede di selezione era stato specificamente scelto per la gestione del servizio idrico, ma non per la realizzazione di opere.

 

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