Narni, il M5S attacca la Regione sul sociale e i fondi per il Prina

NARNI – Dopo quella dell’assessore Tiberti, adesso arriva sul Prina anche la presa di posizione del M5S. Ecco il comunicato integrale: “Continuano i tagli alla sanità adesso tocca al Piano per la non autosufficienza il Prina ed ovviamente quelli che ci rimettono sono, come in questo caso, le persone più fragili e più bisognose, quelle che non hanno i soldi per rivolgersi ai servizi o alle cliniche private.

Il Prina era un fondo fondamentale per poter garantire l’assistenza ed i servizi ai cittadini che ne hanno più bisogno, servizi che le casse di un Comune da sole non possono sostenere e purtroppo se non ci troveranno i soldi il tragico epilogo sarà la sospensione degli aiuti a chi ne ha più bisogno, alle persone non autosufficienti.
Un taglio corposo dei servizi di assistenza domiciliare e assistenza semiresidenziale per gravissimi e non gravissimi

La nuova giunta regionale non ha trasferito le risorse sanitarie al sociale, perciò abbiamo un vero e proprio buco, soldi che non arriveranno più né ai comuni e né alle Zone sociali, come denunciavano già da qualche giorno i consiglieri M5S di Terni.

Perciò se si vorrà continuare a mantenere gli stessi servizi il Comune di Narni dovrà tirare fuori circa 185mila euro, che non si sa bene dove potrà trovarli, altrimenti sarà costretto a ridimensionare i servizi alle persone non autosufficienti.

Commenta così Tramini Luca: “Meravigliosa questa nuova politica salviniana della propaganda continua. Neppure due settimane fa vedevamo un centrodestra Narnese supercompatto che schierava tutte le sue armi migliori, consiglieri comunali, provinciali e regionali per una cena in difesa e rilancio dei diritti e disabilità; giustissimo, applausi. Poi però i riflettori si spengono, i palchi si smontano ed arrivano i fatti: dalla nuova regione tagli drastici dei servizi di assistenza domiciliare e assistenza semiresidenziale per gravissimi e non gravissimi.

Come sempre dicono rimoduliamo, riprogettiamo e riparametriamo ma intanto abbiamo un buco di 185 mila euro ed il rischio reale che non ci siano più soldi per aiutare le persone bisognose.”

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