Narni, dopo 50 anni la Corsa all’Anello ha il suo campo di gara

NARNI – I fantini della prima ora, la benedizione di don Rossini, le parole del sindaco De Rebotti, l’esibizione degli sbandieratori, la rappresentanza del corteo storico e la rievocazione della prima edizione che nel ’69 si correva con fantino e podista.Poi qualche racconto amarcord e qualche pillola di storia della corsa come veniva fatta tanti secoli fa. Bruno Marone, storico, ha svelato un particolare inedito. “La Corsa – ha detto – era in realtà un addestramento alla battaglia. La lancia veniva scagliata contro un pannello con un grande anello al centro perché a quei tempi la cavalcata era diversa”. Marone ha poi raccontato un altro particolare inedito legato agli statuti del 1371.“Esistevano già- ha spiegato – ma in quel tempo il Papa, tornato da Avignone, impose le sue regole costringendo i narnesi a modificare i loro sratuti”. C’è di che ragionare, se ve ne sarà la volontà. Non molto pubblico perché la gradinata è ancora un cantiere e i limiti numerici del decreto Gabrielli sono ferrei. È stato un po’ tutto questo l’inaugurazione ieri del nuovo campo dei giochi dove da quest”anno si correrà la corsa all’anello. Il programma, piuttosto lungo per la verità e non sempre effervescente, ha però avuto il pregio ripresentare alla città e al popolo della corsa un impianto che sembra destinato a realizzare i sogni cullati per decenni. Bello il campo di gara e tutto il contorno e c’è anche da considerare che il tappeto d’erba sta crescendo ora e che manca tutta la coreografia scenica del 12 maggio, giorno della corsa. Oltre alla tribuna centrale sono stati realizzati altri posti, alcuni per i costumanti, altri per il pubblico fino ad ospitare oltre 2mila e 800 spettatori. Da ieri la Corsa all’Anello ha finalmente la sua casa.

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