Narni, chiude anche la ex Carit: era l’ultima banca del centro

NARNI – Con il solito stile mordi e fuggi, atono e sbrigativo, anche Banca Intesa, così come fatto già da altri istituti di credito, ha annunciato la volontà di chiudere gli storici sportelli di Piazza Marconi, in centro storico. L’ultima banca rimasta in città se ne va e con essa sparisce anche l’ultimo rapporto fra la Narni che fu, ricca e capace di investire, e gli istituti di credito.

Non ci saranno più sportelli fra le due porte cittadine e non ci sarà più neanche un bancomat, colpo feroce non solo ai cittadini, ma soprattutto ai turisti. Chi spiegherà poi alle migliaia di visitatori, alle gite organizzate, ai fruitori della Corsa all’Anello e degli altri eventi della città che per poter prendere soldi bisognerà risalire in macchina e scendere allo scalo? Certamente non i vertici di Banca Intesa San Paolo che hanno deciso di mettere i lucchetti a questa e ad altre filiali sparse a Terni e dintorni.

La logica di mercato ha prevalso ancora e non essendoci un sufficiente flusso di denaro, la banca chiude i battenti. Le regioni, in termini economici, possono anche essere plausibili, anche se da verificare, i modi un po’ meno, ma tant’è. La cosa però non è passata inosservata. Se è vero che fra i risparmiatori non c’è stata la sollevazione popolare, il sindaco e la giunta invece non l’hanno presa per nulla bene.

Il primo a parlare è stato De Rebotti che in un post sul suo profilo facebook ha scritto: “Nessuna comunicazione ufficiale, nessuna spiegazione, nessun passaggio preventivo con i clienti e con le istituzioni. Se confermati sarebbero una scelta e un metodo gravi e irrispettosi nel rapporto con la città che ha dato i natali alla Cassa di Risparmio di Terni e Narni.

Per gli istituti seri a servizio dei cittadini e della comunità a Narni c’è e ci sarà sempre spazio. Per gli istituti che pretendono che i cittadini e la comunità siano a loro servizio, per quello che mi riguarda, no”. Commento durissimo che De Rebotti ha ribadito formalmente ai vertici della banca in comunicazioni ufficiali nelle quali ha chiesto, al di là dei social, ai responsabili di ripensarci. Ce la farà? E’ ancora presto per dirlo, l’importante è che sia una vittoria vera e non un rinvio “mascherato”.

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