Narni, Corsa all’Anello, il bilancio di Montesi: “Edizione positiva, gara sotto la pioggia? Un evento serio non si rinvia”

NARNI – Se c’è una cosa a Narni che ai narnesi, specie quelli, tanti, che navigano dentro la Corsa all’Anello, non piace per niente è quando, infilato l’ultimo anello dall’ultimo cavaliere e decretato il terziere vincitore, la festa scompare. Puff. Non c’è più, l’incantesimo sparisce in un lampo. Una manciata di ore dopo la fine della gara al campo, rimane solo qualche lontana eco di festeggiamenti che trasudano dai muri dell’osteria del terziere vincitore.

Si, magari il giro in piazza dei contradaioli che hanno vinto, la visita, quella ormai è d’obbligo da decenni, ai terzieri sconfitti, qualche sfottò. E ci mancherebbe pure. Ma della tensione, della festa di San Giovenale non c’è più traccia. “Eh si, lo sappiamo tutti che è così, e proprio per questo quest’anno abbiamo iniziato a cambiare qualcosa”.

Lo ammette, da narnese, anche Federico Montesi, che da quest’anno, lui, nato e cresciuto fra i muri antichi di un terziere, è diventato il presidente della nuova associazione Corsa all’Anello. Il vecchio ente che non c’è più, perché una riforma lo ha trasformato completamente. E Montesi, così come i responsabili dell’associazione, è stato il primo presidente eletto dai terzieri. “Abbiamo fatto i fuochi artificiali la domenica – spiega – perché la festa di chiusura secondo noi è importante quanto quella di apertura e per il prossimo anno abbiamo già altre idee”.

Già, le idee. Che gli manchi l’entusiasmo a questo presidente non è certo vero, e pure che gli manchi la passione. Eravamo un popolo, gli dico io, e gli brillano gli occhi (a me anzi mi si torce un po’ la bocca per l’emozione mentre lo dico con l’aiutino di un calice di bianco). “Si lo eravamo e guarda che questa città ha dimostrato quest’anno più che mai che quell’orgoglio ce l’ha ancora ed è contagioso.

Se vai nelle osterie a servire ci trovi anche gli universitari e tanti”. Va bene, cominciamo un po’ a parlare di Corsa. Senza fretta. “Sono contento – mi racconta – sono contento di come è andata. Certo se sto maledetto tempo c’avesse dato una mano sarebbe stato tutto ancora migliore. Porca miseria ha fatto freddo ed è piovuto quasi sempre!” Si ma allo osterie hanno brindato lo stesso.

“Gli incassi sono andati bene – conferma – non ho sentito ancora di persona tutti e tre i terzieri, ma (e qui se la ride, ndr) sta tranquillo che se qualcosa era andato storto m’avrebbero subissato di chiamate”. E l’associazione come sta? “Ho ereditato un bilancio in salute, poi sono arrivati più sponsor e soprattutto il contributo per certi versi inaspettato, almeno nella portata, della Regione Umbria”.

L’incasso al campo di gara invece? “Leggermente sotto a quello dell’anno scorso però è vero anche che abbiamo messo biglietti ridotti per i narnesi residenti e per gli ultra sessantacinquenni”. A proposito, gara falcidiata dalla pioggia, qualcuno ha detto che si doveva rinviare. “No, non si può ragionare ancora così. La corsa è un evento importante, è una cosa seria, ha i suoi obblighi, le condizioni di sicurezza c’erano perché la pista, così com’è concepita, lo consente. Il fatto che piova non può essere un motivo di rinvio. Difficile pensare, faccio un esempio, che il gran premio di F1 o una partita di calcio si rinviino per pioggia”.

Il nuovo impianto è davvero bello. “Guarda, è stato un lavoro enorme, di grande qualità, dobbiamo migliorare qualcosina ma è normale. In pochi mesi siamo riusciti a costruire, grazie anche al Comune, una cosa del tutto nuova e tra le migliori del centro Italia e tutto con l’impegno, il sacrificio e la competenza di tanti volontari e tanti professionisti che hanno sottratto tempo al loro lavoro per dedicarlo al campo.

Filippo e Giovanni (Miliacca e Cipiccia, i responsabili tecnici, ndr) saranno andati a lavorare un giorno a settimana al massimo”. Quali migliorie apporterete? “Prima di tutto toglieremo la ringhiera del primo livello della tribuna e ci metteremo il plexiglass per rendere visibile la gara in modo perfetto al pubblico, poi copriremo alcune tribune e poi dovremmo pensare ad acquistarle perché stavolta le abbiamo prese in prestito da altre città”.

E poi? “E poi dobbiamo puntare ancora sugli eventi autoprodotti e sulla cultura. A Narni facciamo in 18 giorni una specie di concentrato di Foligno, Bevagna e di chissà quante altre feste storico-rievocative. Credimi, è un lavoro bellissimo ma enorme e sfiancante. Abbiamo deciso di puntare ancora sul protagonismo dei terzieri perché ci sono risorse ed energie che vanno sfruttate e ci sono anche in città.

Il concerto dei Micrologus e Simone Sorini, che è un narnese e grande musicista, confermano che Narni ha potenzialità che vanno fatte emergere”. E’ una questioncina mica da poco, quella dell’impegno, quella della cultura, quella degli spettacoli, senza parlare di quella dell’organizzazione generale, della sicurezza, delle taverne, delle scuderie, delle sartorie, delle giornate medievali, delle sfilate dei cortei storici. Delle responsabilità. Visto da fuori uno non si rende conto che c’è di che uscirne pazzi, oltre che sfiancati.

“Si, è un lavoro enorme, un impegno che solo la passione permette di fare e di fare mettendoci anche le proprie competenze professionali”. Tante volte e da diversi anni si parla ormai di rendere, almeno alcune figure, a pagamento. “Eh, lo so, ma non è mica facile. Chi paghi? Perché? E perché uno si e l’altro no? E’ una questione complessa”. Tiriamo le somme. “E’ stata un’edizione positiva nonostante il maltempo. Un’edizione che ha messo in mostra una nuova stagione di collaborazioni.

Penso ai commercianti per esempio, ma è stata anche l’edizione ha sancito quasi l’azzeramento dei danni, delle scorribande notturne di gente alticcia e degli atti di vandalici. I controlli delle forze dell’ordine in divisa e in borghese hanno dato il loro risultato. Finalmente siamo una festa normale, nella quale la gente, giovani, meno giovani e famiglie, si diverte. Andiamo avanti che c’è settembre che si avvicina”.

Cioè, vuole dire, Montesi, che a settembre c’è la Rivincita. Ancora al nuovo campo di gara, ma probabilmente di giorno. “Vediamo, al momento è così, dobbiamo provare la potenza dei fari, poi decidiamo definitivamente”.  Un’altra prova insomma, un’altra sfida da superare. Finora la nuova Corsa all’Anello le ha vinte, le sue sfide, ma gli esami non finiscono mai. Come diceva Eduardo.

Massimiliano Cinque

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