Narni, Conte, Di Maio, Speranza e Zingaretti al San Domenico per sostenere Bianconi

NARNI – Narni ha vissuto ieri una popolarità inconsueta che l’ha proiettata a livello nazionale con la visita del premier Giuseppe Conte, del ministro degli esteri Luigi Di Maio, con quello della salute Roberto Speranza e con il segretario del Pd Nicola Zingaretti. Presente naturalmente anche il candidato alla presidenza dell’Umbria Vincenzo Bianconi. E’ stata un’iniziativa che ha guardato molto alle elezioni di domenica, per stessa ammissione del commissario umbro del Partito democratico che a Un giorno da pecora su radio Rai 1 ha ammesso la cosa senza problemi.

Alla domanda di Lauro su cosa ne pensasse della visita del governo a Narni, Verini ha ribattuto sottolineando che “più che il governo in Umbria e segnatamente a Narni, è arrivata la maggioranza in Parlamento a sostegno di Bianconi”. In realtà non c’era tutta la maggioranza perché Renzi e i suoi italiaviviani non si sono presentati confermando quanto già aveva preannunciato ieri La Repubblica. Scusa ufficiale è che Italia Viva non ha candidati in Umbria, ma il sospetto che dietro ci siano altre ragioni è serpeggiato per tutto il giorno.

Istituzionale o elettorale che sia stata, la visita di Conte e degli altri ministri e segretari di partito ha acceso un faro sulla città che ha giovato di un richiamo e di un eco nazionale che probabilmente non aveva mai avuto prima a questi livelli. Talmente sconosciuta al giornalismo nazionale che Tg 1 e La 7 l’hanno messa in provincia di Perugia, ma tant’è, si vada avanti. Il primo ad arrivare è stato Nicola Zingaretti che dopo esservi entrato, è uscito poco dopo da Palazzo del Podestà, sede del Comune, accompagnato dal sindaco Francesco De Rebotti che poi però lo ha lasciato andare verso l’auditorium di San Domenico dove era in programma l’iniziativa.

Mentre scendeva verso Via Mazzini Zingaretti ha salutato tutti poi dopo aver visto due operai in tuta arancione si è ritornato per stringere loro la mano. Qualche minuto dopo è giunta l’auto blu di Luigi Di Maio, che dal vivo sembra ancora più giovane di quello che appare in tv. Sceso dalla macchina, è stato subito accerchiato dallo stato maggiore dei Cinquestelle umbri che lo hanno scortato verso Via Mazzini e poi anch’egli al San Domenico. Poca passerella invece per Roberto Speranza mentre quando è giunto Giuseppe Conte i narnesi si sono scaldati. Il premier, affiancato dal sindaco, si è subito immerso tra la folla. Strette di mano, scambi di battute e saluti mentre De Rebotti gli spiegava la storia della città e dei personaggi celebri che l’hanno abitata e resa nota.

“Avete una cittadina bellissima – ha detto Conte – che poi si è soffermato a lungo in Via Mazzini a parlare con un cittadino, incurante della frenesia del servizio d’ordine. “Stiamo lavorando e stiamo impegnandoci” ha rassicurato il primo ministro filando via dopo alcuni minuti di dialogo. Auditorium pieno e con servizio d’ordine, cordialissimo, che una volta contate le presenze consentite ha chiuso i portoni, ma fuori erano stati allestiti altoparlanti e in più alcuni maxischermi in Piazza dei Priori per seguire i discorsi dei leader politici e dei ministri.

Il primo a parlare è stato il ministro Speranza che sulla sanità ha messo in chiaro che se vincerà la coalizione giallorossa rimarrà pubblica. “Noi – ha affermato – difendiamo l’universalità della sanità perché il diritto alla salute è di tutti. E allora vi sottolineo ancora una volta che questo governo ha deciso di tagliare il super ticket di 10 euro per le prestazioni sanitarie”. Il discorso di Di Maio è invece scivolato via sui temi delle nuove professioni, proprio quelle sulle quali si era scontrato con Salvini durante il precedente governo. “Vogliamo dare risposte – ha detto – a tutti coloro, soprattutto giovani, che devono diventare la frontiera del nuovo welfare.

Nella legge di bilancio – ha poi aggiunto – ci sarà anche una ferrea stretta ai grandi evasori, non solo con il carcere ma anche con la richiesta di restituzione del totale sottratto e anche di più. Per coloro che pensavano che il proprio patrimonio fosse al sicuro e che bastava pagare il 20 per cento di quanto truffato le cose saranno molto diverse”. Poi rivolto a Bianconi lo ha definito persona seria e grande lavoratore. “Si è rimboccato le maniche dopo il sisma e si è rimesso sotto per ricominciare.

Questo è un esempio di laboriosità che vogliamo trasporre anche al prossimo governo umbro. Il decreto sisma firmato pochi giorni fa ne è la testimonianza”. L’intervento di Zingaretti infine è stato tutto incentrato sulla campagna elettorale che oggi conta l’ultimo giorno. “Noi capiamo le difficoltà degli italiani, le loro paure ma siamo contrari a chi le esaspera per calcolo politico. In Italia e in Umbria serve una svolta e noi con Bianconi vogliamo darla”.

“Il governo non fa campagna elettorale, in Umbria non si vota per il governo ma per sperimentare una novità interessante”. Queste le prime parole del premier Conte appena salito sul palchetto degli interventi. Su Bianconi Conte è stato preciso: “Vincenzo Bianconi è un uomo coraggioso che ama le sfide e che non vi si sottrae”. Parlando poi della manovra finanziaria il premier ha affermato che “essa potenzia il paese rendendolo più digitalizzato e più efficiente anche in tema di giustizia. Con il decreto sisma – ha poi sottolineato – vogliamo snellire e velocizzare la ricostruzione e ci saremo anche dopo la campagna elettorale”.

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