Narni, salvato da un infarto: I suoi “angeli” acquistano un defibrillatore

NARNI – Salvato dall’aiuto dei suoi amici. E’ una serata come tante altre, al centro civico di Capitone si gioca, si chiacchiera, ci si beve una birretta, come sempre. All’improvviso però accade qualcosa di assolutamente inaspettato, impensabile nella spensieratezza della serata. Un uomo cade improvvisamente a terra, accusa un malore, perde i sensi. Ha un infarto in corso. Se ne accorgono in tanti e in tanti si fiondano su di lui per soccorrerlo. Alcuni si armano di coraggio e cominciano a praticargli il massaggio cardiaco, altri chiamano di corsa il 118 che parte in direzione di Capitone, ma per arrivare non ci vogliono due minuti, Capitone è lontano, sulle colline narnesi ai confini con Amelia.

Gli amici continuano intanto a praticargli le manovre salva vita, nella speranza di strapparlo alla morte. Poi parte un collegamento in diretta, via telefono, con i medici del 118 che guidano tramite cellulare le operazioni al centro civico. Intanto l’ambulanza continua a correre verso Capitone. Quando arriva, l’uomo è ancora vivo, viene caricato sull’autolettiga e portato di corsa all’ospedale. Si salverà e oltre ai medici dovrà ringraziare anche gli amici che hanno avuto la prontezza di aiutarlo e fare di tutto per salvarlo. Quell’esperienza ha segnato tutti a Capitone. Al centro civico hanno capito che un’altra avventura di questo genere non sarebbe sopportabile e che, poi, nessuno sarebbe stato mai in grado di garantire lo stesso felice risultato.

Ecco perché la cosa migliore da fare, hanno pensato, era quella di dotarsi di strumenti adatti a questo tipo di emergenze. Detto, fatto. In quattro e quattr’otto si organizza una cena e una sottoscrizione fra i cittadini con l’obiettivo di raccogliere i soldi necessari per acquistare un defibrillatore. Mai così celere e copiosa è stata la risposta. Soldi raccolti in un attimo e via a comprare il macchinario. Sabato 15 settembre sarà un bel pomeriggio. Alla presenza del Comune e del 118 sarà inaugurata la colonnina che supporta il defibrillatore. A salutare il suo arrivo anche quell’uomo strappato alla morte e tutti coloro che lo hanno soccorso. Una bella storia e, una volta tanto, un lieto fine.

 

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