Narni, lite su Asd Narnia, il presidente del Consiglio Rubini risponde alle opposizioni

NARNI – Adesso sulla vicenda Narnia e su quanto successo in Consiglio comunale interviene anche il presidente dell’assemblea elettiva di Palazzo del Podestà. Essendo stato chiamato in causa dalle opposizioni che in un comunicato congiunto ne hanno chiesto le dimissioni, Giovanni Rubini diffonde a sua volta una nota nella quale si dice “stupito delle note che i gruppi consiliari di minoranza hanno invitato alla stampa, riguardanti i fatti dell’ultimo Consiglio comunale”.

Mi sento in dovere – scrive  Rubini – di intervenire per preservare quella che è l’Istituzione, massima assise dei cittadini narnesi, perché credo che in tal proposito a parlare sia il lavoro fatto fino ad oggi, sempre con la massima collaborazione di tutti i gruppi consiliari, e, sempre nel rispetto del Regolamento e dell’ordine dei lavori. Per quanto riguarda l’ultimo Consiglio vorrei spiegare a chi legge cosa sia accaduto, al di là dei toni sopra le righe e strumentali utilizzati dalla minoranza.

Ci sono stati, sì scambi di vedute, relativamente ad un tema politico, anche con toni accesi, ma assolutamente non ci sono state aggressioni, né da parte della minoranza, né da parte della maggioranza: il mio ruolo è stato quello di richiamare tutti i consiglieri, soprattutto chi si è reso protagonista, con i toni accesi di cui sopra, al rispetto delle regole e della corretta dialettica tra diverse forze politiche”. Rubini ricorda che le sedute, oltre ad andare in diretta streaming, sono registrate. “È dall’8 marzo 2018 che il nostro Consiglio Comunale, grazie ad una mozione di FDI, approvata all’unanimità, è dotato di un servizio di registrazione streaming”.

Il presidente del Consiglio poi racconta come si è comportato. “Consapevole di poter riportare la discussione ad un livello degno del luogo – afferma – ho richiamo verbalmente i consiglieri-protagonisti della accesa discussione.  Non ho ritenuto, nel rispetto dei miei poteri e del Regolamento, utilizzare né l’art 28 del Regolamento Comunale né tantomeno ricorrere alla forza pubblica ex art 26 sempre dello stesso. I miei soli richiami verbali sono serviti a ristabilire e ripristinare l’ordine e permettere cosi di proseguire i lavori del Consiglio.

Non entrerò in polemiche  politiche. Questo non è il mio ruolo. Da garante dell’Istituzione, è mio dovere, però, richiamare tutte le forze politiche ad un distinguo netto dei ruoli politici e istituzionali”. Quindi la replica alle accuse delle opposizioni. “L’umiliazione tanto richiamata delle Istituzioni – sottolinea – avviene attraverso, a mio avviso, il distorcere completamente la realtà per meri fini di partito ed acquisizione di momentaneo ed effimero consenso dell’opinione pubblica o, peggio, dei propri supporters politici.

 La collaborazione nei rapporti con tutti i gruppi consiliari non è mai mancata. Mi auguro che questo possa proseguire senza alcuna strumentalizzazione. Fino ad oggi – dice poi – grazie anche alla collaborazione  della conferenza dei capigruppo, i lavori del Consiglio si sono programmati nell’interesse delle forze politiche presenti in Consiglio e nell’interesse dei cittadini. Spiace constatare che gli attestati di stima per il buon lavoro svolto fino ad oggi da parte delle stesse forze, che oggi inviano la nota, evidentemente siano stati offuscati da tematiche che poco attengono al lavoro da svolgere in Consiglio.

Detto ciò ricordo, con le parole del Consiglio di Stato, che “il ruolo del presidente del consiglio comunale è strumentale non già all’attuazione di un indirizzo politico di maggioranza, bensì al corretto funzionamento dell’organo stesso e, come tale, non solo è neutrale, ma non può restare soggetto al mutevole atteggiamento fiduciario della maggioranza o della minoranza, ha precisato che la revoca di detta carica non può essere attivata per motivazioni politiche, ma solo istituzionali, quali la ripetuta e ingiustificata omissione della convocazione del Consiglio o le ripetute violazioni dello statuto o dei regolamenti comunali”.  

Pertanto , ad oggi gli uffici non mi hanno comunicato nulla, qualora gruppi presenti in Consiglio Comunale avviassero procedure di “ verifica” del mio ruolo perché lese del diritto di accedere ad un Consiglio Democratico affronterò serenamente la vicenda , secondo regolamenti e leggi vigenti”.

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