Narni, Bruschini (FI): “La droga c’è anche in città” e scoppia la polemica social

NARNI – Ha scatenato una serie di polemiche e discussioni l’intervento di Sergio Bruschini, capogruppo di Forza Italia, sulla questione della presenza della droga anche a Narni. Le due dichiarazioni, all’indomani della morte dei due ragazzi di Terni, hanno sollevato un vespaio di reazioni consumatesi soprattutto sui social, luogo ormai deputato a parlare ma non a parlarsi.

“Eppure questo mio intervento – dice il capogruppo forzista – vuole sollecitare una diversa presa di coscienza riguardo un problema che lungi dall’essere superato anzi è più vivo che mai”. Bruschini scrive che la presenza delle forze dell’ordine e soprattutto dell’efficienza dimostrata dai carabinieri di Narni scalo e Narni in ordine alla repressione del fenomeno da sola purtroppo non basta. Ma sui social si scatenano le reazioni da parte di chi accusa Bruschini di essere dalla parte di quella politica che parla molto ma fa poco. E a chi lo rimprovera di parlare solo adesso della droga, Bruschini ricorda che sollevò il problema in Consiglio già nel 2009.

“Ma nessuno in 11 anni se n’è mai occupato davvero”, stigmatizza il consigliere che poi tira in ballo i dati. “Quelli statistici che i carabinieri ci forniscono circa il fenomeno della tossicodipendenza nel nostro territorio sono allarmanti”, nota. “Purtroppo – aggiunge -è un trend in rapida ascesa. Ciò significa che nonostante l’opera dei Sert e delle altre strutture preposte istituzionalmente non si fa abbastanza e vanno attuate maggiori iniziative. Sempre i carabinieri si sono fatti promotori di sensibilizzare le scuole in occasione dei corsi di educazione stradale sulla pericolosità e la diffusione delle sostanze stupefacenti per chi guida e i rischi penali che incorre chi ne fa uso.

L’arma e l’efficienza che mostra va aiutata e supportata – sollecita Bruschini – per intervenire nei confronti di questo problema. Mi rendo conto che spesso sono cose dette e ridette, la necessità di coinvolgere in un processo più ampio non solo per la repressione ma soprattutto per la prevenzione altre istituzioni quali le Asl, la scuola, la famiglia, le comunità terapeutiche e naturalmente ritengo capofila ed organizzatore, quale motore delle varie iniziative l’amministrazione comunale.

Spesso – nota poi il capogruppo di FI – il fenomeno tossicodipendenza è vissuto con una drammaticità tenuta consapevolmente nascosta dalle famiglie per non conoscenza dei segnali che spesso i giovani sanno nascondere ai loro genitori, ma anche per paura di mettere in piazza un problema che deve invece essere gelosamente nascosto e gestito in casa. Spesso non c’è conoscenza di cosa fare e a chi rivolgersi per un aiuto e la stessa scuola o i luoghi ritenuti “sicuri” sono proprio i principali ambienti dove potrebbe girare lo spacciatore”.

Non ci si può ritenere al riparo o sicuri il problema tossico dipendenza in forme anche diverse da ciò che era il tossico tradizionale degli anni 70 80 esiste  ed è più subdolo che mai ,gli spacciatori ora riescono a raggiungere anche i giovani al di sotto dei 15 anni dobbiamo fare qualcosa intervenire con tutte le risorse che abbiamo per evitare di lasciarci bruciare una giovane generazione che deve invece rappresentare il nostro futuro.

Ritengo necessario e propongo al consiglio di dare mandato alla giunta di predisporre

iniziative che permettano di attivare una stretta collaborazione coordinata e studiata nei minimi particolari con

  • I carabinieri che già operano non solo nella repressione ma neanche nella prevenzione del fenomeno
  • La scuola
  • Le parrocchie
  • Gli operatori sanitari

Un tavolo dove riunire questi soggetti ed elaborare un piano di intervento dove compiti, ambiti di operatività vengano messi a sistema e soprattutto si attivi una capillare sensibilizzazione tra la popolazione del fenomeno che come dicevo è presente e in ascesa”.

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