Guardea, Racconti e riflessioni nella “notte del lavoro narrato”

GUARDEA  –  “Com’è andata oggi al lavoro?”. La sera, a cena, di ritorno da una giornata passata a lavoro, marito e moglie solitamente si chiedono questo. Ma a scambiarsi la domanda potrebbero anche essere una madre e un figlio, una figlia e un padre o due amici che si incontrano per una birra a fine giornata. Può sembrare una domanda banale, abituale, a cui non dare troppo peso. Eppure, racchiude un senso di umanità che occorrerebbe non dimenticare. Il valore autentico e profondo del lavoro è stato al centro dell’iniziativa organizzata lo scorso 30 aprile dalla Biblioteca comunale di Guardea: “La notte del lavoro narrato”. Un viaggio lungo tutta la sera, una marcia di avvicinamento al primo maggio compiuta riflettendo intorno a ciò che più di tutto caratterizza, nobilita e dà sostanza all’uomo: il lavoro appunto.

“La notte del lavoro narrato” è arrivata, a livello nazionale, alla sua quinta edizione, frutto dell’intuizione di Vincenzo Moretti, sociologo e narratore, che ha ideato quest’appuntamento con lo scopo di valorizzare il tema del lavoro proprio nel giorno della vigilia della Festa dei Lavoratori. Guardea ha accolto positivamente l’iniziativa, dando vita, per il secondo anno consecutivo, a una serata tutta dedicata al lavoro. Dalle ore 18.30, nella sala della biblioteca di Guardea, si sono infatti alternati racconti, ricordi, esperienze personali, semplici riflessioni: tutto ciò che, in qualsiasi modo, fosse riconducibile al tema del lavoro.

L’apertura è stata affidata alla presentazione del romanzo “Inox” dello scrittore narnese Eugenio Raspi, una storia ambientata nell’acciaieria di Terni, luogo che nell’immaginario ternano è a tutti gli effetti sinonimo di lavoro, nonostante le crisi degli ultimi anni. L’autore ha anche letto un estratto del suo libro: il modo più efficace per rompere il ghiaccio e dare il via a tutti i successivi interventi. All’incontro sono intervenuti, oltre a Raspi, il docente di storia e filosofia Antonio Fresa, che ha anche fatto un intervento introduttivo dell’intera iniziativa, il sindaco di Guardea nonché presidente della Provincia di Terni Giampiero Lattanzi e il giornalista Massimiliano Cinque, responsabile dell’ufficio stampa della Provincia di Terni.

Lo spirito dell’iniziativa, infatti, era quello di permettere a persone con bagagli e storie diverse di raccontare la propria esperienza o prospettiva sul mondo del lavoro, nella convinzione che esso meriti di ricevere rispetto, attenzione e condivisione, soprattutto durante questi tempi in cui l’occupazione, per molti, somiglia a una chimera. Molti degli interventi erano già stati pianificati, ma questo non ha scalfito la spontaneità della serata. Infatti, chiunque lo desiderava aveva la possibilità di contribuire con racconti, riflessioni, immagini, fotografie. Senza limiti, condizionamenti o un canovaccio da seguire. Solo una regola, la più democratica possibile: tre minuti a disposizione per ogni intervento, così da non togliere spazio ad altri.

Alcuni hanno letto propri racconti, altri hanno preferito proporre passaggi di qualche scrittore famoso. Toccante la sequenza di fotografie realizzate dal narnese Roberto Pileri e raffiguranti l’ex Sgl Carbon, il sito industriale che fino a poco tempo fa rappresentava il tempio del lavoro narnese, nell’identità cittadina prima ancora che nei conti economici. Il lavoro è stato affrontato e descritto da tutte le angolature: dai volontari della Croce Rossa che ogni giorno mettono al servizio degli altri la propria passione e dedizione, fino alle professioni più ambite, che nascondono altrettante responsabilità e sacrifici. Un tema che ha trovato spazio, tra gli altri, è stato quello del lavoro minorile, attraverso la testimonianza di un’associazione impegnata nella sensibilizzazione di un argomento così delicato che, in molti luoghi nemmeno troppo remoti, costituisce ancora una tragica realtà.

La partecipazione è stata numerosa, a dimostrazione del fatto che l’iniziativa, prima che riscuotere successo, si è rilevata capace di unire le persone coinvolte. Tutti i protagonisti della serata hanno partecipato con entusiasmo, fermandosi ad ascoltare le esperienze degli altri presenti oltre che condividere la propria. L’appello di Vincenzo Moretti, che nei giorni scorsi invitava chiunque, non importa in quali forme e con quali mezzi, a fermarsi un attimo a riflettere sull’importanza del lavoro, non ha lasciato indifferente la comunità di Guardea e non solo. Guardea, anche quest’anno, ha risposto presente, “partecipando, non organizzando”, come suggerisce il monito dello stesso Moretti.

Lorenzo Di Anselmo

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