Amelia, Musica e attività nella natura all’ArtFall Festival

AMELIA – La scritta “Artfall” campeggia all’ingresso del festival; da lì, un breve sentiero nel bosco conduce all’area concerti. La musica si avvicina, mentre i riflettori proiettano in alto i loro fasci di luce. In fondo, l’ArtFall Festival punta su pochi, essenziali elementi: la musica e la natura. Ѐ calato ieri sera il sipario sull’Artfall Festival 2018, la rassegna di musica svoltasi dal 23 al 26 agosto a Porchiano di Amelia, organizzata dall’omonima associazione formata da giovani ragazzi amerini. Il maltempo di ieri ha costretto gli organizzatori ad annullare gli eventi e le attività in programma per la giornata conclusiva. Ma un’ultima serata ridimensionata non incide sul bilancio di un evento ormai capace, dopo cinque edizioni, di affermarsi come punto di riferimento per tutta la provincia e non solo.

Quella di quest’anno era un’edizione che partiva con alcuni punti interrogativi. In primo luogo la location: non più il Parco Fluviale del Rio Grande, ma un’area verde nella frazione amerina di Porchiano. Scelta perché più pratica a livello logistico, nonché più facilmente conforme alle nuove stringenti norme di sicurezza, il luogo si è dimostrato all’altezza dell’evento, con spazi grandi e un fitto bosco a circondare l’area concerti.

Oltre a questo, la manifestazione si è presentata quest’anno con una veste rinnovata, pur restando fedele al suo spirito originario, fatto di musica, condivisione e divertimento a stretto contatto con la natura. Un grande palco, maestoso, con miriadi di luci e amplificatori è il miglior biglietto da visita per un evento che, prima di tutto, si presenta come festival musicale. Proprio quel palco, infatti, è stato il centro gravitazionale della rassegna, vedendo alternarsi ogni sera numerosi artisti: cantanti emergenti e nomi di spicco della scena indipendente e underground italiana hanno dato vita a un programma variegato e intenso, in grado di avvicinarsi a un pubblico ampio e diversificato.

Le melodie avvolgenti, i ritornelli da cantare all’infinito, suoni ricercati: così si è aperto il festival, giovedì 23, sulle note dei “La Notte” e di Andrea Laszlo De Simone, nomi importanti del panorama indie e cantautorale italiano. Quando i piedi erano sufficientemente caldi per ballare, ci hanno pensato poi i “The Cyborgs” a far scatenare i presenti con il loro travolgente blues-rock, chiudendo con energia la serata inaugurale che, alla fine, si è rivelata la più debole in termini di presenze di pubblico. Abbandonate le chitarre distorte, il genere musicale proposto dagli organizzatori venerdì 24 è stato il reggae.

Protagonisti indiscussi della serata sono stati i “Mellow Mood”, band tra le più importanti, a livello nazionale e non solo, della scena reggae: con il loro sound inconfondibile, hanno fatto ballare ed emozionare i presenti, rafforzando quel legame con Amelia che era già sembrato forte due anni fa, quando proprio l’ArtFall li aveva ospitati per una serata rimasta celebre. Sabato 25, nell’ultima giornata dedicata ai concerti, il festival ha ancora cambiato forma: via gli strumenti musicali, il palco è stato invaso dalle consolle e dai ritmi elettronici del rap e dell’hip-hop, un genere ultimamente molto diffuso tra le giovani e generazioni. “Claver Gold” e “Rancore” sono stati gli artisti di punta di una serata che si è aperta con i freestyle e le rime proposte da alcuni autori emergenti, che avevano il difficile compito di scaldare la folla in attesa dei loro beniamini.

I concerti costituiscono senz’altro i principali appuntamenti del festival, ma non gli unici. Per alcuni assistere a un concerto vuol dire andare sotto il palco, attaccarsi alle transenne, lasciarsi trasportare totalmente in quel mondo di suoni e luci; per altri, invece, è più piacevole sedersi a lato, godersi la natura, ascoltare la musica con meno attenzione. Proprio per cercare di rispondere alle esigenze di tutti, gli organizzatori hanno allestito mostre, esposizioni e mercatini di artigianato: stampe, fotografie, oggetti di vario tipo hanno così reso l’atmosfera ancora più familiare.

La pioggia di ieri ha invece costretto ad annullare lo spettacolo teatrale previsto per la serata, un appuntamento che avrebbe dovuto chiudere in maniera originale il festival, dando spazio a una forma artistica diversa rispetto a quella musicale.

Tra le novità di quest’anno c’era la rete associativa stretta tra gli organizzatori e altre collettività locali, con l’intento di offrire maggiori opportunità nell’ambito del sociale, della salute fisica, della tutela ambientale e della scoperta di bellezze naturalistiche del territorio. Vanno in questa direzione, ad esempio, i percorsi proposti dall’associazione “Trekking Monti Amerini” o il supporto fornito da “Legambiente Amelia” e “Arcobaleno” che, oltre a organizzare passeggiate ecologiche nel bosco, hanno permesso al festival di essere totalmente ecosostenibile.

 

Lorenzo Di Anselmo

Foto di Caterina Angeluzzi

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