Narni, città senza banche e bancomat, ma a Monteleone di Orvieto si può: Figli e figliastri?

NARNI – C’è qualcosa che non va, usando una parodia si potrebbero tirare in ballo celebri frasi dall’Amleto di Shakespeare perché quello che sta succedendo a Narni è davvero amletico e un pochino oscuro. A Narni sembra infatti di stare sul palcoscenico di un teatro seicentesco e in scena vanno istituti finanziari e bancomat. Cosa sta succedendo? La domanda è lecita se si legge la notizia pubblicata da La Nazione domenica 13 ottobre. A Monteleone di Orvieto, piccolo borgo dell’alto orvietano, hanno lo stesso problema di Narni, che di abitanti ne fa circa 20 volte tanti. Le banche sono tutte chiuse, l’ultima, il Monte dei Paschi, se ne andrà a fine dicembre.

A Monteleone d’orvieto però il bancomat rimarrà in paese. “Bancomat – scrive La Nazione narrando la cronaca di quanto sta avvenendo – per compensare la chiusura della filiale del Monte dei Paschi di Siena, unica banca presente a Monteleone. E’ la compensazione che è riuscito a ottenere il sindaco Angelo La Rocca in seguito ad una serie di incontri avvenuti con i dirigenti della banca”. Lo sportello consentirà anche il pagamento delle utenze mentre la filiale resterà aperta fino al 31 dicembre. In questo modo si potrà procedere con le trattative tutt’ora in corso avendo per ora scongiurato la chiusura prevista per il 21 ottobre.

“Al momento – afferma il sindaco Angelo La Rocca – il Monte dei Paschi di Siena ha dato prova di ascoltare le nostre richieste, ci si augura di raggiungere un fine comune. La banca ha deciso di accorpare le attività della piccola filiale di Monteleone con quella di Fabro scalo”. Che se ne trae? Se ne tra una cosa molto semplice e cioè che se la banca vuole può fare qualcosa per i cittadini. A Narni invece Banca Intensa non ha voluto sentire ragioni, nemmeno quelle del sindaco, a differenza di quanto accaduto a Monteleone. Via banca e bancomat, però a poco meno di 100 chilometri di distanza, in un borgo ben più piccolo di Narni, la cosa si può fare.

E allora? E allora a Narni scalo apre l’ennesima filiale, benedetta dal parroco, mentre al centro il Comune è costretto a fare un bando per cercare di attrarre qualche misericordioso istituto di credito che per gentile concessione possa almeno installare una cassa continua. E’ l’ennesima storia italiana, sceneggiatura perfetta per il teatro dell’assurdo, trionfo dell’ambiguità e dell’incoerenza perché non sussistono motivi reali per giustificare l’assenza di banche e sportelli al centro e il proliferare di questi allo scalo.

Pin It on Pinterest