Narni, migranti e Sprar: Nuovo affondo del FattoQuotidiano, replica del Comune

NARNI – Torna ad occuparsi di Sprar IlFattoQuotidiano.it e soprattutto di gestione delle ore e dei dipendenti del Comune di Narni, capofila dell’ambito narnese-amerino, e di altri Comuni della zona. In un articolo uscito ieri sulla versione on line della testata nazionale la giornalista parla di nuovo di queste vicende dopo averlo fatto a fine gennaio. Nel pezzo si afferma che per quanto riguarda le ore e i dipendenti “tra il 2014e il 2016, il valore è di circa 130mila euro annui per oltre 7mila ore divise tra 13 dipendenti, che in parte però esistono solo sulla carta. Tra queste ci sono per esempio quelle dichiarate per Massimiliano Spaziani e Rosaria Scottegna, due dipendenti del Comune di Narni indicati rispettivamente come mediatore culturale e interprete e come psicologa.

Compiti che non potevano svolgere, per mancanza di competenze e incompatibilità contrattuali. Oltre 1.300 ore rendicontate nel 2014, per un cofinanziamento teorico di 20mila euro. Altre ore in buona parte mai effettuate sono quelle attribuite alle due dipendenti amministrative del Comune di Attigliano (coinvolto nel progetto), Laura Pica e Cinzia Ruco: i documenti del Comune di Narni parlano di oltre 1.400 ore nel 2014, ma in realtà sono state solo 90. Quando Pica viene a sapere dei resoconti gonfiati, decide di inviare una lettera ufficiale alla responsabile del progetto, la dirigente comunale di Narni Lorella Sepi, per smentire i numeri.

È aprile 2016. A quel punto quest’ultima scrive allo Sprar centrale, annulla in autotutela la rendicontazione appena inviata e ne manda un’altra rettificata pochi giorni dopo. “Errore materiale” e ritardi da parte dei Comuni nelle comunicazioni, sono le motivazioni addotte”. Perché, si chiede IlFattoQuotidiano, l’ufficio centrale dello Sprar non ha controllato?”

La replica – Il Comune di Narni replica e parla di confusione generata dalle notizie di stampa. In un comunicato afferma che “Il Comune di Narni e gli altri Comuni dell’ambito sociale amerino-narnese (Attigliano, Calvi, Lugliano, Amelia e Guardea) hanno aderito al progetto di accoglienza SPRAR 2014-2016, finanziando e mettendo a disposizione una quota del venti per cento delle risorse umane occorrenti, con costi esclusivamente a carico delle amministrazioni municipali. Il restante servizio, relativo sempre alle tre annualità 2014-2016 è stato affidato ad Associazioni che curano l’accoglienza sul territorio d’ambito, con provata professionalità tecnica e sociale.

Le amministrazioni comunali, mediante tali atti di adesione hanno indicato il personale messo a disposizione per un monte orario corrispondente alla somma autofinanziata dagli stessi enti. Gli enti, inoltre, hanno messo a disposizione locali e strutture per garantire i percorsi di inserimento e di integrazione dei soggetti accolti. Il personale è stato distribuito, all’interno del progetto assentito dal servizio centrale, sulla base degli atti di impegno di tali amministrazioni comunali dell’ambito sociale narnese-amerino.

Il Comune di Narni (ente capofila del progetto) ha effettuato i necessari controlli riguardanti la rendicontazione effettuata anche dagli altri Comuni dell’ambito. Non risponde al vero quanto riportato nell’articolo di oggi de IlFattoQuotidiano.it relativo alla gestione presso il Comune di Attigliano, in quanto è stato lo stesso Comune di Narni a ridurre  “in corso d’opera” il monte ore del personale messo a disposizione del progetto, a seguito di richiesta di rendicontazione del lavoro svolto in base alle attestazioni del Comune di Attigliano.

Lo staff dei servizi sociali è composto da collaboratori con professionalità e curricula tali da poter essere impiegati nella collaborazione al progetto.  Risultano pertanto ingiustificate le varie illazioni giornalistiche che mettono in discussione la loro competenza e comprovata professionalità che trova avvio nel 2002 e si è consolidata nel corso degli anni.

Il FattoQuotidiano.it nell’articolo di oggi, infine,  ha riportato dei dati errati sia per il numero del personale addetto e sia per il numero delle ore attribuite al singolo progetto.  Al contrario, il personale adibito ai progetti è variato nel corso degli anni da un minimo di diciotto ad un massimo di ventisei unità, con un monte ore destinato ai servizi di accoglienza, di integrazione di assistenza etc. SPRAR così ripartito:

per il 2014 ore 10.680 su 28.512 disponibili lavorate, pari al 37,46% totale; per il 2015 ore 9.990 su 33110, pari al 30,1%; per il 2016 ore 10152 su 37555, pari al 27,03 %. Per il solo Comune di Narni e con riferimento ai progetti di Categoria “Ordinari”: per il 2014, sono state individuate 12 unità per ore 6.072, su un monte ore disponibili pari a 19.008, ovvero il 31.9 % delle ore annue pagate dall’amministrazione municipale a titolo di cofinanziamento; per il 2015, sempre il Comune di Narni ha individuato 19 unità per ore 6.168, su un monte ore di 23606 pari al 26,12 % delle ore medie pagate a titolo di cofinanziamento; per il 2016, l’Ente ha individuato 20 unità per ore 6084 , su un orario complessivo di 28.051 pari al 21,68%, delle ore medie pagate a titolo di cofinanziamento.

Le attività messe in campo dall’Ente per l’integrazione sono aumentate in termini qualitativi e di opportunità anche per i rifugiati politici. Il Comune di Narni si è dotato di un servizio di avviamento al lavoro che ha recentemente portato a termine tirocini rivolti a percorsi di integrazione anche per rifugiati politici”.

Ma il FattoQuotidiano incalza: “Nel frattempo, invece, a Narni tutto procede come prima e nella commissione creata nel 2015 dagli stessi Comuni per vigilare sui progetti di accoglienza va in scena uno spettacolo già visto. Il nuovo membro da poco designato è l’impiegato dei servizi sociali del piccolo Comune di Montecastrilli Lucio Beco, nominato a novembre 2017 a sua insaputa, proprio come gran parte dei dipendenti comunali erano stati inseriti nelle rendicontazioni senza esserne nemmeno informati. “Ho già chiesto la revoca. L’ho scoperto per caso all’inizio di gennaio 2018 ”, dice Beco. In queste condizioni, come avrebbe potuto controllare?”.

 

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