Amelia, va in scena oggi e domani il primo Amelia Pride: Le Mura illuminate con l’arcobaleno

AMELIA – Va in scena per la prima volta stasera e domani l’Amelia Pride, una due giorni, dicono gli organizzatori, dedicata alla “promozione della parità, il sostegno alle Famiglie Arcobaleno per il riconoscimento di pari diritti, la convinzione che ogni essere umano abbia diritto alla stessa felicità, la garanzia che ogni essere umano debba godere degli stessi diritti umani e civili.

Rispetto, non violenza, solidarietà e inclusione sono il cuore pulsante di questo progetto”. A promuoverla le associazioni del territorio, il Circolo Legambiente Amerino, il Forum Donne Amelia, Lattemiele, Oltre il Visibile, associazione Arcobaleno-Pianeta verde insieme a un gruppo spontaneo di cittadini.

Per l’occasione le Mura ciclopiche saranno illuminate con i colori dell’arcobaleno in occasione del mese mondiale dell’Orgoglio LGBT+. 
“Intorno a questa illuminazione – spiegano dall’organizzazione – è stato costruito un programma eterogeneo di eventi per adulti e bambini nelle giornate del 7 e 8 Giugno, per coinvolgere e sensibilizzare la città nel suo complesso valorizzando le conoscenze e il sapere locali e le bellezze del territorio di Amelia. 

La bandiera arcobaleno – proseguono – è da sempre simbolo di pace, la sua rappresentazione proiettata sul simbolo della città di  Amelia è atta a trasmettere e promuovere un messaggio di apertura e sostegno al movimento LGBT+, di antifascismo,  contro ogni forma di razzismo, sessimo, omotransfobia e discriminazione su base etnica – religiosa- per disabilità – per età. 

Patrocinio dell’ufficio di Consgliere di Parità della Provincia di Terni – L’evento ha il patrocinio delle Consigliere di Parità della Provincia di Terni e il sostegno delle associazioni culturali Amelia Ciclopica, Civiltà Laica, Regoladarte, asd Athletic Lab Amelia e il sostegno delle associazioni LGBT+  Omphalos, Famiglie Arcobaleno, Agedo Terni, Esedomani, Casa delle Donne Terni, Bossy. Il progetto ha raccolto anche il sostegno di attività commerciali, dal colosso finanziario PayPal che ha tra i suoi valori fondanti la promozione della diversità.

“Il compito delle Consigliere – dicono Maria Teresa Di Lernia e Ivana Bouché – concerne non solamente le discriminazioni sul lavoro ma le condizioni culturali responsabili delle discriminazioni quali stereotipi e pregiudizi  che riguardano il genere, l’ orientamento sessuale,  le molestie sessuali,  tutto ciò che crea disparità e non rispetto delle differenze,  per questa funzione aderiamo convintamente a tale importante evento.Degna di nota – aggiungono Di Lernia e Bouché – è l’organizzazione della manifestazione che ha visto partecipi una fitta rete di associazioni del territorio”.

Contrario il Popolo della Famiglia – Questo il comunicato diffuso dal Popolo della Famiglia: “Leggendo il calendario in programmazione, è chiaro che il senso di questa manifestazione non è difendere i diritti di tutti, ma una vera e propria maratona per la formazione alla “cultura” LGBT, con il bene placito dell’amministrazione che ha addirittura concesso che le mura della città vengano illuminate con i colori dell’arcobaleno», ha dichiarato il neo-costituito Circolo del Popolo di Amelia, commentando l’evento in programma per il 7 e 8 giugno prossimi, che vedrà alternarsi differenti attività rivolte ai bambini, alle famiglie e a tutta la cittadinanza.

«Siamo consapevoli che con tali iniziative si promuovono e si vogliono considerare lecite e tollerabili pratiche aberranti come l’utero in affitto, calpestando diritti umani elementari, compreso il diritto di ogni bambino di avere un padre ed una madre. Dissentiamo di fronte a eccessi colorati di orgoglio, alla voglia di dare scandalo, ad una forma di prepotenza (felpata), di chi rispetta le minoranze e combatte le discriminazioni, ma solo se sono colorate arcobaleno», ha continuato il PdF di Amelia allarmato di come l’evento presenti aspetti ideologici altrettanto espliciti anche senza l’incoronazione di Miss Drag Queen.

«L’organizzazione dell’Amelia pride sembra presentare un profilo basso e in stile “love is love”, un evento pacifico (probabilmente lo sarà, o almeno così speriamo). Sono previste letture per i bambini, proiezioni di film e momenti di convivialità, ma è proprio così che le ideologie gender si diffondono e attecchiscono, facendo poi credere che se difendi la famiglia naturale sei tu a doverti sentire a disagio e a dover essere ostacolato in tutti i modi. Dietro questa lotta alle discriminazioni esistono finalità politiche precise e deliberate degli organizzatori e delle associazioni coinvolte, volte a scardinare il valore positivo della famiglia naturale», ha concluso il Circolo PdF, sollecitando da parte dell’amministrazione comunale un cenno di attenzione e di allarme su un evento tutt’altro che innocuo per la comunità amerina.

 

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