Narni, inizia domani Le Vie del Cinema edizione post covid

NARNI – Inizia domani 4 agosto, Le Vie del Cinema, la rassegna del film restaurato, giunta quest’anno alla sua 26.ma edizione. A presentare il film della serata, Il medico della mutua di Luigi Zampa, saranno l’attrice Paola Tiziana Cruciani e il professore e consigliere alla comunicazione presso Sapienza Università di Roma Mario Morcellini.

Con questa ventiseiesima edizione, collegata al progetto European History Moving, si prosegue il viaggio intrapreso tre anni fa e teso ad analizzare la storia attraverso il cinema. Anche quest’anno Narni. Le vie del cinema proporrà un viaggio nella storia d’Italia (e d’Europa) raccontata attraverso film recentemente restaurati dalla Cineteca Nazionale che lavora all’interno del Centro Sperimentale di Cinematografia.

Narni. Le vie del cinema è ormai il “decano” dei festival dedicati alla memoria del cinema: ha cominciato a proiettare film restaurati ben prima che anche i grandi festival mondiali (Cannes, Berlino, Venezia) aprissero delle sezioni di “Classici”. Il cinema restaurato è arte, scienza, storia, memoria. Anche quest’anno Narni sintetizzerà queste discipline proponendo al pubblico classici del cinema italiano restaurati. È un modo di tener viva la memoria di un’arte – quella cinematografica – che ha fatto dell’Italia un modello per tutte le cinematografie del mondo. E di celebrare, nella selezione di quest’anno, i 90 anni del suo primo direttore Giuliano Montaldo, e i centenari della nascita di Federico Fellini e di Alberto Sordi.

La lista dei film selezionati inizia con Tiro al piccione, opera d’esordio dello storico direttore artistico di Narni. Le vie del cinema, Giuliano Montaldo. Un film che nel ’61 venne massacrato dalla critica perché toccava un argomento allora tabù, la Repubblica di Salò; e che, riproposto alla Mostra di Venezia nel 2019, è stato invece applaudito e apprezzato, consentendo a Montaldo di prendersi una bella rivincita sul passato.

Si prosegue con Il mestiere delle armi di Ermanno Olmi e E la nave va di Federico Fellini: due capolavori che rievocano momenti della storia lontana del nostro paese, l’epoca dei “capitani di ventura” (il film di Olmi ricostruisce gli ultimi giorni di vita di Giovanni dalle Bande Nere) e lo scoppio della Prima Guerra Mondiale raccontato da Fellini attraverso un apologo poetico, onirico ma – come sempre – anche politico. 7 uomini d’oro di Marco Vicario e Il medico della mutua di Luigi Zampa.

Due affascinanti documenti sull’Italia degli anni ’60 e sul boom economico. Il primo è un film di genere, un “giallo-rosa” su una rapina super-tecnologica in stile Ocean’s 11; il secondo è uno dei grandi film del ’68, è un documento antropologico – e quindi storico – che descrive con toni beffardi comportamenti ben poco virtuosi che sono profondamente radicati nella nostra società (la “malasanità”, si può dire, nasce lì)

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