Narni, prima volta allo Scalo per l’Ephebia Festival: bilancio positivo

NARNI – La prima volta dell’Ephebia Festival al Parco dei Pini di Narni Scalo è stata sicuramente positiva. Ed è questo, alla fine, ciò che conta. Per una rassegna musicale consolidata come Ephebia, che vantava ben 20 anni di esperienza maturata a Terni, cambiare location rappresentava sicuramente un’incognita. Eppure, la prova può dirsi superata. Venerdì 14 e sabato 15 settembre, dal pomeriggio e per tutta la sera, il Parco dei Pini dello Scalo ha ospitato l’Ephebia Festival, la manifestazione organizzata dall’omonima associazione ternana e giunta ormai alla ventunesima edizione.

Come detto, la location costituiva certamente una delle maggiori novità dell’edizione 2018 del festival. Non si può certo dire, però, che il parco dello Scalo non si presti a eventi di questo tipo, anzi. Il suo ampio prato, al lato dell’ingresso principale, offre un’area grande, perfetta per l’area concerti. In effetti, proprio lì è stato piazzato il palco. La “cittadella della musica e dell’integrazione”, una delle peculiarità del festival, è stata invece allestita nella parte superiore del parco, in mezzo agli alberi, in modo da ricreare un’atmosfera più suggestiva. La “cittadella” era costituita da un insieme di stand, dove erano presenti principalmente alcune associazione locali attive nell’ambito del sociale: l’Arci, il Cesvol e altre ancora. Del resto, l’elemento dell’inclusione costituiva un aspetto chiave del festival, a cui l’associazione organizzatrice ha voluto dare importante risalto.

La risposta di pubblico è stata buona. Non era scontato, considerando appunto che il festival si presentava sostanzialmente in una veste rinnovata. Probabilmente, la seconda serata ha registrato un maggior numero di presenze, comunque difficilmente quantificabili visto che l’area che ospitava il festival è grande e quindi abbastanza dispersiva.

Da un punto di vista del programma, la musica è stata la protagonista indiscussa della manifestazione. Entrambi i pomeriggi, a partire dalle 17, è stata organizzata la “battle of the bands”, un contest che ha visto alternarsi band emergenti. Un’occasione importante per permettere a giovani artisti di mettersi in mostra. Gli eventi di punta, però, si sono svolti durante le serate. La giornata del 14 settembre è stata dedicata a generi come il punk e lo ska, con protagonisti gruppi importanti della scena indipendente italiana, come “Kaosforcause”, “Malasuerte” e “Gang”. Il concerto di quest’ultimi è stato tradotto nella lingua dei segni dall’Ente Nazionale Sordi: un’ulteriore conferma dell’attenzione che Ephebia assume nei confronti del sociale. La seconda serata è stata invece più eterogenea, proponendo nomi espressione di stili e influenze musicali diverse. Si è passato, così, dal folk dei “The wolf and the whale”, a un sound più rock ed energico dei “Nijhida” e dei “Terra”, per arrivare agli headliner della serata, i “Coma Cose”, gruppo intraducibile in un unico genere musicale, poiché caratterizzato da un suono elettronico e da un’impronta, nei testi, che alterna rap e cantautorato.

Certamente, l’Ephebia Festival è stato un appuntamento importante dell’estate narnese, per di più svoltosi allo Scalo, dove spesso latitano eventi di rilievo. Il Parco dei Pini è tornato a essere luogo di contatto, aggregazione, condivisione, secondo una formula che gli è congeniale ma che non sempre è stata proposta con continuità. Che i ragazzi dell’associazione Ephebia, dopo anni di festival organizzati a Terni, abbiano scelto proprio Narni per trasferirsi e tentare una nuova avventura, è un segnale importante, che merita di essere valorizzato.

Lorenzo Di Anselmo

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