Narni, inaugurato ieri il portale laterale della cattedrale

NARNI – E’ stato inaugurato ieri, 3 luglio, il restauro del portale laterale della cattedrale di San Giovenale. Un lavoro importante sotto molti punti di vista, da quello religioso a quello cittadino, fino a quello turistico, essendo la facciata della chiesa che dà su Piazza Garibaldi, una delle prime bellezze che il visitatore vede arrivando in città.

Al taglio del nastro c’era il parroco di Narni don Sergio Rossini, il sindaco Francesco De Rebotti, il past president dei Lions Narni che hanno contribuito all’opera, Mario Andretta, e il restauratore, Simone De Turres. Parecchia anche la gente che ha assistito alla breve cerimonia.

Il portale rimesso a nuovo fa un bell’effetto, spicca sul resto della facciata con una nuova luce e risalta sul resto della chiesa anche il bianco della pietra rimessa a lucido rispetto a tutto il resto che è ancora opacizzato dal passare dei secoli ma le risorse non ci sono e fare un restyling completo costerebbe un patrimonio.

Il portale laterale della Cattedrale di san Giovenale di Narni misura 7 metri di altezza per 3,30 di larghezza. La struttura, lievemente incassata rispetto alla parete, si compone di due leoni stilobati aggettanti che sostengono alti piedritti decorati con un tralcio legnoso fiorito composto a girali, che si estende senza soluzione di continuità sull’ampio architrave monolitico con croce centrale. L’epoca di esecuzione va ricercata in un periodo a cavallo tra i sec. XII e XIII. L’opera, strutturalmente integra, soffriva di spesse incrostazioni di sporco, croste nere, patine giallastre di ossalato di calcio e patine di sporco carbonatato, che ne alteravano la delicata alternanza cromatica tra il bianco del travertino ed il rosa dell’archivolto.
L’intervento di restauro, eseguito da Simone Deturres di Arianova 999 di Narni tra la metà del mese di maggio e giugno 2019, si è rivelato piuttosto impegnativo per la durezza e spessore dello strato di sporco, che è stato rimosso per fasi successive, dapprima con applicazione di acqua nebulizzata, poi con azione meccanica localizzata alternata di strumento ad ultrasuoni, vibroincisore e penna pneumatica ed infine, come rifinitura, con microsabbiatura a bassa pressione con ossido di alluminio.

Sono stati rimossi tutti i chiodi infissi tra le pietre in varie epoche, così come anche tutte le stuccature non originali di gesso, cemento e malte varie.
E’ stata rimossa la parete di mattoni che accecava la finestra del rosoncino superiore, permettendo così alla luce di tornare a penetrare all’interno della chiesa, posizionando una nuova chiusura di vetro che impedisca l’ingresso dei volatili.

Pin It on Pinterest