Amelia, il Teatro Sociale all’asta: Appello a Regione e Fondazione Carit per salvarlo

AMELIA – Le luci della ribalta rischiano di spegnersi definitivamente per il Teatro Sociale di Amelia, luogo storico per la prosa non solo a livello cittadino ma dell’intera Umbria. In epoca in cui la cultura sembra relegata ai piani meno nobili, ecco che la conferma del suo decadimento arriva dalla vicenda che sta vivendo la splendida struttura amerina.ù

I soldi per mandare avanti il teatro non ci sono ma soprattutto c’è un contenzioso fra la Società Teatrale, proprietaria del teatro e una banca per il mancato rispetto dei pagamenti di un mutuo del 2014. Il teatro andrà all’asta e potrebbe essere acquistato con poco da privati. In una drammatica riunione cittadina, pochi giorni fa, il Comune e la società che lo gestisce, hanno messo il patto vuoto davanti agli occhi dei cittadini.

Risorse per pagare non ci sono e se non arriverà qualche risorsa il destino è segnato. Sarebbe, la sua chiusura, una perdita enorme per la cultura ternana e umbra, senza falsa retorica, senza bisogno di ingigantire la faccenda o gonfiare i toni. Il Teatro Sociale è infatti storia, basti pensare che la Fenice di Venezia, sorta solo una decina di anni dopo, fu costruita sulla base del teatro amerino.

Non è poca cosa. “No, non lo è”, dice Carlo Paolocci, presidente dell’ente Palio dei Colombi che ha preso a cuore la vicenda e che insieme alla pro loco sta cercando disperatamente di salvare il teatro. “Facciamo appello a Regione Umbria e Fondazione Carit – dice Paolocci – loro possono aiutarci a salvare il teatro e a ridare speranza e fiducia ad un pezzo di storia e cultura amerina e umbra”.

Comune, pro loco e ente Palio dei Colombi hanno acceso un conto corrente dove chi vuole può versare un’offerta pere salvare il teatro. “Se andrà in mano a privati – paventa Paolocci – potrebbe non essere più accessibile ai cittadini”.

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