Narni, chiusura ex Carit e crisi demografica: Il centro storico preoccupa

NARNI – La chiusura della filiale di Banca Intesa San Paolo al centro storico riapre la questione della vitalità del capoluogo comunale e della sua capacità di attrarre residenti e servizi. Proprio questi due fattori sono indissolubilmente uno legato all’altro. Senza residenti i serivizi inevitabilmente se ne vanno, ma senza servizi diventa più difficile attrarre nuovi abitanti.

Un cane che si morde la coda ma da qualche part bisogna cominciare. Da dove? Premesso che la bacchetta magica o la ricetta risolutiva non ce l’ha nessuno, iniziare dai servizi sembra un po’ più difficile. Prova ne è l’emorragia degli ultimi decenni e la situazione attuale. Oltre a Banca Intesa, ex Carit, anche lo sportello Inps ha grandi difficoltà. La direzione ha smentito una fuga immediata, forse anche per non aggiungere benzina sul fuoco già accesso della protesta dei cittadini contro la chiusura della banca di Piazza Marconi, ma i dati sono impietosi.

Ad accedere allo sportello di Piazza Galeotto Marzio, fra parentesi, sito piuttosto scomodo, sono non più di una trentina di persona al giorno e per lo più anziani. Per questo l’Inps, pur non chiudendo, ha annunciato una netta riduzione di orario di apertura degli sportelli. E’ lo stesso problema che ha la banca, cioè la fruibilità, i numeri, insomma.

Ma se non ci sono abitanti, coppie giovani, ceti professionali, diventa davvero difficile difendere i servizi considerando che bisogna poi fare i conti con la corazzata Narni Scalo dove fra residenti (quasi il doppio del  centro), lavoratori e presenze per affari e commissioni, ogni giorno girano, grosso modo, oltre 10mila persone (ma forse anche di più). E allora? E allora la politica, quella con la P maiuscola, finisce per caricarsi inevitabilmente il peso maggiore di questa responsabilità. E cioè studiare un modo per far tornare gente a vivere al centro e soprattutto riguadagnare al centro storico il suo ruolo di capoluogo e punto di riferimento per tutto il territorio.

Come farlo è un altro paio di maniche e non è per niente facile. A Parrano, piccolo borgo dell’orvietano, ma soprattutto a Perugia, stanno cercando di farlo con alcuni provvedimenti che riguardano soprattutto le tasse. Abbattimento dei costi per chi, giovani famiglie ma anche altri tipi di residenti, voglia venire a vivere al centro.

A dirlo è facilissimo, a farlo un po’ meno, ma è chiaro e estremamente importante fare una scelta coraggiosa e di prospettiva, altrimenti si rischia di portare avanti ancora questa crisi fino alle sue estreme conseguenze. Quali? Stando ai si dice le prove generali sarebbero già iniziate. Il potenziamento dei servizi comunali decentrati allo scalo. Prodromo della fuga per eccellenza? Cioè quella del Comune?  

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